<img height="1" width="1" style="display:none;" alt="" src="https://dc.ads.linkedin.com/collect/?pid=688850&amp;fmt=gif">

Cos'è la città dei 15 minuti? Definizione e vantaggi

Cosè la città dei 15 minuti Definizione e vantaggi

La città dei 15 minuti è un modello urbanistico basato sul concetto di prossimità. Una smart city che propone una pianificazione sostenibile dello spazio, mirata a soddisfare le principali esigenze degli abitanti con brevi spostamenti a piedi o in bicicletta.

 

Una città a misura d'uomo, rispettosa degli spazi, dei bisogni e del tempo dei cittadini. La città dei 15 minuti è un modello urbanistico in cui i servizi di base sono raggiungibili a piedi o in bicicletta con un tragitto di un quarto d'ora. Una smart city costruita attorno a una pianificazione dello spazio urbano che fa della prossimità un valore e una parola chiave, capace di generare una reale sostenibilità.

La 15 minutes city secondo l'urbanista Carlos Moreno

Il primo a introdurre e teorizzare il concetto di 15 minutes city è stato il professore franco-colombiano Carlos Moreno, docente alla Sorbona di Parigi. Si tratta di un modello rivoluzionario che - anziché pianificare lunghi spostamenti metropolitani sempre più veloci - prevede la riorganizzazione del tessuto urbano in base al valore della prossimità, in modo tale che i residenti possano svolgere sei attività essenziali entro 15 minuti (a piedi o in bicicletta) dalla propria abitazione. Vita privata, scuola, lavoro, assistenza sanitaria, attività commerciali: le funzioni chiave della vita del cittadino possono esplicarsi in un breve tragitto, con il vantaggio annesso di ridurre lo spazio e il tempo necessario per prendervi parte, ridurre gli spostamenti in automobile, migliorare la fruibilità degli spazi urbani e - conseguentemente - la qualità della vita. “È tempo di passare dalla pianificazione urbanistica alla pianificazione della vita urbana. Questo significa trasformare lo spazio della città, ancora altamente mono-funzionale con le sue diverse aree specializzate, in una realtà policentrica, basata su quattro componenti principali - vicinanza, diversità, densità e ubiquità - per offrire a breve distanza le sei funzioni sociali urbane essenziali: vivere, lavorare, fornire, curare, imparare e godere” dichiara il professor Carlos Moreno sul suo sito, descrivendo le città dei 15 minuti. “Dobbiamo essere creativi e immaginare, proporre e costruire un altro ritmo di vita, altri modi di occupare lo spazio urbano per trasformarne l’uso. Preservare la nostra qualità di vita ci impone di costruire altre relazioni tra due componenti essenziali della vita cittadina: il tempo e lo spazio”. Una città che si adatta all’uomo, dunque, e non viceversa.

Scopri di più sul BAUHAUS europeo! Scarica il nostro approfondimento gratuito!

Città dei 15 minuti: un modello per le smart city post-pandemia?

Più per necessità che per virtù, la pandemia ha svolto il suo ruolo nel modificare le abitudini dei cittadini e, con esse, il modo di vivere le città. Le norme anti-contagio e lo slancio verso la digitalizzazione - trainato dalla diffusione dello smart working - hanno fatto sì che ci si riducessero gli spostamenti e che si rivolgesse la propria, ridotta gamma di necessità materiali e relazionali alle immediate vicinanze. Una sorta di ritorno alla vita di quartiere, di cui la città dei 15 minuti rappresenta una declinazione virtuosa: non più basata sulla necessità, ma sul piacere di trovare nella propria comunità tutto ciò che serve per essere appagati, complici modelli di condivisione e collaborazione efficacemente coadiuvati dalla tecnologia. I vantaggi di tale modello sono innumerevoli, una somma di benefici personali, sociali e ambientali. Da un lato, infatti, c'è l'opportunità di riappropriarsi del proprio tempo e del valore delle relazioni; dall'altro, il ridotto ricorso a mezzi di trasporto inquinanti ed energivori comporta una serie di ulteriori considerevoli ricadute positive (tra cui, non ultima, la riqualificazione e la ridestinazione delle aree prima destinate al passaggio dei mezzi a motore). Un approccio sperimentato, proprio durante le più severe fasi della crisi pandemica, dalla città di Parigi, il cui sindaco Anne Hidalgo ha proposto il modello della Ville du quart d’heure (città del quarto d’ora, in francese) per trasformare la capitale, in modo da renderla sempre più a misura d'uomo. Nel resto d'Europa e del mondo, da più parti giungono proposte che- con denominazioni differenti- vanno nella direzione della prossimità: da Barcellona a Milano, da Roma a Portland (Stati Uniti), da Sydney a Melbourne (Australia).

New call-to-action

Tags: Edilizia, Sostenibilità