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Auto elettriche, ferrovie e carburanti sostenibili sono al centro della trasformazione della mobilità europea. La crescita dell’aviazione e la dipendenza dal petrolio mostrano però quanto sia complesso ridurre l’impatto ambientale del settore.
La transizione verso una mobilità sostenibile è una delle sfide più complesse per l’Unione europea. Il settore dei trasporti deve ridurre le emissioni di gas serra e l’inquinamento atmosferico senza compromettere la mobilità delle persone e la circolazione delle merci. Per riuscirci, non basta sostituire i veicoli a combustione con quelli elettrici: occorre intervenire anche sulle infrastrutture, sui trasporti pubblici, sul trasporto ferroviario e sui collegamenti aerei e marittimi.
Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente (EEA), nel 2023 i trasporti hanno generato quasi un terzo delle emissioni complessive di gas serra dell’Unione europea. Il trasporto stradale rappresenta la componente principale, mentre aviazione e navigazione pongono problemi specifici legati alla disponibilità di tecnologie e combustibili alternativi.
Il rapporto Sustainability of Europe’s mobility systems 2025 evidenzia che, nonostante i progressi tecnologici e normativi, le emissioni del settore non hanno seguito la stessa traiettoria di riduzione registrata in altri comparti economici.
Auto elettriche, una trasformazione industriale ancora in corso
L’elettrificazione del trasporto stradale rappresenta uno degli strumenti principali per ridurre le emissioni dei veicoli. Nel 2025 le auto elettriche a batteria hanno raggiunto il 17% del mercato delle nuove immatricolazioni nell’Unione europea, secondo l’analisi di Transport & Environment (T&E), organizzazione europea che si occupa di politiche per il trasporto sostenibile.
La diffusione dei veicoli elettrici dipende però da diversi fattori: prezzo d’acquisto, disponibilità di modelli accessibili, infrastrutture di ricarica e capacità industriale europea di produrre batterie e componenti.
La transizione ha anche una dimensione economica e strategica. La filiera delle batterie è essenziale per ridurre la dipendenza dalle importazioni di tecnologie e rafforzare la competitività dell’industria europea. Allo stesso tempo, la sostenibilità dei veicoli elettrici dipende dal ciclo di vita delle batterie, dall’approvvigionamento delle materie prime, dalla disponibilità di elettricità e dal recupero dei materiali a fine vita.
Per questo motivo, la mobilità elettrica deve essere accompagnata da politiche industriali, investimenti nelle reti e sistemi efficaci di raccolta e riciclo.
L’aviazione resta un punto critico
Mentre l’elettrificazione del trasporto stradale avanza, il settore aereo continua a presentare difficoltà nella riduzione delle emissioni. Secondo il rapporto State of European Transport 2026 di T&E, nel 2025 i voli in partenza dagli aeroporti europei hanno generato 195 milioni di tonnellate di CO₂, superando per la prima volta i livelli del 2019 e registrando un aumento del 4% rispetto al 2024.
L’aviazione è particolarmente difficile da decarbonizzare perché le batterie attualmente disponibili non sono adatte a sostituire in modo generalizzato i combustibili convenzionali nei voli di lunga distanza. Tra le soluzioni in sviluppo figurano i carburanti sostenibili per l’aviazione, noti come SAF, e nuove tecnologie aeronautiche.
La loro diffusione richiede tuttavia disponibilità di materie prime sostenibili, capacità produttiva, investimenti e regole che garantiscano effettive riduzioni delle emissioni lungo il ciclo di vita dei combustibili.
L’Unione europea è intervenuta con il regolamento ReFuelEU Aviation, che introduce obblighi progressivi per aumentare la quota di carburanti sostenibili forniti negli aeroporti dell’UE. L’efficacia della misura dipenderà anche dalla capacità di aumentare l’offerta senza trasferire gli impatti ambientali su altre filiere.
Ferrovie e trasporto pubblico per ridurre l’impatto degli spostamenti
La mobilità sostenibile non dipende soltanto dalle tecnologie dei singoli veicoli, ma anche dalla scelta dei mezzi e dall’organizzazione degli spostamenti. Il trasporto ferroviario, soprattutto quando utilizza elettricità a basse emissioni, può offrire un’alternativa più efficiente all’automobile privata e all’aereo su numerose tratte.
L’EEA segnala però che la rete ferroviaria europea non è ancora sufficientemente integrata per offrire ovunque un’alternativa semplice e competitiva ai viaggi in auto o in aereo. Collegamenti transfrontalieri, capacità delle infrastrutture, frequenza dei servizi e facilità di prenotazione incidono sulla possibilità di scegliere il treno.
Anche il trasporto pubblico urbano e la mobilità attiva, come gli spostamenti a piedi e in bicicletta, possono contribuire a ridurre congestione, emissioni e inquinamento atmosferico. Perché queste alternative siano realmente utilizzabili, servono servizi affidabili, infrastrutture sicure e collegamenti efficaci tra le diverse modalità di trasporto.
La sfida è quindi costruire un sistema nel quale le alternative sostenibili siano accessibili e convenienti, evitando che la transizione dipenda esclusivamente dalla capacità economica dei singoli cittadini di acquistare un nuovo veicolo.
Trasporto merci e dipendenza dai combustibili fossili
Anche la movimentazione delle merci deve affrontare una trasformazione significativa. Il trasporto su strada rimane centrale nella logistica europea, ma la sua crescita comporta una maggiore domanda di energia e infrastrutture. Il trasferimento di una parte dei flussi verso la ferrovia e le vie navigabili interne può contribuire a ridurre l’impatto ambientale, soprattutto sulle tratte più lunghe.
La Commissione europea promuove il trasporto multimodale, che combina modalità diverse all’interno dello stesso percorso, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza complessiva della logistica. Il risultato dipende dalla qualità dei collegamenti, dalla disponibilità di terminali e dalla possibilità di coordinare operatori e infrastrutture.
Per i mezzi pesanti, l’elettrificazione rappresenta una soluzione in espansione, ma richiede punti di ricarica adeguati alle esigenze del trasporto professionale e tempi compatibili con l’organizzazione dei viaggi. In alcuni segmenti, i carburanti alternativi possono contribuire alla riduzione delle emissioni, purché siano valutati sulla base della loro effettiva sostenibilità.
Una transizione che deve coinvolgere tutto il sistema
La mobilità sostenibile europea non può essere valutata sulla base di un unico indicatore. Le nuove immatricolazioni elettriche, la produzione di batterie, l’uso del treno e la diffusione dei carburanti sostenibili sono elementi importanti, ma devono tradursi in una riduzione complessiva delle emissioni e dell’inquinamento.
Le analisi di Transport & Environment e dell’Agenzia europea dell’ambiente mostrano che i progressi tecnologici convivono con criticità strutturali: crescita della domanda di trasporto, dipendenza dal petrolio e difficoltà nel decarbonizzare l’aviazione e il trasporto marittimo.
Per raggiungere gli obiettivi climatici, l’Europa dovrà quindi combinare innovazione, investimenti infrastrutturali e politiche pubbliche, favorendo alternative accessibili per cittadini e imprese. La transizione non riguarda soltanto ciò che alimenta un veicolo, ma anche come persone e merci si spostano e come vengono progettati i sistemi di mobilità.
Fonti:
- Transport & Environment - State of European Transport 2026
- T&E - Auto elettriche in Europa
- Agenzia europea dell’ambiente - Sustainability of Europe’s mobility systems 2025
- Commissione europea - Trasporto sostenibile
- Commissione europea - ReFuelEU Aviation
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