Depurazione delle acque: perché l’ozonizzazione può rappresentare una svolta per la sostenibilità industriale
Sostenibilità

Depurazione delle acque: perché l’ozonizzazione può rappresentare una svolta per la sostenibilità industriale

La gestione dell'acqua è destinata a diventare una delle principali sfide ambientali ed economiche dei prossimi anni. Cambiamento climatico, scarsità della risorsa idrica e normative europee sempre più stringenti stanno imponendo alle imprese e ai gestori del servizio idrico un cambio di paradigma: non basta più depurare, occorre farlo in modo sempre più efficiente e sostenibile.

In questo scenario, le tecnologie di ossidazione avanzata stanno assumendo un ruolo strategico. Tra queste, l'ozonizzazione rappresenta una delle soluzioni più promettenti per migliorare la qualità delle acque reflue e ridurre l'impatto ambientale dei processi industriali.

Un esempio concreto arriva dal depuratore industriale di Arzignano, nel Vicentino, dove l'introduzione di un nuovo comparto di ozonizzazione ha permesso di ottenere risultati significativi sul piano della qualità delle acque trattate, confermando come innovazione tecnologica e sostenibilità possano procedere nella stessa direzione.

Perché oggi la depurazione delle acque è una priorità

Negli ultimi anni il tema dell'acqua è diventato centrale nelle politiche ambientali europee. La crescente pressione sulle risorse idriche, unita agli effetti del cambiamento climatico e all'aumento della domanda proveniente da cittadini, agricoltura e industria, rende necessario migliorare continuamente le tecnologie di trattamento delle acque reflue.

L'obiettivo non è soltanto rispettare i limiti normativi ma restituire all'ambiente una risorsa di qualità sempre maggiore, riducendo l'impatto delle attività produttive e contribuendo alla tutela degli ecosistemi. Per questo motivo gli impianti di depurazione stanno evolvendo da semplici infrastrutture di servizio a veri e propri laboratori di innovazione ambientale.

Cos'è l'ozonizzazione e quali vantaggi offre

L'ozonizzazione è un trattamento che utilizza l'ozono come potente agente ossidante e disinfettante per migliorare la qualità delle acque. Applicata ai reflui industriali, questa tecnologia consente di intervenire su diversi parametri qualitativi, favorendo:

  • la riduzione del carico organico;
  • il miglioramento della decolorazione delle acque;
  • una maggiore efficacia nella disinfezione;
  • il miglioramento complessivo del processo depurativo.

Non si tratta, quindi, di una tecnologia alternativa ai trattamenti tradizionali ma di un sistema che ne aumenta l'efficienza, integrandosi all'interno di un processo già articolato.

Il caso di Arzignano: risultati concreti dopo un anno di attività

Il nuovo comparto di ozonizzazione realizzato presso il depuratore industriale di Arzignano, progettato da Stantec e sviluppato da Acque del Chiampo, è entrato in funzione con l'obiettivo di migliorare ulteriormente la qualità delle acque reflue provenienti dal distretto conciario. Dopo il primo anno di operatività, i risultati evidenziano un deciso passo avanti.

Secondo i dati diffusi dal gestore, il carico organico (COD) allo scarico si è ridotto mediamente del 20%, passando da 105 mg/l a 84 mg/l. Parallelamente, il cromo totale è diminuito del 5%, passando da 0,268 mg/l a 0,254 mg/l.

Anche il processo di decolorazione ha registrato un miglioramento significativo con una riduzione dell'assorbanza fino al 60% nelle lunghezze d'onda più rappresentative, accompagnata da ulteriori benefici in termini di disinfezione e abbattimento dei solidi sospesi.

Un impianto progettato per affrontare le sfide future

L'intervento non si è limitato all'installazione di nuove apparecchiature ma ha comportato una vera riqualificazione dell'area.

La realizzazione del comparto ha previsto la demolizione di strutture non più utilizzate e la costruzione di una nuova vasca interrata lunga circa 60 metri, larga 13 metri e profonda 6 metri, nella quale l'ozono viene miscelato con il refluo.

L'impianto è oggi in grado di trattare fino a 1.800 metri cubi di reflui all'ora e di produrre 130 chilogrammi di ozono ogni ora. Il sistema è completato da una vasca per la riduzione del cromo, da una sezione dedicata alla flocculazione e da un nuovo edificio che ospita generatori e distruttori di ozono, sistemi di raffreddamento e impianti per la ricompressione dell'ossigeno.

Un investimento che guarda alla sostenibilità

Per la realizzazione dell'opera Acque del Chiampo ha sostenuto un investimento superiore ai 15 milioni di euro, dei quali 7,8 milioni finanziati dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.

L'intervento si inserisce inoltre nel percorso di adeguamento verso la nuova Direttiva UE 2024/3019, che punta a innalzare gli standard europei in materia di trattamento delle acque reflue urbane e industriali.

Innovazione e sostenibilità camminano insieme

Il caso del depuratore di Arzignano dimostra come la gestione delle acque non sia più soltanto una questione tecnica ma una leva strategica per la competitività e la sostenibilità dei territori.

Investire in tecnologie capaci di migliorare la qualità delle acque trattate significa ridurre l'impatto ambientale delle attività produttive, rispondere alle nuove esigenze normative e valorizzare una risorsa che, nei prossimi anni, sarà sempre più centrale per lo sviluppo economico.

In un contesto in cui la disponibilità e la qualità dell'acqua rappresentano una sfida globale, innovazioni come l'ozonizzazione mostrano come la transizione ecologica possa passare anche attraverso infrastrutture meno visibili, ma fondamentali per costruire un modello industriale più sostenibile.

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