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Quando si pensa a una città più sostenibile, vengono subito in mente pannelli solari, piste ciclabili o nuovi parchi urbani. Eppure una delle soluzioni più semplici contro il caldo estremo potrebbe essere cambiare il colore dei tetti.
Negli ultimi anni città come Los Angeles, New York, Tokyo e Atene hanno avviato programmi per utilizzare superfici chiare o riflettenti su tetti e pavimentazioni. L'obiettivo non è estetico, ma climatico: riflettere una parte maggiore della radiazione solare e limitare il surriscaldamento degli edifici e delle strade.
Una strategia che prende il nome di cool roofs e che, secondo numerosi studi, può contribuire a rendere le città più vivibili durante le ondate di calore.
Il problema delle isole di calore urbane
Le città tendono a essere molto più calde rispetto alle aree rurali circostanti.
Il motivo è semplice: asfalto, cemento e coperture scure assorbono una grande quantità di energia solare durante il giorno e la rilasciano lentamente nelle ore serali. Questo fenomeno, noto come Urban Heat Island (UHI), può aumentare le temperature urbane di diversi gradi rispetto alle zone limitrofe.
Secondo la NASA, nelle giornate estive la temperatura superficiale di un tetto tradizionale scuro può superare gli 80 °C, mentre un tetto riflettente può rimanere anche 25-35 °C più fresco nelle stesse condizioni.
Come funzionano i
Il principio è sorprendentemente semplice.
Le superfici scure assorbono gran parte della radiazione solare trasformandola in calore. Le superfici chiare, invece, riflettono una quota molto maggiore dell'energia ricevuta. Questo significa che:
- gli edifici si riscaldano meno;
- diminuisce il bisogno di aria condizionata;
- si riducono i consumi elettrici;
- si abbassano le temperature degli spazi urbani.
Secondo il Lawrence Berkeley National Laboratory, aumentare la riflettanza dei tetti rappresenta una delle strategie più efficaci e meno costose per contrastare le isole di calore urbane.
Il caso di Los Angeles
Uno degli esempi più noti arriva da Los Angeles.
Dal 2017 la città ha introdotto norme che prevedono, in molte nuove costruzioni e ristrutturazioni, l'utilizzo di coperture ad alta riflettanza. In alcuni quartieri sono state sperimentate anche vernici riflettenti sulle strade.
Uno studio condotto dall'UCLA ha osservato che queste superfici possono ridurre sensibilmente la temperatura superficiale durante le ore più calde, contribuendo a migliorare il comfort urbano.
I ricercatori sottolineano però che i cool roofs non rappresentano una soluzione unica, ma uno strumento da integrare con alberature, spazi verdi e una progettazione urbana più resiliente.
Non basta dipingere tutto di bianco
Come spesso accade, la realtà è più complessa.
Gli esperti ricordano che i tetti riflettenti funzionano particolarmente bene nei climi caldi, dove il raffrescamento estivo rappresenta il principale consumo energetico.
Nei territori caratterizzati da inverni rigidi, invece, un tetto molto riflettente potrebbe ridurre anche il contributo del sole al riscaldamento naturale degli edifici.
Per questo motivo la scelta dei materiali deve tenere conto del clima locale, dell'orientamento degli edifici e delle caratteristiche costruttive.
Anche l'Europa guarda ai materiali riflettenti
Il tema è sempre più presente anche nelle strategie europee di adattamento climatico.
L'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA) sottolinea che l'aumento delle temperature e delle ondate di calore richiede un insieme di soluzioni integrate: più alberi, infrastrutture verdi, materiali riflettenti, superfici permeabili e una pianificazione urbana capace di limitare gli effetti del cambiamento climatico.
I cool roofs vengono considerati una delle possibili misure per migliorare la resilienza delle città, soprattutto nelle aree densamente urbanizzate.
Un piccolo cambiamento con effetti concreti
Cambiare il colore di un tetto può sembrare un dettaglio. In realtà significa modificare il modo in cui una città interagisce con il sole.
Ridurre anche solo di pochi gradi la temperatura degli edifici significa diminuire il ricorso ai climatizzatori, abbassare i consumi energetici e migliorare il comfort delle persone durante i periodi di caldo estremo.
Non risolverà da solo il cambiamento climatico. Ma dimostra come, a volte, innovazione e sostenibilità non passino necessariamente da tecnologie complesse. Possono nascere anche da una scelta apparentemente semplice: utilizzare materiali che riflettono la luce invece di assorbirla.
Il futuro delle città potrebbe avere un colore diverso
Le città continueranno a crescere e le ondate di calore diventeranno sempre più frequenti.
Per questo motivo urbanisti, architetti e amministrazioni stanno iniziando a ripensare anche elementi che fino a pochi anni fa sembravano secondari.
Il colore di un tetto non cambierà il clima del pianeta ma potrebbe contribuire a rendere le nostre città più fresche, più efficienti e più vivibili. E, in un futuro sempre più caldo, anche un semplice tetto bianco potrebbe fare la differenza.
Fonti:
- NASA Earth Observatory - Cooling the Concrete Jungle: https://earthobservatory.nasa.gov/images/87055/cooling-the-concrete-jungle
- Lawrence Berkeley National Laboratory - Heat Island Group: https://heatisland.lbl.gov/
- UCLA Sustainable LA Grand Challenge - Cool Surfaces: https://innovation.luskin.ucla.edu/cool-surfaces/
- European Environment Agency - Climate change adaptation: https://www.eea.europa.eu/en/topics/in-depth/climate-change-adaptation
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