Caldo estremo e città italiane: chi rischia davvero di diventare invivibile nei prossimi anni
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Caldo estremo e città italiane: chi rischia davvero di diventare invivibile nei prossimi anni

Per anni il cambiamento climatico è stato raccontato come una minaccia futura. Oggi, però, nelle città italiane il problema non riguarda più scenari lontani ma la vivibilità quotidiana degli spazi urbani.

Le ondate di calore stanno trasformando le aree urbane in uno dei luoghi più vulnerabili della crisi climatica. Il motivo è semplice: cemento, asfalto, traffico, densità abitativa e scarsità di verde amplificano le temperature e rendono le città molto più calde rispetto alle aree circostanti. È il cosiddetto effetto “isola di calore urbana”, un fenomeno che sta diventando strutturale nel Mediterraneo.

Il punto, oggi, non è più capire se farà più caldo. La vera domanda è quali città riusciranno ad adattarsi e quali rischiano invece di diventare sempre più difficili da abitare.

L’Italia è uno degli hotspot climatici europei

L’area mediterranea è considerata uno dei principali hotspot climatici globali. Secondo diversi studi europei, le temperature nella regione stanno aumentando più velocemente rispetto alla media mondiale.

Nel 2025 l’Italia ha registrato 376 eventi meteorologici estremi, tra allagamenti, ondate di calore, frane e danni da vento, con un aumento del 5,9% rispetto al 2024.

Sempre secondo il report, temperature record e ondate di calore sono tra i fenomeni cresciuti più rapidamente, con un aumento superiore al 94% rispetto all’anno precedente. Ma il dato più importante riguarda la concentrazione degli impatti nelle aree urbane.

Le città trattengono il calore sempre di più

Le città non si limitano a subire il caldo: lo amplificano.

L’effetto “isola di calore urbana” fa sì che le temperature nelle aree metropolitane risultino significativamente superiori rispetto alle zone rurali circostanti. Cemento e asfalto assorbono energia durante il giorno e rilasciano lentamente calore durante la notte, impedendo il raffreddamento urbano. Il problema è aggravato da:

  • scarsità di alberature;
  • elevata impermeabilizzazione del suolo;
  • traffico;
  • edificazione intensa;
  • bassa ventilazione urbana.

Le grandi aree metropolitane risultano quindi particolarmente vulnerabili. Secondo Euronews, le metropoli europee più dense sono quelle in cui l’effetto isola di calore tende a crescere maggiormente nei prossimi decenni. 

Roma, Milano, Bologna: le città sotto maggiore pressione

Alcune città italiane stanno già mostrando livelli di stress climatico molto elevati.

Secondo Italia Circolare, nel 2024 Roma ha registrato 66 giorni di caldo africano, con 36 giornate caratterizzate da temperature percepite superiori ai 40°C. Milano ha vissuto diverse ondate di calore con temperature oltre i 35°C durante l’estate.

Anche Bologna sta diventando uno dei simboli del nuovo clima urbano italiano. Durante le ondate di calore del 2025 la città ha registrato temperature record superiori ai 38°C e minime notturne oltre i 27°C, condizioni che rendono difficile il recupero fisiologico del corpo umano anche durante la notte.

Il problema non riguarda soltanto il disagio termico. Riguarda salute pubblica, produttività, consumi energetici e qualità della vita.

Il rischio sanitario cresce soprattutto nelle città

Secondo la Commissione Europea, circa il 95% delle morti legate agli eventi climatici in Europa è associato al caldo estremo. Negli ultimi vent’anni i decessi legati alle temperature elevate sono aumentati di circa il 30%.

Le città risultano particolarmente vulnerabili perché concentrano:

  • popolazione anziana;
  • persone fragili;
  • superfici impermeabilizzate;
  • inquinamento atmosferico;
  • densità abitativa elevata.

Uno studio riportato da RaiNews ed Economist evidenzia che nelle città europee altamente urbanizzate il rischio di mortalità aumenta sensibilmente nei giorni più caldi. A Torino, ad esempio, il rischio di morte nei picchi di calore supera il 50% rispetto ai giorni normali.

Il problema è aggravato dalla limitata diffusione dell’aria condizionata rispetto ad altri Paesi avanzati. Sempre secondo l’analisi citata da Economist, in Italia le abitazioni dotate di climatizzazione sono circa il 49%, contro oltre il 90% negli Stati Uniti e in Giappone. 

Le disuguaglianze climatiche dentro le città

La crisi climatica urbana non colpisce tutti allo stesso modo.

Quartieri con meno verde, maggiore densità edilizia e redditi più bassi tendono a registrare temperature più elevate. In molte città italiane le differenze termiche tra quartieri possono superare diversi gradi nelle giornate più calde.

Questo significa che il cambiamento climatico rischia di amplificare anche le disuguaglianze sociali. Chi ha meno accesso a spazi verdi, abitazioni efficienti o sistemi di raffrescamento è anche più esposto agli effetti sanitari del caldo.

Le città italiane sono davvero pronte?

Il vero problema è che gran parte delle città italiane continua a essere progettata secondo modelli urbanistici incompatibili con il nuovo clima. Molti centri urbani presentano:

  • scarsità di ombreggiamento;
  • consumo di suolo elevato;
  • poco verde urbano;
  • infrastrutture insufficienti;
  • sistemi idrici sotto pressione.

Nel frattempo, la frequenza delle ondate di calore continua ad aumentare. Secondo i report climatici europei, caldo estremo e siccità potrebbero verificarsi con una frequenza fino a cinque volte superiore nei prossimi anni rispetto al passato. 

Il rischio non è solo ambientale: è economico e sociale

Una città invivibile non è soltanto una città più calda. È una città dove aumentano:

  • consumi energetici;
  • costi sanitari;
  • blackout;
  • stress infrastrutturale;
  • disuguaglianze;
  • perdita di produttività.

Le ondate di calore stanno già modificando mobilità urbana, utilizzo degli spazi pubblici e qualità della vita. E nei prossimi anni questi effetti potrebbero diventare permanenti.

La vera sfida è l’adattamento urbano

Il punto non è evitare completamente il caldo estremo. Il punto è capire se le città saranno in grado di adattarsi. Secondo gli esperti, le strategie più efficaci includono:

  • aumento del verde urbano;
  • corridoi di ventilazione;
  • riduzione delle superfici asfaltate;
  • tetti e facciate verdi;
  • gestione intelligente dell’acqua;
  • pianificazione urbana climatica.

Ma l’adattamento richiede investimenti, pianificazione e soprattutto una nuova idea di città.

Perché la vera questione non è se il clima cambierà ancora, è se le città italiane riusciranno a cambiare abbastanza velocemente per restare vivibili.

Fonti:

  • Legambiente - Rapporto Città Clima 2025
  • NSS Magazine - Caldo estremo e città
  • Italia Circolare - Isole di calore urbane
  • RaiNews / Economist - Mortalità e caldo nelle città europee
  • Euronews - Effetto isola di calore urbana
  • CIMA Foundation - Estate 2025 in Italia 

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