La rapida crescita dello storage energetico e il consumo di suolo
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La rapida crescita dello storage energetico e il consumo di suolo

Jimenez, BW ESS: “L'Italia figura tra i primi 10 paesi a livello globale per lo stoccaggio di energia in batterie".

Il mercato dello storage energetico in Italia sta vivendo una rapida espansione, alimentata da significativi investimenti e iniziative normative, in particolare nel contesto della transizione energetica del paese verso fonti rinnovabili. Nel 2023, la capacità di storage energetico in Italia è raddoppiata nella prima metà dell'anno, raggiungendo i 3.045 MW e 4.893 MWh, sebbene vi sia stata una leggera decelerazione nel secondo trimestre​.

L'Unione Europea ha approvato un piano di aiuti statali del valore di 17,7 miliardi di euro per sostenere l'implementazione dello storage energetico su larga scala in Italia, prevedendo la creazione di oltre 9 GW/71 GWh di capacità di storage. Questo schema si allinea agli obiettivi del "European Green Deal" e del pacchetto "Fit for 55", che mira a ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030​​.

Uno dei principali attori in questo settore è Enel Green Power, che ha annunciato l'inizio dei lavori per la costruzione di nuove capacità per un totale di 1,6 GW tra aprile e giugno 2023, con l'obiettivo di contribuire alla transizione energetica rinnovabile​​. Questi progetti contribuiranno significativamente all'offerta di servizi di riserva rapida, un elemento chiave per stabilizzare la rete elettrica e gestire la variabilità della produzione rinnovabile.

Nonostante questi sviluppi positivi, il settore dello storage energetico in Italia deve affrontare la sfida del consumo di suolo, un problema ambientale emergente simile a quello degli impianti fotovoltaici. La costruzione di grandi infrastrutture di storage, necessarie per bilanciare l'intermittenza delle fonti rinnovabili, richiede infatti significativi spazi di terra, il che può portare a conflitti con altre usi del suolo come l'agricoltura. Al momento, non esiste ancora una soluzione definitiva a questo problema, richiedendo un equilibrio tra sviluppo energetico e conservazione ambientale.

In sintesi, mentre l'Italia avanza rapidamente nello sviluppo delle capacità di storage energetico, con progetti significativi in corso e il sostegno di politiche europee e nazionali, la sfida del consumo di suolo rimane un'area critica che necessita di ulteriori strategie e innovazioni per un'integrazione sostenibile dell'energia rinnovabile nel tessuto produttivo e ambientale del paese.

L'importanza dello storage energetico per il futuro delle reti elettriche basate su energie rinnovabili non può essere sottostimata. Senza un sistema efficace di accumulo energetico, la transizione verso un approvvigionamento completamente sostenibile e pulito sarebbe estremamente difficile, se non impossibile.

L'energia rinnovabile, come quella solare e eolica, è intrinsecamente intermittente: il sole non splende di notte e il vento non soffia costantemente. Questa variabilità porta a sfide significative nella gestione della rete elettrica, poiché la produzione di energia deve sempre corrispondere alla domanda in tempo reale. Gli impianti di storage energetico, come le batterie a grande scala o le tecnologie di accumulo idroelettrico, possono immagazzinare l'energia prodotta nei momenti di picco di produzione per poi rilasciarla durante i periodi di bassa produzione o alta domanda​.

In assenza di sistemi di storage efficaci, le reti elettriche dovrebbero fare affidamento su fonti di energia più prevedibili, ma spesso più inquinanti, come le centrali a gas o a carbone, per garantire la stabilità e l'affidabilità del servizio. Questo comprometterebbe gravemente gli obiettivi di decarbonizzazione e ridurrebbe i benefici ambientali delle energie rinnovabili.

L'Italia, con il suo forte impegno verso la transizione energetica e il sostegno dell'UE attraverso finanziamenti significativi, sta cercando di superare queste sfide. Il piano di sviluppo dello storage energetico non solo mira a stabilizzare la rete ma anche a facilitare una maggiore penetrazione delle fonti rinnovabili, essenziale per ridurre le emissioni di carbonio e combattere il cambiamento climatico.

E questo impegno sta coinvolgendo molte aziende private sia italiane che estere, tanto che ci sono investimenti in tutto il Paese come spiega Robert Jimenez, Executive director di BW ESS: “Investiremo in progetti BESS da 395 MW. Questo avverrà tramite 3 progetti: 2 nel Nord e 1 nel Sud. Siamo lieti di collaborare con ACL Energy e Penso Power (del Regno Unito) per questi investimenti. Le rinnovabili (oltre all'efficienza energetica) giocano un ruolo chiave nel piano nazionale energia e clima del governo italiano ("PNIEC") per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e altre politiche europee. L'Italia è fortunata ad avere l'opportunità di sfruttare il sole, il vento, l'acqua, ecc., per produrre energia rinnovabile e migliorare la sicurezza energetica. Le batterie possono rafforzare la rete elettrica italiana e spostare la fornitura di elettricità nelle ore di picco. In un recente rapporto di BNEF, l'Italia figura tra i primi 10 paesi a livello globale per lo stoccaggio di energia in batterie. I sistemi di accumulo di energia in batterie - conclude Jimenez - richiedono meno terreno rispetto ai progetti di energia solare ed eolica. Solitamente sono situati molto vicino alle sottostazioni di Terna”.

La sfida del consumo di suolo rimane, tuttavia, una questione delicata che richiede soluzioni innovative per garantire che lo sviluppo dello storage energetico proceda in maniera sostenibile, senza sacrificare ulteriori risorse naturali preziose. Questa è una riflessione critica per i policy maker, gli sviluppatori di progetti e le comunità locali, che devono lavorare insieme per trovare un equilibrio tra progresso tecnologico e conservazione ambientale.


 

Immagine di copertina: ds_30, Pixabay

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