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Per anni l’idea di “crisi sanitaria globale” è stata associata quasi esclusivamente alle pandemie. Il Covid-19 ha rafforzato questa percezione, spingendo governi e sistemi sanitari a concentrare gran parte delle strategie di emergenza sulla gestione delle malattie infettive.
Ma la prossima grande crisi sanitaria potrebbe avere un’origine diversa e, soprattutto, potrebbe non arrivare all’improvviso. Sta già accadendo.
Ondate di calore estremo, incendi, alluvioni, siccità, inquinamento atmosferico e diffusione di nuove malattie legate al cambiamento climatico stanno trasformando il clima in una delle principali minacce sanitarie del XXI secolo. Il problema è che gran parte dei sistemi sanitari, compreso quello italiano, continua a essere organizzata per rispondere a emergenze episodiche, non a uno stress climatico strutturale e permanente.
La crisi climatica è già una crisi sanitaria
Il cambiamento climatico non riguarda più soltanto ambiente ed energia. Oggi colpisce direttamente salute pubblica, mortalità, infrastrutture sanitarie e capacità di risposta ospedaliera.
Secondo il Lancet Countdown 2025, 12 dei 20 indicatori globali che monitorano gli impatti sanitari del clima hanno raggiunto livelli record. Il rapporto evidenzia che il numero di decessi legati al caldo estremo è aumentato del 23% rispetto agli anni Novanta, raggiungendo una media globale di circa 546.000 morti l’anno tra il 2012 e il 2021.
Nel 2024 ogni persona nel mondo è stata esposta in media a 19 giorni di calore potenzialmente letale, molti dei quali direttamente attribuibili al cambiamento climatico di origine antropica.
L’Italia è tra i Paesi europei più vulnerabili
Il Mediterraneo è considerato uno degli hotspot climatici globali e l’Italia rappresenta una delle aree europee più esposte.
Secondo il Lancet Countdown Europe, nel 2024 le persone in Italia sono state esposte in media a 46 giorni di ondate di calore, di cui 33 attribuibili direttamente al cambiamento climatico.
Gli effetti sanitari sono già evidenti. Tra il 2012 e il 2021 in Italia si sono registrati circa 7.400 decessi l’anno associati all’aumento delle temperature, un dato più che raddoppiato rispetto agli anni Novanta. Le temperature estreme aumentano il rischio cardiovascolare, aggravano le patologie respiratorie e incidono pesantemente sulle persone fragili e croniche. Ma l’impatto non riguarda soltanto i pazienti. Coinvolge direttamente anche le strutture sanitarie.
Ospedali progettati per un clima che non esiste più
Molti ospedali europei sono stati costruiti in un contesto climatico completamente diverso da quello attuale. Le infrastrutture sanitarie oggi devono affrontare eventi estremi sempre più frequenti: blackout energetici, allagamenti, carenze idriche, incendi e picchi di domanda sanitaria simultanei.
Il Lancet Countdown sottolinea come gli eventi climatici estremi stiano già mettendo sotto pressione i sistemi sanitari attraverso danni alle infrastrutture, interruzioni elettriche e problemi nelle catene di approvvigionamento di farmaci e dispositivi medici. Questo significa che il sistema sanitario rischia di trovarsi contemporaneamente più richiesto e meno operativo.
Il paradosso della sanità: curare mentre si contribuisce alla crisi
Esiste poi un elemento spesso poco discusso: il settore sanitario è anche un importante emettitore di CO₂.
Ospedali e strutture sanitarie sono tra gli edifici più energivori in assoluto. Funzionano ventiquattro ore su ventiquattro, dipendono da sistemi di climatizzazione continui e utilizzano enormi quantità di materiali monouso, farmaci e dispositivi provenienti da supply chain globali.
Secondo Health Care Without Harm, se il settore sanitario globale fosse uno Stato, sarebbe il quinto maggiore emettitore di gas serra al mondo, responsabile di circa il 4,4% delle emissioni globali nette. Questo crea un paradosso evidente: il sistema sanitario combatte gli effetti sanitari della crisi climatica ma, allo stesso tempo, contribuisce ad alimentarla.
La prossima emergenza sarà lenta, sistemica e permanente
La differenza rispetto ad una pandemia è proprio questa: il cambiamento climatico non produce una singola emergenza improvvisa, produce una pressione continua. Più caldo significa più ricoveri, maggiore diffusione di vettori infettivi, peggioramento della qualità dell’aria e aumento delle disuguaglianze sanitarie.
Secondo The Lancet, il potenziale di trasmissione della dengue è aumentato fino al 49% rispetto agli anni Cinquanta a causa delle mutate condizioni climatiche. Anche gli incendi stanno diventando un fattore sanitario sempre più rilevante. Nel 2024 il fumo derivante dagli incendi è stato collegato globalmente a circa 154.000 decessi.
La crisi climatica, quindi, non è un rischio futuro. È già un moltiplicatore di pressione sanitaria.
Il vero limite: un sistema ancora troppo reattivo
Gran parte dei sistemi sanitari continua ad intervenire dopo l’emergenza, non prima.
Eppure il cambiamento climatico richiede una trasformazione strutturale: pianificazione sanitaria, adattamento infrastrutturale, resilienza energetica e integrazione tra salute pubblica e politiche climatiche.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il cambiamento climatico “la più grande minaccia sanitaria globale del XXI secolo”.
Nonostante questo, il tema continua spesso a essere affrontato come una questione ambientale separata dalla sanità pubblica.
Prepararsi significa ripensare il sistema
La vera sfida non è soltanto aumentare posti letto o migliorare i protocolli di emergenza. Significa costruire un sistema sanitario capace di funzionare in un mondo climaticamente instabile. Vuol dire ripensare infrastrutture, consumi energetici, approvvigionamento idrico e prevenzione sanitaria in una logica di resilienza continua.
Perché la prossima grande crisi sanitaria potrebbe non avere il volto di un nuovo virus sconosciuto. Potrebbe avere quello, molto più quotidiano, di un sistema sanitario che prova a curare una società sempre più esposta agli effetti del clima senza essere stato progettato per farlo.
Fonti:
- Lancet Countdown 2025 – Global Report: https://lancetcountdown.org/2025-report/
- Lancet Countdown – Health and climate change in Italy (2025 Data Sheet): https://lancetcountdown.org/wp-content/uploads/2025/10/Italy_Lancet-Countdown_2025_Data-Sheet.pdf
- The Lancet – The 2025 report of the Lancet Countdown on health and climate change: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41175887/
- WHO – Climate change and health: https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/climate-change-and-health
- Health Care Without Harm – Health care climate footprint report: https://noharm-global.org/issues/global/health-care-climate-footprint-report
- The Guardian – Rising heat kills one person a minute worldwide: https://www.theguardian.com/environment/2025/oct/29/rising-heat-kills-one-person-a-minute-worldwide-lancet-countdown
- TIME – Climate impacts on health: https://time.com/7329105/lancet-health-climate-impacts-2025/
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