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#SustainableTalks: Nesite

sustainabletalks nesite

Nei #SustainableTalks di oggi parleremo di pavimenti sopraelevati con Rosanna Liseno di Nesite.

Da dove nasce la necessità della vostra azienda di intraprendere un percorso di sostenibilità economica, ambientale e sociale?

Inizialmente è stata una scelta volontaria intraprendere questo percorso, per dare valore al nostro prodotto e all’azienda. Nesite produce infatti pavimenti sopraelevati per progetti pubblici - fra cui edifici direzionali, uffici, musei - e privati, e in larga parte (soprattutto all’estero) la percezione del nostro segmento di mercato è ancora legata al pavimento flottante come sistema esclusivamente tecnico, per ambienti operativi. La volontà di elevarne l’immagine e favorirne una migliore conoscenza e consapevolezza dei plus progettuali è passata – e lo fa tuttora - anche attraverso la costante ricerca e innovazione da un punto di vista della sostenibilità. In secondo luogo, è diventata una necessità, poiché la possibilità di prendere parte a progetti importanti è sempre più legata alla rispondenza delle aziende e manufacturer ad elevati standard e certificazioni ambientali (come, per citarne una, la Dichiarazione Ambientale di Prodotto – EPD, che certifica la sostenibilità della filiera produttiva “dalla culla al cancello”).

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L’adozione di questo percorso che effetti ha generato in termini di comunicazione interna ed esterna?

Da un punto di vista di comunicazione interna siamo molto attenti a coinvolgere ogni comparto su questi temi, da quello produttivo sino alla rete vendita, al fine di creare una compartecipazione attiva all’intero processo. Siamo alla costante ricerca di materiali sempre più ecosostenibili e operiamo verso l’esterno per sensibilizzare e indirizzare la domanda verso prodotti rispettosi dell’ecosistema. Ad esempio, quando ci viene richiesta una fornitura noi proponiamo sempre una alternativa ecosostenibile, anche se non direttamente richiesta dal cliente al momento del brief. Naturalmente la nostra filiera virtuosa comprende anche i nostri fornitori, cui richiediamo determinate certificazioni e imponiamo loro una attenzione particolare sulle tematiche ambientali. Il nostro impegno è nel realizzare e nel proporre prodotti e sistemi all’avanguardia improntati al benessere e alla tutela del pianeta. Siamo stati ad esempio i primi nel nostro segmento a proporre il sughero come elemento a pavimento flottante, un materiale che non richiede di abbattimento di alberi per la sua estrazione, e che viene trattato per essere ultraresistente anche in condizioni di sforzo. Il nostro team Interior, ha poi immaginato e prodotto Floora, una soluzione a pavimento disegnata da Simone Piva per l’integrazione e la gestione del verde in grandi progetti di architettura; un modo facile per integrare la natura negli spazi di uffici, hall e altri luoghi pubblici e promuovere uno stile di vita più sano.

Come misurate oggi i vostri risultati in termini di sostenibilità? Disponete di un sistema di reportistica interno? Vi affidate a consulenti esterni?

Disponiamo di diversi strumenti e procedure interne per valutare e monitorare i nostri risultati: abbiamo un gestionale interno che verifica, operando analisi annuali, quante offerte siano state proposte e confermate con prodotti sostenibili e produciamo report sul rispetto dei dettami delle certificazioni per i materiali in ingresso e in uscita. In aggiunta alle nostre verifiche interne vi sono quelle relative alle certificazioni da noi ottenute: per noi è fondamentale che tutti i colleghi siano consapevoli degli elevati standard che dobbiamo rispettare così che ogni aspetto della nostra filiera produttiva sia rispondente ai dettami richiesti. Per determinate certificazioni ci siamo appoggiati anche a consulenti esterni, ad esempio la società di consulenza Greenwich ci ha fornito supporto per l’ottenimento della Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD - Environmental Product Declaration) e per la mappatura dei nostri prodotti per il raggiungimento delle certificazioni LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) e BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method). Siamo infine parte del Green Building Council, associazione del green building in Italia con la quale promuoviamo una visione sostenibile dell’edilizia, in ambito di nuove costruzioni e di ristrutturazioni.

Con stretto riferimento al settore merceologico in cui opera l’azienda, la sostenibilità viene identificata come driver di crescita o competizione?

Indubbiamente entrambi. È un driver di crescita perché permette di accedere a determinati grandi progetti, dagli elevati standard in materia di sostenibilità, e aumentare di conseguenza i volumi di produzione. Diviene quindi automaticamente un elemento di vantaggio competitivo perché rappresenta la condizione necessaria per poter accedere alle stesse grandi realizzazioni. Ad esempio, per Gioia22, il nuovo grattacielo dello skyline milanese dall’impronta fortemente green e sviluppato da COIMA, abbiamo fornito oltre 25.000 mq di pavimento sopraelevato, e abbiamo potuto accedere al progetto proprio perché i nostri prodotti sono rispondenti alla filosofia progettuale della Torre e alle richieste tecniche della committenza.

In che misura l’aderire e l’adottare un protocollo di sostenibilità in questo periodo potrà permettere alle imprese di proiettarsi meglio verso la ripresa post Covid-19?

Siamo in un momento storico davvero complesso, segnato dalle difficoltà legate alla pandemia e al conflitto in corso in Ucraina con un peggioramento del panorama economico, con rincari relativi all’energia e alle materie prime. Per le aziende quindi la capacità di differenziarsi e di offrire ciò che il mercato richiede, ancora di più in questo difficile contesto, rappresenta una necessità. La sostenibilità è un driver del nostro settore ed un elemento di crescita, e rappresenta il valore aggiunto ricercato nello sviluppo dei grandi progetti. Anche per tutte queste motivazioni, Nesite ha sempre continuato a implementare parallelamente certificazioni volontarie, fra cui ad esempio la certificazione FSC, la mappatura per crediti LEED e la certificazione EPD.

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Tags: Rubriche, SustainableTalks