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L’ozono al livello del suolo è un inquinante che incide sulla salute delle persone, sulla produttività agricola e sugli ecosistemi. L’European Environmental Bureau richiama l’attenzione anche sul legame tra inquinamento atmosferico e metano.
L’inquinamento atmosferico continua a rappresentare una delle principali sfide ambientali europee. Tra gli inquinanti da monitorare c’è l’ozono troposferico, che si forma negli strati più bassi dell’atmosfera attraverso reazioni chimiche tra altre sostanze inquinanti, favorite dalla luce solare. A differenza dell’ozono presente nella stratosfera, che protegge la Terra dalle radiazioni ultraviolette, quello al livello del suolo può danneggiare la salute umana e la vegetazione.
Il tema è al centro di un rapporto pubblicato nel febbraio 2026 dall’European Environmental Bureau (EEB), la rete europea di organizzazioni ambientaliste. Lo studio, realizzato da Ricardo su incarico della Methane Matters Coalition, analizza gli impatti dell’esposizione all’ozono e il ruolo delle emissioni di metano nel rendere più difficile il contrasto all’inquinamento.
Il rapporto è consultabile nella biblioteca ufficiale dell’EEB.
Gli effetti dell’ozono sulla salute
L’esposizione all’ozono troposferico è associata a problemi respiratori e a un aumento del rischio di mortalità. Il fenomeno assume particolare rilevanza durante i periodi più caldi, quando le condizioni meteorologiche favoriscono la formazione dell’inquinante.
Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente (EEA), nel 2023 nell’Unione europea sono stati stimati circa 63.000 decessi attribuibili all’esposizione all’ozono rispetto al livello di riferimento indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità. Si tratta di stime epidemiologiche, non di un conteggio diretto dei singoli casi.
I dati confermano che la qualità dell’aria resta una questione di salute pubblica, anche in un contesto nel quale le politiche europee hanno contribuito a ridurre diversi inquinanti nel corso degli ultimi decenni.
Per approfondire: EEA - Effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute in Europa.
Agricoltura e ambiente sotto pressione
L’ozono non incide soltanto sulla salute umana. Può danneggiare i tessuti vegetali, ridurre la crescita delle colture e compromettere la produttività agricola. Gli effetti si ripercuotono sulla resa dei raccolti e sul valore economico delle produzioni.
L’analisi dell’EEA dedicata all’ozono troposferico stima che nel 2023 le perdite di raccolto del frumento nell’UE abbiano superato 17 milioni di tonnellate, per un valore economico di circa 3,75 miliardi di euro. Le conseguenze variano tra i Paesi in funzione delle concentrazioni di ozono e della distribuzione delle colture.
L’inquinamento atmosferico diventa quindi una questione che riguarda anche la sicurezza alimentare, la resilienza delle filiere agricole e la tutela degli ecosistemi.
Il ruolo del metano nelle politiche per l’aria
L’ozono troposferico è un inquinante secondario: non viene emesso direttamente, ma si forma attraverso reazioni chimiche che coinvolgono precursori come gli ossidi di azoto e i composti organici volatili. Anche il metano contribuisce alla sua formazione su scala più ampia.
Ridurre le emissioni di metano può quindi contribuire a contenere la formazione di ozono, generando benefici sia per il clima sia per la qualità dell’aria. Per ottenere risultati, tuttavia, sono necessari interventi coordinati sulle diverse fonti di emissione e una cooperazione che superi i confini nazionali, perché gli inquinanti possono essere trasportati dalle masse d’aria anche a grandi distanze.
L’EEB, attraverso il proprio lavoro sulle politiche europee per l’aria e il clima, sostiene la necessità di rafforzare le misure di prevenzione e di affrontare le cause dell’inquinamento in modo integrato. Le indicazioni dell’associazione si inseriscono in un quadro scientifico più ampio, documentato anche dall’Agenzia europea dell’ambiente.
I nuovi obiettivi europei sulla qualità dell’aria
La revisione della direttiva europea sulla qualità dell’aria ambiente, approvata con la Direttiva (UE) 2024/2881, introduce standard più stringenti da raggiungere entro il 2030 per diversi inquinanti. La normativa rafforza inoltre il quadro di monitoraggio e pianificazione degli interventi, con l’obiettivo di avvicinare la protezione della salute agli orientamenti dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Per l’ozono la sfida resta particolarmente complessa: nonostante i progressi nella riduzione di alcuni precursori, le concentrazioni non sono diminuite in modo altrettanto significativo. Saranno quindi importanti il miglioramento dei sistemi di monitoraggio, la riduzione delle emissioni e la collaborazione tra Stati.
La qualità dell’aria richiede interventi che uniscano tutela della salute, politiche climatiche e protezione della biodiversità. Contrastare l’ozono troposferico significa affrontare un problema ambientale con ricadute concrete sulla vita quotidiana, sulle attività economiche e sulla capacità degli ecosistemi di mantenere le proprie funzioni.
Fonti:
- European Environmental Bureau (EEB) - Economic impacts of O3 exposure, 11 febbraio 2026
- Agenzia europea dell’ambiente - Addressing ground-level ozone pollution in Europe
- Agenzia europea dell’ambiente - Harm to human health from air pollution in Europe
- EUR-Lex - Direttiva (UE) 2024/2881
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