Nuovi Standard di qualità dell’aria
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Nuovi Standard di qualità dell’aria

La presidenza del Consiglio e i rappresentanti del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico provvisorio su una proposta tesa a definire a livello di UE standard di qualità dell'aria.

 

L’obiettivo del nuovo accordo raggiunto in data 20 febbraio 2023, è quello di settare degli standard per realizzare l'obiettivo di inquinamento zero e contribuire ad un ambiente privo di sostanze tossiche nell'UE entro il 2050. Si allinea inoltre alle raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

La direttiva disciplina un vasto campione di sostanze che causano inquinamento atmosferico, come il particolato fine e il particolato (PM2,5 e PM10), il biossido di azoto (NO2), il biossido di zolfo (SO2), il benzo(a)pirene, l'arsenico, il piombo e il nickel, tra gli altri, e stabilisce standard specifici per ciascuno di essi. Tra questi l’abbassamento dei valori limite annuali per gli inquinanti con l'impatto documentato più elevato sulla salute umana, il PM2,5 e l'NO2, che passerebbero rispettivamente da 25 µg/m³ a 10 µg/m³ e da 40 µg/m³ a 20 µg/m³.

L'accordo provvisorio comprende la possibilità agli Stati di richiedere, entro il 31 gennaio 2029, per motivi specifici e a condizioni rigorose, una proroga del termine per raggiungere i valori limiti per la qualità dell'aria:

·        entro il 1º gennaio 2040 per le zone in cui il rispetto della direttiva entro il termine risulterebbe impossibile a causa di specifiche condizioni climatiche od orografiche oppure in cui le necessarie riduzioni possono essere realizzate solo con ripercussioni significative sui sistemi di riscaldamento domestico esistenti;

·        entro il 1º gennaio 2035 (con la possibilità di prorogarlo di altri due anni) se le proiezioni indicano che i valori limite non possono essere raggiunti entro il termine indicato.

Questo comporterà l’inclusione nelle loro tabelle di marcia per la qualità dell'aria (da istituire entro il 2028) di proiezioni che dimostrino che il superamento si prolungherà per il minor tempo possibile e che il valore limite sarà raggiunto al più tardi entro la fine del periodo di proroga. Durante il suddetto lasso di tempo gli Stati membri dovranno inoltre aggiornare periodicamente le loro tabelle di marcia e riferire in merito alla relativa attuazione.

Tabella di marcia

Se un valore limite o un valore obiettivo vengono superati oppure sussiste il rischio concreto di superare le soglie di allarme o le soglie di informazione per determinati inquinanti, il testo impone agli Stati membri di definire:

·        una tabella di marcia per la qualità dell'aria prima del termine, se tra il 2026 e il 2029 il livello di inquinanti supera il valore limite o il valore obiettivo da raggiungere entro il 2030;

·        piani per la qualità dell'aria per le zone in cui, dopo lo scadere del termine, i livelli di inquinanti superano i valori limite e i valori obiettivo stabiliti nella direttiva;

·        piani d'azione a breve termine in cui vengono definite misure di emergenza (ad esempio limitare la circolazione dei veicoli, sospendere i lavori di costruzione ecc.) finalizzate a ridurre il rischio immediato per la salute umana in zone in cui le soglie di allarme verranno superate.

I colegislatori si sono accordati per rendere meno severi i requisiti per la definizione di piani per la qualità dell'aria e di piani d'azione a breve termine nei casi in cui il potenziale di riduzione delle concentrazioni di determinati inquinanti è estremamente limitato a causa delle condizioni geografiche e meteorologiche locali. Per quanto riguarda l'ozono, se non dovesse esserci il potenziale significativo per ridurne le concentrazioni a livello locale o regionale, i colegislatori hanno convenuto di esentare gli Stati membri dall'obbligo di definire piani per la qualità dell'aria, a condizione che offrano alla Commissione e al pubblico una giustificazione dettagliata di tale esenzione.

Clausola di riesame

Il testo concordato in via provvisoria invita la Commissione europea a sottoporre a riesame gli standard di qualità dell'aria entro il 2030. Il riesame dovrà avvenire ogni cinque anni per poter valutare le opzioni più vicine alle linee guida dell'OMS e alle più recenti evidenze scientifiche. Nel suo riesame la Commissione dovrebbe inoltre valutare altre disposizioni della direttiva, tra cui quelle relative alla proroga dei termini stabiliti e all'inquinamento transfrontaliero.

L'accordo provvisorio verrà sottoposto per approvazione ai rappresentanti degli Stati membri in seno al Consiglio (Coreper) e alla commissione per l'ambiente del Parlamento. Se approvato, il testo dovrà poi essere formalmente adottato dalle due istituzioni, prima che la direttiva possa essere pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'UE ed entrare in vigore. Gli Stati membri avranno due anni di tempo dall'entrata in vigore della direttiva per recepire le nuove norme nel diritto nazionale.


Immagine di copertina: Juniper Photon

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