Ultime Notizie
Il mercato digitale italiano cresce, spinto da intelligenza artificiale, cloud e sicurezza informatica. Per trasformare l’innovazione in competitività servono però competenze, investimenti e infrastrutture adeguate.
Il mercato digitale italiano ha raggiunto 84,4 miliardi di euro nel 2025, registrando una crescita del 3,4% rispetto all’anno precedente. A trainare il settore sono soprattutto i servizi ICT, sostenuti dalla diffusione dell’intelligenza artificiale (IA), del cloud computing e delle soluzioni di cybersecurity. È quanto emerge dal rapporto Il Digitale in Italia 2026, pubblicato da Anitec-Assinform, l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese dell’Information and Communication Technology.
Il documento fotografa un comparto sempre più centrale per la competitività del sistema produttivo. Le tecnologie digitali non riguardano più soltanto l’automazione dei processi o la gestione delle informazioni: incidono sull’organizzazione delle imprese, sulla sicurezza delle infrastrutture, sull’efficienza dei servizi e sulla capacità di sviluppare nuovi prodotti.
Il rapporto è consultabile sul sito ufficiale di Anitec-Assinform.
Il mercato digitale cresce grazie a IA, cloud e servizi ICT
Nel 2025 i servizi ICT hanno raggiunto un valore di 18,8 miliardi di euro, con un incremento dell’8,1% rispetto al 2024. Anche il comparto software e soluzioni ICT ha registrato una crescita, arrivando a 9,8 miliardi di euro (+4,1%). La spesa per le tecnologie di intelligenza artificiale ha invece raggiunto 1,38 miliardi di euro, aumentando del 47,6%.
I dati indicano una trasformazione delle priorità aziendali. Le organizzazioni investono sempre più in strumenti capaci di elaborare grandi quantità di dati, automatizzare attività e integrare sistemi informativi differenti. Il cloud consente di accedere a risorse informatiche flessibili, mentre l’IA amplia le possibilità di analisi e supporto alle decisioni.
La crescita, tuttavia, non si distribuisce in modo uniforme. Secondo Anitec-Assinform, l’ecosistema ICT italiano comprende oltre 132.000 imprese e più di 638.000 addetti. La capacità di consolidare questi risultati dipenderà anche dalla diffusione delle tecnologie tra le piccole e medie imprese e dalla riduzione dei divari territoriali.
Intelligenza artificiale: aumentano le adozioni, ma non
per tutte le imprese
L’incremento è significativo ma i dati mostrano anche un divario tra le dimensioni aziendali: nel 2025 utilizzava tecnologie di IA il 53,1% delle grandi imprese, contro il 15,7% delle piccole e medie imprese considerate dall’indagine.
Tra gli ostacoli indicati dalle aziende che hanno valutato investimenti senza poi realizzarli figurano soprattutto la mancanza di competenze adeguate, le incertezze normative, la qualità e disponibilità dei dati e le preoccupazioni legate alla protezione delle informazioni.
Il problema, quindi, non consiste soltanto nell’accesso agli strumenti. Per integrare l’IA nei processi aziendali occorrono personale formato, obiettivi chiari, dati affidabili e procedure che permettano di valutare risultati, rischi e responsabilità.
I dati completi sono disponibili nel rapporto ISTAT sulle imprese e le tecnologie ICT nel 2025.
Cybersecurity, una condizione per innovare in sicurezza
La crescita delle tecnologie digitali rende centrale anche la protezione di reti, dati e sistemi informatici. L’aumento delle interconnessioni e l’impiego di strumenti basati sull’intelligenza artificiale ampliano le opportunità, ma richiedono un approccio alla sicurezza che accompagni l’intero ciclo di vita delle tecnologie.
La cybersecurity non può essere considerata soltanto un intervento tecnico da attivare in caso di incidente. Riguarda la continuità operativa, la protezione delle informazioni, la gestione degli accessi e la capacità di individuare e affrontare tempestivamente le minacce.
Il rapporto ENISA Threat Landscape 2025 analizza 4.875 incidenti rilevati tra luglio 2024 e giugno 2025, offrendo una panoramica delle principali minacce informatiche nell’Unione europea. L’analisi sottolinea la necessità di comprendere l’evoluzione degli attacchi e di rafforzare le capacità di prevenzione e risposta.
Per le imprese, questo significa integrare la sicurezza nella progettazione dei servizi, nella gestione dei fornitori e nella formazione del personale. La diffusione dell’IA richiede inoltre attenzione alla governance dei dati e alla protezione dei modelli utilizzati.
Competenze e infrastrutture per una trasformazione digitale inclusiva
La disponibilità di tecnologie avanzate non garantisce, da sola, una trasformazione digitale efficace. Perché i benefici raggiungano imprese e cittadini servono infrastrutture affidabili, competenze diffuse e condizioni che favoriscano l’adozione dell’innovazione anche nelle realtà con minori risorse.
La Commissione europea, nel rapporto italiano sul Decennio digitale 2025, riconosce i progressi compiuti dal Paese nelle infrastrutture e nei servizi pubblici digitali, ma segnala ancora criticità nell’adozione dell’intelligenza artificiale, nella crescita delle startup e nelle competenze digitali. Secondo il documento, nel 2025 soltanto il 45,8% della popolazione italiana disponeva di competenze digitali di base, sulla base dei dati riportati nel rapporto.
Il rafforzamento delle competenze è quindi una componente essenziale della transizione. Formazione continua, aggiornamento professionale e collaborazione tra imprese, università e centri di ricerca possono contribuire a ridurre le difficoltà di adozione e a valorizzare le nuove tecnologie.
L’innovazione digitale come leva di competitività
Il quadro che emerge è quello di un settore in crescita, nel quale intelligenza artificiale, cloud e cybersecurity assumono un ruolo sempre più strategico. La sfida per l’Italia non riguarda soltanto il volume degli investimenti, ma la capacità di trasformarli in produttività, sicurezza e opportunità diffuse.
La crescita del mercato digitale rappresenta un segnale positivo, ma i divari nell’adozione delle tecnologie e nella disponibilità di competenze mostrano che il percorso non è concluso. Per rendere l’innovazione un fattore strutturale di sviluppo sarà necessario accompagnare gli investimenti con formazione, governance dei dati, protezione delle infrastrutture e sostegno alle imprese meno digitalizzate.
La trasformazione digitale, in definitiva, non si misura soltanto dalla disponibilità di nuove tecnologie, ma dalla capacità di utilizzarle in modo efficace, responsabile e sicuro.
Fonti:
- Anitec-Assinform - Il Digitale in Italia 2026
- Anitec-Assinform - Dati sul mercato digitale italiano
- ISTAT - Imprese e ICT, anno 2025
- ENISA - Threat Landscape 2025
- Commissione europea - Decennio digitale 2025, Italia
Potrebbero interessarti ...
Iscriviti alla nostra Newsletter!
Sei un sostenitore dell'ambiente in tutte le sue forme? Allora sei nel posto giusto!
Iscriviti subito!