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Giornata mondiale della Terra: una festa che deve pensare al futuro

 Earth day - Nonsoloambiente

 Il 22 aprile si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale della terra, occasione per sensibilizzare e promuovere stili di vita sostenibili e attenti alle risorse del pianeta. Quest’anno l’Earth Day Network dedica la ricorrenza alla campagna #ProtectourSpecies, una "call to action" per rallentare la scomparsa di specie animali e vegetali a livello mondiale.

22 aprile 2019: in tutto il mondo si festeggia la giornata mondiale della Terra, occasione per riconoscere l’importanza di tutelare gli ecosistemi naturali e i servizi da cui l’intera umanità dipende. Nata nel 1970, in oltre 40 anni l’Earth Day è arrivata a coinvolgere 192 stati e più di un miliardo di cittadini interessati al futuro del pianeta e di chi lo abita.

Non si tratta quindi di un semplice anniversario: ricordare il 22 aprile non significa solo festeggiare la bellezza della natura e le sue funzioni. Al contrario, sempre più ricercatori intendono tradurre questa celebrazione in una "call to action" chiara. Per quanto riguarda il 2019, l’Earth Day Network ha scelto di attirare l’attenzione sulla sesta estinzione di massa e sulla pericolosa perdita di specie attualmente in atto: la campagna #ProtectourSpecies è stata diffusa dai media internazionali e punta a lasciare il segno.

Secondo quanto dichiarato da Kathleen Rogers, presidente di Earth Day Network, oggi l’intera umanità sta provocando danni senza precedenti: cambiamento climatico, perdita di habitat, bracconaggio, agricoltura intensiva, inquinamento e pesticidi… Tutti questi fenomeni concorrono ad una grave crisi ambientale, da cui deriva la perdita di specie animali e vegetali. “If we don’t act now – specifica Kathleen Rogers - the next extinct species may be our own”, se non si agirà nel breve periodo, la prossima specie ad estinguersi potrebbe essere quella umana.

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Non è un caso che, ogni anno oltre all’Earth Day la comunità internazionale celebri anche l’Earth Overshoot Day; momento in cui, secondo i ricercatori di Global Footprint Network, l’umanità ha consumato le risorse naturali che la Terra è in grado di produrre e rigenerare in un anno, andando quindi a mettere sotto pressione gli ecosistemi naturali e intaccando il capitale naturale del pianeta.

E’ infatti stata calcolata la velocità con cui le risorse naturali vengono utilizzate rispetto alla loro capacità di rigenerarsi naturalmente, arrivando a identificare ogni anno il giorno in cui il mondo va in “overshoot”. Dal 1970 questo delicato momento arriva sempre prima: se nel 1997 questa ricorrenza cadeva a fine settembre, nel 2018 la giornata di sovra-sfruttamento è stata riconosciuta ben due mesi prima, il 1° agosto, mentre per il 2019 non è ancora stata comunicata in via ufficiale: il Global Footprint Network vuole sensibilizzare gli utenti sfidandoli a calcolare il nuovo Earth Overshoot Day e a stimare la data per il 2019, la cui correttezza verrà definita in via istituzionale il 5 giugno.

L’Earth Day diventa quindi un momento in cui fermarsi a riflettere sulla vulnerabilità di tutto quello che la Terra offre all’uomo: entro il 2050 si aspetta una crescita demografica decisa, come attestano le previsioni ONU, e un degrado del suolo che potrebbe perdere tra il 10% e il 50% della produttività agricola a causa dei cambiamenti climatici. Si stima che almeno 4 miliardi di persone vivranno in zone aride, con conseguenti problematiche relative al sostentamento delle comunità locali, carenza di risorse e pressioni migratorie.

La rapida distruzione degli ecosistemi naturali e la drastica riduzione di specie animali e vegetali sono direttamente collegati a fenomeni causati da attività antropiche quali deforestazione, agricoltura intensiva e inquinamento. Se l’estinzione è un fattore connaturato alla vita sul pianeta Terra, quello che allarma gli esperti è la velocità con cui, a causa dell’uomo, le specie animali e vegetali stanno scomparendo.

C’è però una buona notizia: il tasso di estinzione così pericolosamente elevato può essere rallentato, ma serve un’azione globale guidata da leader, ricercatori, educatori e cittadini. Un motivo in più per celebrare il 22 aprile, un giorno come un altro per ridurre i propri consumi e appoggiare la campagna internazionale #ProtectourSpecies.

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Tags: Biodiversità