Imballaggi, l’Italia introduce nuovi obblighi di compostabilità: cosa prevede la Legge 173/2026
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Imballaggi, l’Italia introduce nuovi obblighi di compostabilità: cosa prevede la Legge 173/2026

Con la conversione del Decreto-legge 143/2026, l'Italia interviene su alcune categorie di imballaggi monouso, introducendo requisiti specifici di biodegradabilità e compostabilità. Le disposizioni si inseriscono nel quadro del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e coinvolgono diverse attività della filiera agroalimentare e ricettiva.

La transizione verso un'economia circolare passa anche dalle caratteristiche degli imballaggi utilizzati ogni giorno dalle imprese. Ridurre i rifiuti, limitare il ricorso alla plastica tradizionale e favorire materiali compatibili con i sistemi di trattamento della frazione organica sono obiettivi che stanno orientando la legislazione europea e nazionale.

In questo contesto si inserisce la Legge 5 ottobre 2026, n. 173, che ha convertito, con modificazioni, il Decreto-legge 7 agosto 2026, n. 143, introducendo disposizioni urgenti in materia di obbligo di compostabilità per determinate tipologie di imballaggi.

Il provvedimento interviene sul Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il cosiddetto Codice dell'ambiente, inserendo il nuovo articolo 226-quinquies. La norma individua alcune categorie di imballaggi in plastica monouso che, per essere immesse per la prima volta sul mercato nazionale, devono rispettare specifici requisiti di biodegradabilità e compostabilità, oltre alle condizioni previste dalla disciplina europea.

Quali imballaggi sono interessati dalla nuova disposizione?

Il provvedimento riguarda alcune tipologie di imballaggi utilizzati in comparti produttivi e commerciali differenti.

Tra questi figurano gli imballaggi monouso in plastica destinati al confezionamento di prodotti ortofrutticoli freschi preconfezionati di peso inferiore a 1,5 chilogrammi; quelli utilizzati per alimenti e bevande riempiti e destinati al consumo nei locali del settore alberghiero, della ristorazione e del catering; le confezioni monodose di condimenti, salse, conserve, panna da caffè e zucchero impiegate nello stesso settore.

Sono inoltre interessati gli imballaggi flessibili monouso per cosmetici e prodotti per l'igiene destinati alle strutture ricettive, quando sono associati a una singola prenotazione e smaltiti prima dell'arrivo dell'ospite successivo. Per questa categoria, la legge richiede anche che il prodotto contenuto sia certificato come biodegradabile e compostabile e compatibile con i processi di compostaggio.

La compostabilità deve essere certificata da organismi accreditati, in conformità alla norma UNI EN 13432 o a standard equivalenti riconosciuti a livello europeo.

La disposizione prevede tuttavia alcune eccezioni. Per esempio, sono contemplate specifiche deroghe per determinate categorie di prodotti ortofrutticoli, per alcuni imballaggi destinati a esigenze mediche e per le confezioni di alimenti da asporto destinati al consumo immediato. Il quadro applicativo deve quindi essere valutato considerando le condizioni e le esclusioni previste dal testo normativo.

Il collegamento con il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi

La legge italiana si inserisce nel percorso avviato dal Regolamento (UE) 2025/40, conosciuto come Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), che disciplina gli imballaggi e i relativi rifiuti in tutti gli Stati membri.

Il regolamento è entrato in vigore l'11 febbraio 2025 e si applica, in via generale, dal 12 agosto 2026. Il suo obiettivo è intervenire sull'intero ciclo di vita degli imballaggi: progettazione, composizione, riutilizzo, riciclabilità e gestione dei rifiuti.

Tra le finalità principali figurano la prevenzione della produzione di rifiuti, la riduzione degli imballaggi superflui, l'incremento del contenuto di materiale riciclato e la promozione di sistemi di riutilizzo e ricarica.

L'articolo 9 del regolamento europeo disciplina in particolare gli imballaggi compostabili e individua le categorie per le quali è previsto l'impiego di materiali compostabili, oltre alle condizioni che consentono agli Stati membri di introdurre ulteriori disposizioni nazionali.

È proprio in questo spazio normativo che si colloca l'intervento italiano: il decreto introduce requisiti specifici per alcune tipologie di imballaggio, tenendo conto delle possibilità previste dal regolamento europeo e delle condizioni relative alla raccolta e al trattamento della frazione organica.

Sanzioni e adeguamento: attenzione alla scadenza del 2030

La nuova disciplina interviene anche sul sistema sanzionatorio del Codice dell'ambiente. La violazione degli obblighi di compostabilità, anche attraverso dichiarazioni di conformità o diciture ingannevoli o elusive, è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 25.000 euro.

L'importo può essere aumentato fino al quadruplo del massimo quando il valore degli imballaggi interessati dalla violazione supera il 10% del fatturato del trasgressore.

La norma prevede inoltre una tutela per l'operatore economico che dimostri di aver acquistato gli imballaggi sulla base di documentazione idonea, fornita dal fabbricante, dall'importatore o dal distributore, attestante la conformità ai requisiti. L'esenzione non opera se l'operatore era a conoscenza della non conformità o se questa era evidente.

Un elemento importante riguarda la decorrenza delle sanzioni: il nuovo regime sanzionatorio si applica a partire dal 1° gennaio 2030. È quindi fondamentale distinguere l'introduzione degli obblighi dalla data a partire dalla quale diventano applicabili le specifiche sanzioni previste dal provvedimento.

Cosa cambia per le imprese?

Le nuove disposizioni richiedono attenzione da parte di produttori e importatori di imballaggi, aziende ortofrutticole, operatori della ristorazione e strutture ricettive.

Per le imprese coinvolte, diventa importante verificare la composizione degli imballaggi utilizzati, la documentazione tecnica e le certificazioni disponibili, oltre alla corretta applicazione delle eccezioni previste dalla legge. Anche la selezione dei fornitori assume un ruolo rilevante: la conformità dei materiali deve essere dimostrabile attraverso documenti adeguati e informazioni verificabili.

Il provvedimento evidenzia inoltre quanto sia importante seguire l'evoluzione della normativa europea e nazionale in modo coordinato. Il PPWR introduce un quadro comune per il mercato europeo, mentre le disposizioni italiane intervengono su specifiche categorie di prodotti, con conseguenze operative per le filiere interessate.

La sfida non riguarda soltanto la sostituzione di un materiale con un altro. Perché un imballaggio compostabile produca effettivi benefici ambientali, deve essere correttamente progettato, certificato, raccolto e trattato attraverso impianti compatibili con le sue caratteristiche.

La nuova disciplina rappresenta quindi un ulteriore passaggio nel percorso di trasformazione del settore degli imballaggi. Per le imprese, conoscere gli obblighi e pianificare per tempo gli adeguamenti sarà essenziale per affrontare il cambiamento normativo e contribuire a una gestione più sostenibile dei materiali.

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