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Negli ultimi anni le aziende hanno investito sempre di più per diventare data-driven.
Analizzano i dati di vendita, monitorano la produzione, prevedono la domanda, misurano le performance finanziarie e utilizzano strumenti sempre più avanzati per supportare le decisioni strategiche. Quando si parla di sostenibilità, però, lo scenario cambia.
Molte organizzazioni continuano ancora oggi a raccogliere dati ambientali in modo frammentato, con metodologie differenti tra sedi, fornitori e reparti aziendali. Il risultato è che decisioni sempre più importanti vengono prese partendo da informazioni incomplete, poco confrontabili o difficili da verificare. Ed è proprio qui che nasce uno dei rischi più sottovalutati della transizione ecologica.
Dal 27 settembre cambiano le regole
Dal 27 settembre 2026 entreranno in applicazione le nuove disposizioni della Direttiva (UE) 2024/825, che rafforzano il contrasto al greenwashing e introducono nuovi obblighi per la comunicazione ambientale delle imprese.
Le aziende saranno chiamate a dimostrare con evidenze verificabili le dichiarazioni ambientali utilizzate nella comunicazione commerciale.
Per comprendere cosa cambia concretamente e come prepararsi, Nonsoloambiente organizza il webinar gratuito del 22 settembre, dedicato alle nuove regole europee, ai rischi reputazionali e agli strumenti per costruire una comunicazione ambientale trasparente.
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Il problema non è il marketing
Quando si parla di greenwashing si tende a immaginare campagne pubblicitarie esagerate o slogan poco credibili. In realtà, il problema nasce spesso molto prima.
Se un'azienda non dispone di dati affidabili sulle proprie emissioni, sui consumi energetici, sull'utilizzo delle risorse o sugli impatti della propria filiera, diventa estremamente difficile comunicare in modo corretto.
La comunicazione è soltanto l'ultimo passaggio di un processo che dovrebbe iniziare con la raccolta, la verifica e l'analisi dei dati.
I numeri spiegano perché l'Europa è intervenuta
La necessità di rendere più rigorosa la comunicazione ambientale emerge chiaramente dai dati.
Uno studio pubblicato dalla Commissione Europea nel 2020 ha analizzato centinaia di dichiarazioni ambientali presenti sul mercato europeo. I risultati hanno evidenziato che:
- il 53,3% dei claim ambientali risultava vago, fuorviante o privo di informazioni sufficienti;
- il 40% non era supportato da prove adeguate;
- sul mercato europeo erano presenti oltre 230 etichette ambientali, spesso difficili da confrontare e comprendere per i consumatori.
Questi dati hanno rappresentato uno dei presupposti per l'introduzione delle nuove regole europee sulla comunicazione ambientale.
Senza dati affidabili non esistono decisioni affidabili
La qualità dei dati ambientali non riguarda soltanto la comunicazione.
Incide direttamente sulla capacità delle imprese di prendere decisioni:investire in un nuovo impianto, ridurre i consumi energetici, scegliere un fornitore, misurare le emissioni, partecipare ad una gara pubblica, accedere a finanziamenti sostenibili.
Queste sono tutte decisioni che richiedono informazioni solide e verificabili.
In questo senso, la sostenibilità sta diventando sempre più una questione di governance dei dati.
Un tema sempre più centrale anche per investitori e clienti
La richiesta di informazioni ambientali affidabili non arriva soltanto dalle istituzioni.
Secondo il Global Investor Survey 2024 di PwC, il 71% degli investitori ritiene molto o estremamente importante che le aziende migliorino la qualità e l'affidabilità delle informazioni sulla sostenibilità per supportare le decisioni di investimento.
Allo stesso tempo, grandi imprese e pubbliche amministrazioni chiedono sempre più spesso ai propri fornitori dati verificabili su emissioni, consumi energetici, gestione delle risorse e politiche ambientali.
La trasparenza non rappresenta più soltanto un elemento reputazionale. Sta diventando un requisito competitivo.
Un tema che sarà al centro del webinar di Nonsoloambiente
Come si costruisce una comunicazione ambientale realmente credibile? Quali dati servono? Quali errori devono evitare le imprese? E come cambiano gli obblighi con la Direttiva (UE) 2024/825?
Sono alcune delle domande che saranno affrontate durante il webinar gratuito di Nonsoloambiente del 22 settembre, dedicato alle nuove regole europee sulla comunicazione della sostenibilità.
👉 Scaricate l’approfondimento dedicato per saperne di più ed iscrivetevi all’evento.
La sostenibilità del futuro parlerà il linguaggio dei dati
Per molti anni la sostenibilità è stata raccontata soprattutto attraverso obiettivi e impegni.
Nei prossimi anni, invece, sarà sempre più valutata sulla qualità dei dati che le imprese saranno in grado di raccogliere, verificare e condividere.
Perché la fiducia non nasce dagli slogan. Nasce dalla capacità di dimostrare, con evidenze concrete, ciò che si sceglie di comunicare.
Fonti:
- Commissione
Europea - Environmental Claims Initiative: https://environment.ec.europa.eu/topics/circular-economy-topics/green-claims_en
- Direttiva
(UE) 2024/825 - Empowering Consumers for the Green Transition: https://eur-lex.europa.eu/
- PwC -
Global Investor Survey 2024: https://www.pwc.com/gx/en/issues/c-suite-insights/global-investor-survey.html
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