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Coronavirus e ambiente: il legame tra la pandemia mondiale e il nostro ecosistema

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La distruzione dell’ecosistema ha abolito le barriere tra l’uomo agli animali e di conseguenza anche le malattie. L’allarme del WWF sul commercio di animali selvatici e sulle deforestazioni, quali habitat per migliaia di specie animali.

Un legame stretto e diretto quello esistente tra la pandemia del Covid-19, meglio nota come Coronavirus e la dimensione ambientale. Il mondo intero studia, ormai da mesi, le cause all’origine della nuova emergenza sanitaria che ha scombussolato l’intero pianeta. Secondo la comunità scientifica internazionale sarebbe stato il comportamento umano a permettere alle malattie degli animali di arrivare fino a noi.

Tra le ipotesi più accreditate quella del contagio partito da un mercato di Wuhan, in Cina, destinato alla vendita della carne di animali selvatici. All’origine del nuovo Coronavirus c’è il fenomeno dello spillover, il “salto” che permette al patogeno di passare da una specie all’altra: in questo caso, dall’animale all’uomo, nello specifico i pipistrelli.

In un recente studio, il WWF ha evidenziato come  le malattie trasmesse dagli animali all’uomo, le zoonosi, siano direttamente collegate a comportamenti sbagliati dell’uomo, in particolare alla distruzione di ecosistemi naturali e al commercio di animali selvatici.

 

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Il passaggio è necessariamente legato al commercio di animali: a questo si aggiunge distruzione dell’habitat per mano umana che rompe gli equilibri biologici e annulla ogni tipo di barriera naturale. È il caso della deforestazione: secondo il WWF le modifiche apportate dall’uomo per nuove edificazioni, creazione di nuovi pascoli e produzione di carta e legname, hanno cancellato parte di quelle specie animali che rappresentavano un argine tra i virus e l’essere umano, aumentando i rischi di contagio.

Dello stesso parere Inger Andersen, direttrice esecutiva del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente UNEP, che in un’intervista al The Guardian ha dichiarato: “Non ci sono mai state così tante occasioni per i patogeni di passare dalla natura selvaggia alle persone. La nostra continua erosione della natura ci ha portati pericolosamente vicini agli animali e alle piante che ospitano malattie che possono facilmente passare agli esseri umani.”

Proprio nelle ultime settimane, in seguito allo stop alle attività scolastiche e lavorative in sede e alla riduzione al minimo degli spostamenti, la natura si è ripresa i suoi spazi. Un effetto boomerang inaspettato che ha riportato i più tassi bassi di inquinamento in Italia e addirittura fino al 30% in meno Cina. Gli animali passeggiano indisturbati nelle principali piazze delle città, da Milano a Dubai e le anatre e cigni nuotano tra i canali di Venezia. L’inaspettata conseguenza del lockdown sarà sicuramente utile alla scelta di nuove azioni da intraprendere una volta superata l’emergenza.

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Tags: Studi e ricerche