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Il futuro dipende (anche) dalle api

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Le api sono insetti fondamentali per la prosperità e la sopravvivenza dell’intero ecosistema terrestre e di quella dell’uomo, che però con la sua azione irresponsabile ne sta minando l’esistenza. Per combattere il fenomeno, stanno nascendo diverse iniziative per la tutela di questo prezioso insetto.

Nonostante già durante i primi anni di scuola tutti impariamo quanto sia importante il ruolo che le api svolgono per la nostra esistenza e per quella dell’intero ecosistema, esso è ancora da molti sottovalutato.

L’ape domestica, insieme ad altri insetti come le farfalle, è una delle principali responsabili dell’impollinazione delle piante: spostandosi ripetutamente da un fiore all’altro, ogni ape è responsabile della fecondazione di un’enorme quantità di piante sull’intera superficie terrestre. Se questo fenomeno in alcuni casi può avvenire anche attraverso piogge e venti, per il 70% delle specie vegetali terrestri è invece totalmente dipendente dall’intervento delle api.

Dovrebbe risultare quindi automatico capire quanto sia importante la sopravvivenza di questo piccolo animale per l’uomo: gran parte di ciò che viene coltivato in agricoltura per soddisfare il fabbisogno alimentare dell’umanità dipende dal volo delle api, senza di esse le conseguenze per l’uomo sarebbero catastrofiche.

Purtroppo qualcosa in questo senso si sta già verificando e l’inverno in corso è un esempio perfettamente calzante: le temperature eccezionalmente elevate hanno fatto sì che le api si risvegliassero con almeno un mese di anticipo rispetto al loro normale ciclo biologico. La loro sopravvivenza ora è messa a repentaglio dall’alta probabilità di un ritorno a temperature decisamente più fredde.

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Coldiretti ha già annunciato che, secondo le elaborazioni su dati Isac-Cnr relativi al mese di dicembre e gennaio, fino ad ora in Italia la temperatura è stata superiore di 1,65 gradi rispetto alla media storica. Le gelate di un inverno tardivo sarebbero nefaste tanto per i fiori sbocciati in anticipo quanto per gli insetti e potrebbero mettere in difficoltà diverse produzioni. Ma questo non è di certo il primo caso: già durante lo scorso 2019 infatti gli apicoltori toscani hanno registrato una perdita di produzione di miele pari a circa l’80%.

Le principali cause di questo allarmante fenomeno sono da ricercare nel cambiamento climatico, nella deforestazione senza scrupoli e nell’utilizzo irresponsabile di pesticidi: azioni che, negli ultimi 15 anni, hanno causato ingenti perdite tra la popolazione delle api in percentuali che, in alcune aree del globo, arrivano addirittura al 90% degli esemplari.

I danni derivanti da una situazione di questo tipo non sono soltanto ambientali: anche l’economia locale ne risentirebbe pesantemente. A una perdita di produzione nazionale non può che corrispondere un aumento delle importazioni, con tutte le conseguenze che ne derivano, una su tutte le difficoltà a cui andrebbero incontro le aziende italiane.

Così come in buona parte l’uomo è responsabile di questi cambiamenti negativi, il suo intervento è anche fondamentale per cercare di porvi rimedio. Un esempio in questo senso arriva dalla capitale, dove l’Assemblea Comunale romana si è dichiarata all’unanimità favorevole alla realizzazione di un progetto di “apicoltura urbana”, un’iniziativa votata alla lotta contro la moria delle api che prevede la destinazione di diverse aree pubbliche all’apicoltura cittadina, attraverso la posa di arnie che dovranno favorire il ripopolamento degli insetti e agevolarne l’esistenza. La delibera prevede inoltre interventi di incremento del verde pubblico e una progressiva riduzione dell’uso di pesticidi.

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Tags: Biodiversità