Scarti vegetali per l’edilizia sostenibile
Sostenibilità

Scarti vegetali per l’edilizia sostenibile

Come rendere l’edilizia meno impattante? L’uso di lolla di riso e altri scarti vegetali offre nuove possibilità per realizzare e ristrutturare edifici.

 

L’edilizia in Europa rappresenta il 35%, secondo i dati 2021 della European Environment Agency, delle emissioni legate all’energia.

Abbiamo bisogno di soluzioni più sostenibili e circolari, in grado di rendere meno impattante il settore. Secondo un’analisi di Bain & Company, se entro il 2040 la circolarità del settore in Europa aumentasse dal 30% al 50%, le emissioni di gas serra legate alla produzione si dimezzerebbero. Ma cosa c’è già sul mercato? Le soluzioni in realtà non mancano: lolla di riso, scarti della canna da zucchero, sapientemente combinati e lavorati creano nuove possibilità per realizzare e ristrutturare edifici.

Quando parliamo di edilizia sostenibile, infatti, abbracciamo un concetto di sviluppo degli edifici che comprenda, fin dalle prime fasi del progetto, risorse naturali e poco impattanti sull’ambiente.

C’è quindi bisogno che vengano proposte soluzioni progettuali, costruttive e impiantistiche in grado di contenere le dispersioni energetiche e di garantirne l’efficienza.

In merito, sono molti gli esempi interessanti. Tra gli altri, c’è il recente progetto di Rossella Cottone, studentessa di Architettura del Politecnico di Torino, che prevede di utilizzare gli scarti della potatura degli ulivi per fabbricare pannelli per l’edilizia ecologici e sostenibili.

È stata l’osservazione delle attività oleicole in Sicilia a darle l’intuizione per il progetto di tesi. I numerosi scarti della potatura degli alberi di ulivo vengono, infatti, spesso bruciati, producendo emissioni di CO2 in atmosfera.

La studentessa ha quindi studiato un modo per dare loro nuova vita e ridurne l’impatto. Questo ha portato alla verifica delle loro prestazioni termiche, igroscopiche, acustiche ed estetiche.

Ne è nato un pannello per interni, competitivo con quelli già esistenti sul mercato. Inoltre, la sperimentazione utilizza sia foglie che rami, senza separarli. Risparmia, quindi, un ulteriore passaggio di lavorazione. Il materiale derivato è poroso e possiede prestazioni simili a quelle delle fibre di poliestere.

Un altro esempio di utilizzo di scarti vegetali nel campo dell’edilizia è la gamma di prodotti di Rice House, società Benefit nata come startup nel 2016 da un’idea di Tiziana Monterisi, co-fondatrice e Ceo e Alessio Colombo, geologo, co-fondatore e direttore operativo.

La società ha presentato nel 2023 due sistemi costruttivi. Uno completamente assemblato a secco in legno e l’altro con il tamponamento in mattoni di riso e la struttura in cemento armato. Quest’anno, invece, ha esposto a Bolzano alcune realizzazioni prefabbricate in legno, ma anche prefabbricate in lolla e cemento naturale, studiate con l’obiettivo di migliorare il più possibile l’efficientamento energetico.

Altri esempi delle loro soluzioni sono la miscela costituente il prefabbricato di lolla e cemento e un pannello di lolla di riso con legante di canapa-zucchero, che va a sostituire il cartongesso per le pareti interne.

 


Immagine di copertina: EJ Yao, Unsplash

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