Unesco, riconosciuti in Italia altri 2 siti tra le Riserve della Biosfera

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Buone notizie per l’Italia nel campo della biodiversità: l’Unesco ha riconosciuto al nostro Paese due nuove riserve della biosfera. Ora il numero di siti complessivo sale a 17.

L’Italia è uno dei Paesi più ricchi di biodiversità in Europa: tra le specie animali e vegetali si annoverano un gran numero di forme endemiche, rendendo il nostro patrimonio unico al mondo.

Un nuovo traguardo per il nostro Paese è stato annunciato nella 30esima sessione del Consiglio internazionale di coordinamento del Programma Mab (Man and the Biosphere), che si è tenuta a Palembang, in Indonesia lo scorso luglio: in questa occasione, l’Unesco ha riconosciuto due nuovi siti nostrani come Riserva della Biosfera.

In particolare, i due siti riconosciuti sono la Valle Camonica – Alto Sebino, in Lombardia, e Monte Peglia, in Umbria. Inoltre è stata riconosciuta l’estensione della riserva Ticino Val Grande Verbano. Con questi due siti, l’Italia sale a quota 17, un traguardo davvero importante per un Paese dove la biodiversità è davvero notevole.

Riserve della Biosfera: una definizione

Le Riserve della Biosfera includono ecosistemi terrestri, marini/costieri o una combinazione degli stessi; il fine ultimo del programma Unesco promotore di queste riserve è quello di generare attività di cooperazione scientifica, ricerca interdisciplinare e sostenibilità ambientale nel pieno coinvolgimento delle comunità locali.

Secondo le dichiarazioni Unesco, l’obiettivo del programma è quello di “promuovere su base scientifica un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello sviluppo sostenibile”.

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Sono 671le Riserve della Biosfera attualmente individuate in tutto il mondo, dislocate in 120 Paesi, di cui 17, come abbiamo detto, sul territorio italiano. In particolare, le Riserve della Biosfera presenti in Italia sono: Collemeluccio-Montedimezzo (Molise), Circeo (Lazio), Miramare (Friuli Venezia Giulia), Cilento e Vallo di Diano (Campania), Somma-Vesuvio e Miglio d’Oro (Campania), Ticino, Val Grande Verbano (Lombardia/Piemonte), Arcipelago Toscano (Toscana), Selve costiere di Toscana (Toscana), Monviso (Piemonte), Sila (Calabria), Appennino Tosco-Emiliano (Toscana – Emilia), Alpi Ledrensi e Judicaria (Trentino-Alto Adige), Delta del Po (Emilia Romagna – Veneto), Collina Po (Piemonte), Tepilora, Rio Posada e Montalbo (Sardegna), Valle Camonica-Alto Sebino e Monte Peglia.

I due nuovi siti italiani

Sono entrati a far parte delle Riserve della Biosfera la valle Camonica - Alto Sebino e la riserva del monte Peglia.

La valle Camonica – Alto Sebino comprende 45 comuni lombardi, vantando una superficie di oltre 130mila ettari.

La riserva del monte Peglia, un vulcano inattivo, include quattro città della provincia di Terni, in Umbria, e si estende per più di 40mila ettari.

Il Ticino val Grande Verbano, già riserva Unesco, ha ottenuto l’estensione del territorio, che ore copre 300mila ettari, compresi il lago Maggiore e quello di Varese, in 217 comuni della Lombardia e del Piemonte.

Le dichiarazioni del Ministero dell’Ambiente

“È un riconoscimento importante per il nostro paese”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. “Le aree protette rappresentano il capitale naturale su cui investire, sia in termini sociali, sia in termini di ricerca sia, per quanto possibile, in termini economici legati alla sostenibilità. Il riconoscimento Unesco è un’ulteriore garanzia per la loro conservazione e valorizzazione”.

Con l’occasione, il Ministro Costa ha ricordato il progetto caschi verdi, da poco proposto alle Nazioni Unite. “Proprio lunedì 23 a Parigi - ha dichiarato Costa - abbiamo presentato all'Unesco il progetto "caschi verdi", una task force sotto l'egida dell'Onu per rendere la tutela delle aree verdi del pianeta più efficace, tempestiva e duratura. In Italia i caschi verdi opereranno anche nelle riserve della biosfera, oltre che nei 10 geoparchi e nei 5 siti naturali iscritti nella lista del patrimonio mondiale. E questo fa ben sperare per la tutela dei tesori naturalistici del nostro Paese”.

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