L’ospedale del futuro non cura solo le persone: il caso NHS dimostra che può curare anche il pianeta
Sanità

L’ospedale del futuro non cura solo le persone: il caso NHS dimostra che può curare anche il pianeta

Per decenni gli ospedali sono stati progettati con un obiettivo prioritario: garantire cure sempre più efficaci ai pazienti.

Oggi, però, il sistema sanitario si trova davanti a una nuova sfida. Come continuare a migliorare l'assistenza senza aumentare il proprio impatto ambientale? La domanda non è secondaria.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il cambiamento climatico rappresenta una delle principali minacce per la salute globale del XXI secolo. Ondate di calore, eventi meteorologici estremi, inquinamento atmosferico e diffusione di nuove malattie stanno già mettendo sotto pressione i sistemi sanitari di tutto il mondo.

Ma esiste anche un altro aspetto meno conosciuto: la sanità contribuisce essa stessa alle emissioni di gas serra. Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce una delle esperienze più interessanti a livello internazionale.

Il primo sistema sanitario al mondo con un obiettivo "Net Zero"

Nel 2020 il National Health Service (NHS) inglese è diventato il primo sistema sanitario al mondo a impegnarsi formalmente per raggiungere le emissioni nette pari a zero.

L'obiettivo è ambizioso:

  • Net Zero entro il 2040 per le emissioni direttamente controllate dal NHS;
  • Net Zero entro il 2045 anche per le emissioni indirette, comprese quelle della catena di fornitura.

Una scelta che non nasce solo da motivazioni ambientali.

Secondo il NHS, ridurre consumi energetici, sprechi e dipendenza dai combustibili fossili significa anche rendere gli ospedali più resilienti, efficienti e meno costosi da gestire. 

Un sistema enorme da trasformare

Il progetto coinvolge numeri impressionanti.

Ogni giorno il NHS gestisce circa 1,7 milioni di contatti con i pazienti, impiega oltre 1,5 milioni di persone e opera attraverso più di 13.500 edifici sanitari, tra ospedali, ambulatori, centri di salute mentale e strutture territoriali.

Una rete di queste dimensioni richiede enormi quantità di energia, acqua, dispositivi medici, farmaci e servizi logistici.

Secondo il rapporto Five years of a Greener NHS, il sistema sanitario inglese è responsabile di circa il 4-5% delle emissioni complessive del Regno Unito

I risultati iniziano a vedersi

A cinque anni dall'avvio del programma Greener NHS, i primi risultati sono già concreti.

Grazie agli interventi realizzati su edifici, trasporti, farmaci e processi clinici, le emissioni direttamente controllate dal NHS sono diminuite del 68% rispetto ai livelli del 1990.

Solo negli ultimi cinque anni, inoltre, le emissioni operative si sono ridotte del 14%, mantenendo il sistema sulla traiettoria necessaria per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2040.

Tra le iniziative già avviate figurano:

  • installazione di impianti fotovoltaici negli ospedali;
  • sostituzione delle caldaie tradizionali con pompe di calore;
  • diffusione di ambulanze a zero emissioni;
  • riduzione dell'impatto climatico di anestetici e inalatori;
  • programmi di efficientamento energetico degli edifici. 

L'esempio del Queen's Medical Centre

Uno dei progetti più significativi è quello del Queen's Medical Centre di Nottingham.

L'ospedale sta completando un importante programma di riqualificazione energetica che prevede la sostituzione di 12.000 finestre, la realizzazione di una nuova centrale energetica alimentata da pompe di calore ad alta efficienza e altri interventi di efficientamento.

Secondo le stime, il progetto consentirà di ridurre le emissioni di circa 10.000 tonnellate di CO₂ all'anno, migliorando allo stesso tempo il comfort dei pazienti e riducendo i costi energetici. 

Curare meglio significa anche consumare meglio

La trasformazione del NHS dimostra che la sostenibilità non riguarda soltanto la riduzione delle emissioni, significa ripensare l'intero funzionamento del sistema sanitario.

Dal modo in cui vengono acquistati i dispositivi medici alla progettazione degli edifici, dalla gestione dei farmaci alla mobilità del personale, ogni scelta può contribuire a ridurre gli sprechi senza compromettere la qualità delle cure.

Molti degli interventi avviati nel Regno Unito hanno dimostrato che edifici più efficienti significano ambienti più confortevoli, minori costi di gestione e una maggiore resilienza durante eventi climatici estremi.

Una lezione che riguarda tutta l'Europa

L'esperienza del NHS dimostra che la sostenibilità in sanità non rappresenta un costo aggiuntivo.

Può diventare un investimento capace di migliorare la qualità dei servizi, ridurre la spesa energetica e preparare gli ospedali alle sfide future.

In un contesto in cui il cambiamento climatico incide sempre di più sulla salute delle persone, la sanità è chiamata a svolgere un doppio ruolo. Continuare a curare i pazienti.

E, allo stesso tempo, contribuire a costruire un sistema sanitario più resiliente, efficiente e sostenibile.

Fonti:   

  • NHS England - Five years of a Greener NHS: progress and forward look (2025): Five years of a Greener NHS
  • The Guardian - Queen's Medical Centre: energy efficiency and Net Zero NHS 

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