Le imprese di biotecnologie in Italia
Sostenibilità

Le imprese di biotecnologie in Italia

Presentato online l'ottavo rapporto “Le imprese di biotecnologie in Italia”, a cura di ENEA e Federchimica Assobiotec. Ne emerge un comparto in forte crescita.

Un comparto in crescita, con oltre 13 miliardi di fatturato. Secondo il nuovo report ENEA-Assobiotec “Le imprese di biotecnologie in Italia”, giunto all'ottava edizione, le biotecnologie nel Belpaese rappresentano un settore strategico e in espansione, con oltre 800 imprese e 13.700 addetti sul territorio nazionale.

La presentazione dei dati, che aggiornano i numeri del rapporto 2022 con un focus particolare a livello regionale, è avvenuta online il 18 luglio, con gli interventi di Gaetano Coletta, responsabile del Servizio ENEA “Offerta e Valorizzazione Servizi di Innovazione”, e Fabrizio Greco, presidente di Federchimica Assobiotec (Associazione nazionale di Federchimica per lo sviluppo delle biotecnologie).

“I nuovi dati ci restituiscono un comparto che si è dimostrato più resiliente di quanto mostrato dalle precedenti stime, registrando per il 2020 addirittura una lieve crescita del fatturato da attività biotecnologiche pari ad un +1,2%. Superato il picco della pandemia e dei suoi effetti sul sistema economico, il settore delle biotecnologie ha vissuto una forte ripresa della crescita del fatturato nel 2021. Si attende perciò un consolidamento del parametro per il 2022”, ha commentato Gaetano Coletta, illustrando il rapporto alla stampa. “Se nel 2020 il settore è stato sostenuto dalle applicazioni per la salute umana, nel biennio successivo si assiste a una forte ripresa delle attività per l’industria e per l’agri-zootecnia”.

Numeri e settori di applicazione

Secondo l'analisi, il comparto ha sperimentato una forte crescita del fatturato nel 2021,  di cui si attende un consolidamento per il 2022.

Il peso delle biotecnologie per la salute rimane prioritario, con il 74% del totale. Tuttavia, nel biennio 2021-2022 sono soprattutto le applicazioni per la bioeconomia (industria e agricoltura) a riprendere l’espansione con tassi di crescita superiori al 30%, giungendo a coprire oltre un quarto del fatturato biotech italiano.

In termini numerici, la popolazione delle imprese attive in Italia è tornato a crescere nel 2021, dopo la leggera contrazione nel 2020 dovuto all'impatto immediato della pandemia, soprattutto nelle PMI, nella classe al di sotto dei 10 addetti. Per il 2022 si attende una crescita per tutte le classi dimensionali, per un totale di 823 imprese.

Prendendo in considerazione la classe dimensionale, si rileva che la quota di imprese di micro o piccole dimensioni supera l’82% del totale, mentre le grandi realtà (+ 250 addetti) rappresentano poco meno dell’8% dell’intera popolazione in analisi. 

La distribuzione sul territorio

Resta molto forte la polarizzazione a livello territoriale, soprattutto per quanto riguarda le variabili economiche: le prime 4 regioni (Lombardia, Lazio, Toscana e Piemonte) rappresentano oltre il 90% del fatturato, l’80% degli investimenti in R&S intra-muros e l’80% degli addetti, mentre scende al 52% se si considera il numero di imprese.

La regione leader resta la Lombardia, seguita dal Lazio e dalla Toscana fortemente specializzate nelle applicazioni per la salute. Parallelamente, le regioni settentrionali in genere mostrano una marcata specializzazione nelle applicazioni delle biotecnologie ai processi industriali.

Nel Sud Italia, che rappresenta circa il 20% in termini di numero di imprese, si distinguono la Campania (poco meno dell’8%) e la Puglia (poco più del 4%).

Il potenziale del Biotech

Nel suo intervento, Fabrizio Greco ha sottolineato l'enorme potenziale del reparto biotech, anche a fronte di una serie di coincidenze di matrice italiana, europea (si pensi alla STEP-Strategic Technologies for Europe Platform) e internazionale, che possono favorire un'ulteriore, promettente crescita del settore.

“L’Italia del biotech ha numeri ancora piccoli, quando paragonati ad altri Paesi con cui pure siamo in competizione, ma uno straordinario potenziale se consideriamo che un recente studio EY ci dice che a livello globale il biotech triplicherà il proprio valore fra il 2020 e il 2028.” ha commentato. “Finalmente nel nostro Paese ci sono oggi diversi elementi che possono far crescere e correre il settore: il PNRR che, oltre a mettere a disposizione grandi risorse economiche, chiede al Paese di rivedere e riformare le regole di funzionamento dell’intero ecosistema di riferimento; nuovi capitali pubblici e privati che oggi credono di più nelle nostre realtà;  ma, soprattutto, il lancio di un Piano Nazionale per le Biotecnologie, recentemente annunciato dal Ministro Urso. Sono tutti tasselli importantissimi che possono aiutarci a competere nello scenario internazionale. È allora adesso necessario renderli operativi al più presto per recuperare i ritardi nei confronti degli altri Paesi sviluppati e competere a livello globale”.

“E' un momento che non possiamo perdere” ha concluso “per sfruttare tutte le potenzialità che questo mercato offre”.

L'importanza della formazione e del dialogo con le università

Durante la presentazione, è emerso come la formazione possa fare una reale differenza nello sviluppo del settore in Italia e, in particolare, nel Sud.

Aiutare la platea dei giovani a comprendere il potenziale del biotech, incentivare lo studio delle materie di area STEM e instaurare un dialogo permanente tra università e aziende - si è detto - potrebbe creare le competenze necessarie a un ulteriore salto di qualità, contribuendo ad attrarre in Italia investimenti da parte di grandi realtà in possesso del necessario know how.

“Per rendere possibile il processo” ha evidenziato ancora Greco, “il Piano nazionale per le Biotecnologie deve contenere riforme in grado di dare certezze ai potenziali investitori”.

In tema di formazione, il prossimo 11 ottobre Assobiotec organizzerà a Roma una riflessione sull'orientamento verso percorsi di area STEM e sull'applicazione delle conoscenze generate.


Immagine: conferenza di presentazione del rapporto

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