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Le interviste del Direttore: Josef Nierling

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Intervista a Josef Nierling, Amministratore Delegato Porsche Consulting.

Nonsoloambiente.it si pone da sempre come obiettivo quello di fornire un’informazione chiara e contestualizzata su primari argomenti di attualità che abbiano ricadute dirette o indirette sull'ambiente. In tal senso – ogni martedì – Maria Grazia Persico intervisterà le prime linee di aziende direttamente coinvolte nel tema che desideriamo approfondire.

A seguito del Forum della Sostenibilità di Fortune Italia che si è tenuto lo scorso 25 novembre, abbiamo avuto il piacere e l’occasione di intervistare Josef Nierling, Amministratore delegato Porsche Consulting.

La sostenibilità è considerata volano dell’economia in un futuro, ormai, non troppo lontano. Il settore industriale negli ultimi anni è stato ed è tuttora investito da numerosi e radicali cambiamenti in chiave green quali l’introduzione di tecnologie sempre più all’avanguardia e al tempo stesso eco-compatibili ed efficienti. In un momento storico particolare, come quello che stiamo vivendo, esiste e se sì quale a Suo avviso potrebbe essere una strategia aziendale vincente sostenibile e che non comporti eccessivi sacrifici economici alla classe imprenditoriale?
Mi ha colpito molto la parola “sacrifici”. Io credo, invece, che parlare di sostenibilità rappresenti una meravigliosa opportunità. Chi in un momento di grande trasformazione, quale quello attuale, riesce ad intercettare le opportunità che offre la transizione verso un modello sostenibile e a sfruttarle adeguatamente, può ottenere molti benefici in via diretta. Di seguito ne riporto alcuni esempi.

  • Sicuramente oggi il mercato riconosce un prezzo premium per quelli che sono i prodotti sostenibili;
    Il consumatore percepisce infatti il valore aggiunto che un prodotto sostenibile possiede, e valorizza anche l’impatto sociale della propria scelta. E per questo che è disposto a pagare un extra price.
  • Lavorare con dei processi sostenibili porta ad un vantaggio diretto sul conto economico delle aziende;
    Un caso concreto è rappresentato dal risparmio energetico, che si tramuta in un risparmio sulla bolletta dell’elettricità da parte dell’imprenditore e va, pertanto, ad impattare direttamente sui costi della produzione. Anche in questo caso la sostenibilità rappresenta, quindi, una forte leva di profittabilità.
  • Aspetto molto importante è l’accesso ai capitali;
    Al di là di quello che alcuni fondi ESG fanno per un fine prettamente etico volto a sostenere l’economia sostenibile, per minimizzare i rischi oggi banche ed istituti finanziari sono molto attenti a valutare gli impatti sociali, economici e ambientali che l’attività dell’azienda finanziata può generare. Il possedere un modello economico ed una strategia ad impatto positivo che coinvolga la dimensione sociale, economica ed ambientale sicuramente facilita l’ottenimento di finanziamenti.
  • L’attrattività dei talenti;
    Per me questo rappresenta un aspetto molto importante. Le nuove generazioni di collaboratori, i nostri talenti ossia le persone che sono in grado di costruire il nostro futuro e che sono nate in un contesto sociale che parla di sostenibilità ed in cui la sostenibilità è posta al centro delle scelte future, possono dare un rilevante contributo all’interno delle realtà aziendali per la costruzione di modelli sostenibili diventando, così, progressivamente decision makers

Parlo per conto di Porsche Consulting, azienda che fa consulenza in diversi settori economici ma anche per la stessa casa automobilistica Porsche, che ha scelto di adottare un modello di business strategico basato sulla sostenibilità. Il mondo dell’automotive ha avuto negli ultimi anni un’importante scossa visto che si è iniziato a percepire l’impatto che la mobilità ha non solo sulle nostre città ma, in particolar modo, sull’ambiente. Porsche ha deciso di mettere al centro della propria strategia la sostenibilità e di cambiare radicalmente il portfolio di prodotti, migrando verso le automobili elettriche. A mio avviso, quindi, ogni azienda dovrebbe vedere e concepire la sostenibilità non come un progetto a latere ma da porre al cuore della propria strategia. Soltanto allora si può fare un passo importante.

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Il tessuto imprenditoriale italiano è uniformemente ed adeguatamente preparato per convertire il proprio modello produttivo in un’ottica sostenibile o vi sono alcuni settori che, a Suo avviso, sono maggiormente favoriti rispetto ad altri?
Secondo me chi è favorito è paradossalmente chi è più in crisi. Mi spiego meglio. Chi oggi viene impattato in maniera significativa dal tema della sostenibilità ha due possibilità: o reagire, trasformando e cambiando la propria strategia aziendale ricavandone così un vantaggio competitivo, o sopperire alla crisi esponendosi anche al rischio di poter fallire. Possiamo fare un esempio di estrema attualità.

I grandi player del mercato che sin da subito hanno compreso i vantaggi connessi all’adozione di un modello sostenibile, sono quelli che oggi hanno maggiore profittabilità. Quelle aziende, invece, che sono rimaste ancorate a vecchi modelli di produzione o settori legati ad esempio ai combustibili fossili, sono maggiormente in crisi. Ovviamente è da precisare che ci sono alcuni settori che indipendentemente dalla crisi hanno sposato il tema della sostenibilità come valore fondante della propria futura strategia. Uno di questi è rappresentato dal settore della moda, in cui il tema green è centrale, visto che effettivamente produzione e consumo sono fortemente impattanti sull’ambiente. Il settore automotive è interessante perché si fa carico di rendere sostenibili non solo i propri processi produttivi ma l’intera filiera: ha un modello di certificazione dei propri fornitori che gli garantisce, in questo modo, una catena del valore interamente sostenibile.

Altro interessante settore in trasformazione è quello degli impianti industriali in cui c’è una progressiva trasformazione del business model verso la servitization, ossia dell’offrire non tanto il prodotto in sé (l’impianto), quanto il servizio per cui l’impianto è pensato. Il passaggio da prodotto a servizio ha come conseguenza un’attenzione dei produttori al mantenimento e, successivamente, alla sostituzione e al recupero del prodotto, innestando così un processo virtuoso di economia circolare.

Josef Nierling

Josef Nierling, italo-tedesco, ricopre dal 2014 il ruolo di Amministratore Delegato della sede italiana di Porsche Consulting, società di consulenza strategica con una rete globale di 12 uffici consociata al produttore di auto sportive di Stoccarda. In Porsche Consulting dal 2006, Nierling ha seguito in particolare aziende internazionali leader nel settore dei beni industriali e dei beni di consumo, definendone la strategia, l’organizzazione, i piani di crescita e di aumento di performance. PhD in Ingegneria Gestionale, ha iniziato la sua carriera nel 1997 presso il Fraunhofer Institute di Berlino. Successivamente, e prima dell’approdo in Porsche Consulting, è stato per diversi anni assistente alla direzione finanziaria in Bosch.

 

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Tags: CSR & imprese