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La revisione della normativa europea punta a semplificare le informazioni sui prodotti finanziari sostenibili e a contrastare il greenwashing. Per Eurosif, la sfida è rendere le regole più efficaci senza indebolire la fiducia degli investitori.
La finanza sostenibile è diventata uno strumento centrale per orientare gli investimenti verso attività economiche compatibili con gli obiettivi ambientali e sociali. In Europa, tuttavia, il quadro normativo che disciplina le informazioni sulla sostenibilità dei prodotti finanziari è al centro di un processo di revisione, con l’obiettivo di renderlo più comprensibile, comparabile e utile per chi investe.
Il tema riguarda, in particolare, il regolamento sulla divulgazione delle informazioni di sostenibilità nel settore dei servizi finanziari, noto come Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR). Applicato dal marzo 2021, il regolamento impone agli operatori finanziari obblighi di trasparenza sui rischi di sostenibilità e sulle caratteristiche ambientali o sociali dei prodotti offerti.
La Commissione europea ha presentato il 19 novembre 2025 una proposta di revisione della SFDR. L’iniziativa mira a semplificare le informazioni richieste, ridurre gli oneri amministrativi e introdurre categorie volontarie per aiutare gli investitori a comprendere meglio le caratteristiche dei prodotti. La proposta deve essere distinta dalle norme già in vigore: il nuovo impianto non diventa automaticamente applicabile con la sola presentazione del testo.
Il problema della comparabilità dei prodotti ESG
Uno degli obiettivi della SFDR è permettere agli investitori di valutare come i rischi di sostenibilità vengano integrati nelle decisioni finanziarie. Nella pratica, però, la quantità e la complessità delle informazioni hanno reso difficile confrontare alcuni prodotti, soprattutto per gli investitori retail.
Il regolamento è stato inoltre utilizzato dal mercato come una sorta di sistema informale di classificazione dei fondi, pur essendo stato concepito principalmente come strumento di trasparenza. Questa sovrapposizione ha contribuito a creare ambiguità sulle caratteristiche effettive dei prodotti presentati come sostenibili.
La revisione proposta dalla Commissione introduce, quindi, l’idea di categorie volontarie con criteri più chiari per distinguere strategie di investimento differenti. L’obiettivo è facilitare la scelta dei risparmiatori e rendere più coerenti le dichiarazioni commerciali con le caratteristiche reali dei prodotti.
Eurosif: semplificare senza indebolire la fiducia
Eurosif, associazione europea che promuove l’investimento responsabile e rappresenta gli operatori del settore, sostiene la necessità di un quadro normativo più chiaro e coerente. Nel documento pubblicato nel novembre 2025, EU sustainable finance - a competitive advantage for a resilient Europe, l’organizzazione sottolinea che la semplificazione deve ridurre gli ostacoli operativi senza compromettere i principi fondamentali della finanza sostenibile.
Secondo Eurosif, la prevedibilità delle regole è essenziale per consentire a imprese e investitori di pianificare gli interventi di lungo periodo. Modifiche frequenti o poco coordinate possono aumentare l’incertezza e rendere più difficile indirizzare capitali verso la decarbonizzazione e la trasformazione del sistema produttivo.
L’associazione aveva già presentato, nel luglio 2025, una serie di raccomandazioni per la revisione della SFDR, chiedendo categorie ESG fondate su criteri minimi, informazioni realmente utili per gli investitori e maggiore coerenza con gli altri strumenti europei di finanza sostenibile.
Greenwashing, la trasparenza deve essere verificabile
La qualità delle informazioni è importante anche per contrastare il greenwashing, cioè la comunicazione di caratteristiche ambientali o sociali che non riflettono in modo chiaro e corretto la realtà di un prodotto o di un’organizzazione.
Nel giugno 2024 le autorità europee di vigilanza finanziaria – ESMA, EBA ed EIOPA – hanno richiamato l’attenzione sui rischi legati alle dichiarazioni di sostenibilità. Le autorità hanno sottolineato la responsabilità degli operatori nel fornire informazioni corrette, chiare e non fuorvianti, evidenziando l’importanza della vigilanza e della coerenza tra comunicazione e caratteristiche effettive dei prodotti.
La revisione della SFDR si inserisce in questo contesto: semplificare non significa eliminare la necessità di verificare le informazioni, ma rendere più agevole la comprensione delle caratteristiche degli investimenti e il confronto tra alternative.
Orientare i capitali verso la transizione
La finanza sostenibile non riguarda soltanto la classificazione dei fondi o gli obblighi di rendicontazione. Il suo obiettivo più ampio è contribuire ad indirizzare risorse finanziarie verso attività che sostengono la transizione ambientale e la resilienza economica.
Per raggiungere questo risultato, le regole devono consentire agli investitori di distinguere tra prodotti con obiettivi diversi, valutare i rischi e comprendere quali caratteristiche siano effettivamente dimostrate. Allo stesso tempo, le imprese e gli intermediari devono poter operare in un quadro normativo stabile e proporzionato.
La revisione europea della SFDR rappresenta quindi un passaggio importante per il mercato degli investimenti responsabili. Il risultato dipenderà dall’equilibrio tra semplificazione, tutela degli investitori e credibilità delle informazioni: condizioni necessarie affinché la finanza sostenibile possa continuare a mobilitare capitali verso la trasformazione dell’economia europea.
Fonti:
- Eurosif - Sito ufficiale
- Eurosif - Report e documenti sulla finanza sostenibile
- Commissione europea - Revisione della SFDR, 21 novembre 2025
- Commissione europea - Informazioni sulla SFDR
- ESMA - Rapporti e attività sul greenwashing
- Commissione europea - Platform on Sustainable Finance
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