Le piante parlano davvero tra loro? Quello che la scienza ha scoperto sotto i nostri piedi
Ambiente

Le piante parlano davvero tra loro? Quello che la scienza ha scoperto sotto i nostri piedi

Una foresta può sembrare un luogo silenzioso.

Gli alberi non si muovono, non emettono suoni percepibili e, a prima vista, sembrano vivere come individui isolati. Eppure, negli ultimi decenni, la ricerca scientifica ha rivelato un mondo nascosto che si sviluppa proprio sotto i nostri piedi.

Un mondo fatto di radici, funghi e microrganismi che collega tra loro gli alberi in una rete sotterranea complessa, attraverso la quale possono essere trasferiti acqua, nutrienti e persino segnali biochimici.

Gli scienziati lo chiamano Common Mycorrhizal Network (CMN). Molti lo conoscono con un nome più evocativo: Wood Wide Web.

Non è internet ma, per certi aspetti, gli assomiglia davvero.

Una rete invisibile costruita dai funghi

La maggior parte delle piante vive in stretta collaborazione con particolari funghi chiamati micorrize.

Questi organismi colonizzano le radici e sviluppano lunghi filamenti sotterranei chiamati ife, che possono estendersi per decine o centinaia di metri. Attraverso questa rete il fungo riceve zuccheri prodotti dalla fotosintesi e, in cambio, aiuta la pianta ad assorbire acqua e minerali dal terreno.

Secondo i Royal Botanic Gardens, Kew, oltre il 90% delle specie vegetali terrestri instaura relazioni micorriziche, rendendo questa collaborazione uno dei processi biologici più diffusi sulla Terra.

Gli alberi possono davvero aiutarsi?

Negli anni Novanta la ricercatrice canadese Suzanne Simard, dell'Università della British Columbia, pubblicò alcuni degli studi più noti su questo fenomeno.

Attraverso esperimenti con isotopi del carbonio dimostrò che, in determinate condizioni, alberi collegati dalla stessa rete micorrizica possono trasferire parte del carbonio da una pianta all'altra.

Questo accade soprattutto quando una delle due si trova in condizioni di maggiore stress, ad esempio per mancanza di luce o durante la fase di crescita.

Non significa che gli alberi "decidano" consapevolmente di aiutarsi ma che le connessioni ecologiche all'interno della foresta sono molto più complesse di quanto si pensasse.

Una foresta non è la somma dei suoi alberi

Per molto tempo le foreste sono state considerate semplicemente un insieme di alberi che competono tra loro per luce, acqua e nutrienti. Oggi sappiamo che la realtà è più articolata.

Le reti micorriziche possono favorire la circolazione di risorse all'interno dell'ecosistema e contribuire alla stabilità della foresta.

Uno studio pubblicato su Nature evidenzia come le micorrize abbiano un ruolo fondamentale nei cicli del carbonio, nella fertilità del suolo e nella capacità degli ecosistemi forestali di adattarsi ai cambiamenti ambientali.

Anche nell'aria esistono segnali

La comunicazione tra piante non avviene soltanto nel sottosuolo.

Quando una pianta viene attaccata da insetti o subisce uno stress, può rilasciare nell'aria particolari molecole chiamate Composti Organici Volatili (VOCs). Le piante vicine sono in grado di percepire questi segnali e attivare in anticipo alcune difese chimiche.

È un meccanismo studiato da anni nel campo della fisiologia vegetale e rappresenta uno degli esempi più affascinanti di comunicazione biologica.

Non si tratta di parole ma di segnali chimici che permettono agli organismi di reagire più rapidamente agli stimoli esterni.

Un dibattito ancora aperto

Negli ultimi anni il tema del Wood Wide Web ha ricevuto grande attenzione mediatica.

Alcuni studi hanno suggerito che le reti micorriziche favoriscano il trasferimento di risorse e segnali tra alberi. Altri ricercatori invitano invece alla prudenza, sottolineando che molti meccanismi sono ancora oggetto di studio e che non tutte le ipotesi sono state dimostrate in modo definitivo.

Nel 2023 un articolo pubblicato su Nature Ecology & Evolution ha richiamato la comunità scientifica a evitare interpretazioni antropomorfiche del comportamento delle piante.

Il consenso, oggi, è che le connessioni micorriziche esistano e svolgano un ruolo fondamentale negli ecosistemi, mentre restano aperte alcune domande sull'entità e sulla funzione ecologica degli scambi tra alberi.

È proprio questo il fascino della ricerca: continuare a fare domande, anche quando una scoperta sembra già straordinaria.

Una lezione dalla natura

Per anni abbiamo immaginato la natura come una continua competizione.

La ricerca mostra invece che molti ecosistemi funzionano grazie ad una combinazione di competizione, collaborazione e interdipendenza.

Una foresta non è soltanto un insieme di alberi. È una rete complessa di relazioni che coinvolge funghi, batteri, insetti, animali e suolo.

Comprendere queste connessioni significa anche cambiare il nostro modo di guardare agli ecosistemi.

Sotto ogni bosco esiste un mondo invisibile

Quando camminiamo in un bosco vediamo tronchi, foglie e rami ma la parte più sorprendente potrebbe trovarsi proprio sotto i nostri piedi.

Una rete biologica costruita in milioni di anni di evoluzione, capace di collegare organismi diversi e di sostenere l'equilibrio dell'intero ecosistema.

Forse le piante non "parlano" nel senso in cui lo facciamo noi ma la scienza ci sta mostrando che comunicano, reagiscono e interagiscono molto più di quanto avessimo immaginato. E questo, da solo, è già abbastanza straordinario.

Fonti:  

Potrebbero interessarti ...

  • Su di noi

    Nonsoloambiente è un magazine online interamente dedicato all’informazione ambientale, che vuole offrire un contributo alla diffusione della cultura sostenibile, donando ai suoi lettori una visione pluralista e aggiornata sulle principali novità del settore, attraverso contenuti freschi, originali e di qualità.