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Bioedilizia: ecco le certificazioni a garanzia di un materiale davvero sostenibile

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Non bastano le parole per considerare un prodotto davvero sostenibile: a garanzia dei consumatori sono stati istituiti marchi che certificano la qualità ambientale dei materiali anche in campo edile.

La bioedilizia è un fenomeno in netta crescita e un grande contributo alla causa della sostenibilità ambientale. In seguito allo sviluppo e al rilascio di nuovi materiali per costruzioni più “pulite” ed efficienti è diventato fondamentale istituire anche dei criteri di controllo per certificare gli aspetti effettivamente sostenibili.

Di grande rilievo tra i vari sistemi certificatori è la ISO 14001, una norma internazionale ad adesione volontaria, applicabile ad organizzazioni sia pubbliche sia private. La normativa definisce un quadro generale per l’implementazione di pratiche a protezione dell’ambiente per la prevenzione dell’inquinamento, la riduzione della produzione di rifiuti e dei consumi di energia e materiali.

Un altro marchio di certificazione molto diffuso è l’EPD, acronimo di Dichiarazione Ambientale di Prodotto: un’etichettatura volontaria applicabile ad ogni genere di prodotto o servizio, compreso tutto ciò che gravita attorno al mondo dell’edilizia. La certificazione EPD di un prodotto dichiara informazioni dettagliate circa il suo impatto ambientale.
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Per citare un esempio, la certificazione EPD è stata ottenuta da Officina dell’Ambiente, un’azienda che opera secondo il principio di economia circolare. Valorizzando le scorie derivanti dall’incenerimento dei rifiuti solidi urbani ODA, ne recupera la componente mineralogica e metallica per creare il Matrix, un composto il cui impiego è particolarmente adatto a tutti i settori del Green Building.

Anche Isotex, produttore di blocchi in legnocemento, ha ottenuto la certificazione EPD, guadagnando così la possibilità di offrire una grande trasparenza sull’impatto ambientale dei propri prodotti.

Un’altra associazione, fondata da Regione Lombardia, Conai, Camera di Commercio di Milano e Amsa a sostegno dello sviluppo dell’economia circolare è Remade In Italy.Il gruppo ha dato vita ad un sistema di etichettatura atto a garantire la presenza di materiale di recupero nella composizione di un prodotto. Dal sito www.remadeinitaly.it apprendiamo che L’etichetta Remade in Italy® evidenzia le valenze ambientali del materiale/prodotto ed è caratterizzato dall’assegnazione di una classe, in base alla percentuale di materiale riciclato/da riuso presente.

Anche l’Europa ha le sue certificazioniEcolabel UE è un marchio europeo applicabile su base volontaria. Ovviamente chi volesse essere titolare del marchio dovrà presentare una domanda e sottoporsi a delle verifiche. La certificazione Ecolabel non solo tiene conto dell’impatto ambientale dei prodotti, relativamente al loro intero ciclo vitale, ma pone un grande interesse anche verso la qualità del prodotto stesso, la sua influenza sulla salute del consumatore e i principi etici e sociali alla base del suo processo produttivo.

EMAS è un’altra certificazione ambientale europea e, come Ecolabel, viene applicata su richiesta volontaria. In questo caso lo scopo dei richiedenti è quello di valutare e migliorare la gestione del proprio lavoro in termini di impatto ambientale. Al fine dell’ottenimento della certificazione Emas sono necessari tre requisiti fondamentali:

  • efficienza ed impegno a migliorare le proprie prestazioni ambientali;
  • trasparenza delle politiche aziendali e dei programmi di miglioramento;
  • credibilità, attestata e certificata dal competente organismo nazionale.

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Tags: Edilizia Sostenibile