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Turismo lento: la via del viaggiare sostenibile

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Il 2019 sarà l’anno del turismo lento. In Italia nascono progetti e iniziative per ridurre l’impatto ambientale del turismo e riscoprire le perle oscurate dalle mete più mainstream.

Cresce il numero di viaggiatori nel mondo e cresce anche l’attenzione all’impatto ambientale di viaggi e vacanze: una ricerca della Unwto (United Nations World Tourism Organization) ha evidenziato che nel 2018 c’è stata una netta crescita dei volumi di viaggiatori per l’intero globo. Sono state infatti 1,4 miliardi le persone che lo scorso anno hanno fatto i bagagli e sono partite, il 6% in più rispetto agli anni precedenti. Contestualmente cresce anche l’attenzione verso una forma di viaggio più sostenibile: il 2019, ad esempio, in Italia è stato dichiarato Anno Nazionale del Turismo Lento.

Oltre ad una maggiore attenzione verso la sostenibilità, quello che in Italia - ma anche altrove - si sta verificando è una sorta di “ritorno alle origini”: recuperare, promuovere e valorizzare quelle aree del territorio nazionale che negli anni sono state abbandonate dai propri abitanti natii. Si prenda ad esempio il comune di Salemi in Sicilia, dove le abitazioni abbandonate sono state messe in vendita alla cifra simbolica di 1€. O ancora, la comparsa su Subito.it di un intero villaggio nel Comune di Castelmagno, in vendita nella speranza che imprese e investitori possano intervenire per riportarlo alla vita.

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È proprio su questo principio che si fonda anche l’H2.0 Hasekura Program, nato da un’iniziativa di Renata Piazza, siracusana ma da tempo residente in Giappone. Progetto che mette in contatto due isole lontanissime sia geograficamente sia culturalmente, Sicilia e Giappone appunto, ma al tempo stesso accomunate dalla necessità di far fronte al rapido invecchiamento della popolazione e al progressivo spopolamento delle zone montane.

Per merito di Renata Piazza, un gruppo di imprenditori giapponesi giungerà in visita sull’isola etnea per comprendere le dinamiche di attuazione dell’iniziativa avviata dal Comune di Salemi, con l’obiettivo di replicarla anche nel paese del Sol levante. Obiettivo secondario è quello di attirare i turisti anche in aree lontane dai centri ultra inflazionati, verso mete altrettanto, se non più, interessanti sia geograficamente sia culturalmente.

Altri progetti italiani dimostrano che il turismo lento non è solamente una trovata commerciale, ma un vero e proprio movimento in rapida espansione. A Firenze il Comune, insieme a Metrocittà, Camera di Commercio, Università e Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, ha messo in piedi un gruppo di lavoro con l’obiettivo di ottimizzare i flussi turistici, abbatterne la stagionalità e la loro centrificazione, nell’intento di donare maggiore visibilità all’intero territorio fiorentino. In supporto si sta anche puntando all’organizzazione di eventi, meeting e conferenze in location alternative estranee al centro cittadino.

A Ragusa, invece, ha visto la luce il marchio ConsumelessMed, presentato nel corso del programma europeo InterregMed. Consumeless, un progetto nato dall’unione di enti della Provincia di Ragusa, Siracusa e Catania che fonda il proprio impegno sulla lotta agli sprechi energetici a livello locale per il quale pubblico e privato si troveranno a lavorare fianco a fianco con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale che il turismo esercita sul territorio.

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Tags: turismo sostenibile