Ridurre l’impatto ambientale dei dati, come e perché è importante
Sostenibilità

Ridurre l’impatto ambientale dei dati, come e perché è importante

Il 16 marzo è stato il Digital Cleanup Day, "come e perché ridurre l'impatto ambientale dei dati", giornata dedicata a ripulire i nostri rifiuti digitali.

Il Digital Cleanup Day, organizzato da Let's Do It World, è un'iniziativa globale che ha l’obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'inquinamento digitale, incoraggiando individui e aziende a ripulire e organizzare la propria presenza online. Si tiene ogni terzo sabato di marzo e vengono invitati individui, scuole, comunità, aziende e associazioni ad agire concretamente ripulendo i propri dati e rigenerando le apparecchiature tecnologiche.

L’iniziativa è un’idea del World Cleanup Day France, creata nel 2020 come Cyber World CleanUpDay da un’idea di Kévin Guérin. Si parla spesso dell’importanza di ridurre i propri acquisti o del riciclo dei rifiuti, per cercare di ridurre al minimo i propri sprechi, ma il tema dei rifiuti digitali rimane ancora poco conosciuto. Nasce da questo il bisogno di indire una giornata e codificare delle buone pratiche.

L’impatto dei data-center

L’urgenza di rendere più diffuso il tema è evidente dai i numeri che lo riguardano. Negli ultimi dieci anni, infatti, è stato creato il 99% dei dati e solo nel 2022, quasi 70 milioni di server sono stati utilizzati per archiviarli. Circa 20 milioni di essi sono diventati rifiuti elettronici e questo ha portato alla produzione di 1-2 tonnellate di CO2.

Il consumo dei dati che, ad oggi, viene fatto richiede tre volte la quantità di energia prodotta da tutti i panelli del mondo. Solo Internet produce più di 900 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno, 20 milioni sono causate dai 320 miliardi di e-mail inviate ogni giorno.

Il grosso carico di dati e l’aumento di data-center rischia inoltre di impattare su un sistema energetico già provato, che non aveva preventivato una crescita così esponenziale della richiesta. Richiesta aumentata anche in seguito all’innovazione sempre più rapida dei sistemi d’intelligenza artificiale.

Ne sono un esempio gli Stati Uniti, dove vaste aree rischiano di rimanere a corto di energia.  Solo in Georgia, la domanda di energia dal comparto industriale rischia di superare nel prossimo decennio di 17 volte quella registrata di recente. L'Arizona Public Service ha stimato che, se non dovesse essere aggiornata la rete, la capacità di trasmissione energetica diventerebbe insufficiente entro la fine del decennio.

Questo rischia, inoltre, di rallentare drasticamente la transizione verde. I dirigenti dei servizi pubblici esercitano sempre più pressioni per ritardare la dismissione di impianti a combustibili fossili e poterne invece aprirne di nuovi. L’aumento dei consumi energetici ha inoltre già ritardando la chiusura delle centrali a carbone in Kansas, Nebraska, Wisconsin e Carolina del Sud.


Cosa possiamo fare noi?

Per ridurre l’impatto dei dati è importante tenere sotto controllo e in ordine i nostri dispositivi e le mail.

Ad esempio, per ordinare le e-mail è utile utilizzare i filtri, e ordinandole in base alla dimensione, per identificare le e-mail che occupano più spazio nella casella di posta, data, per eliminare i messaggi più vecchi, nome del mittente o oggetto, per identificare le e-mail simili o quelle contenenti solo testi molto brevi come "OK" o "Grazie".

Sul telefono o il pc può essere invece utile cancellare le applicazioni che non si utilizzano o che si usano solo poche volte. Un’altra azione utile è archiviare immagini e video su Cloud, in modo da eliminarle dallo smartphone, oppure su un disco rigido esterno, cancellando così la versione online.

Per prevenire il consumo di dati è invece possibile scaricare versioni Light delle applicazioni, cercare di alleggerire il più possibile il contenuto di mail o messaggi e aggiornare di frequente le nostre app.


Immagine di copertina: Markus SpiskeUnspalsh

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