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#SustainableTalks: White Star

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Nei #SustainableTalks di oggi parleremo di ricerca e sviluppo e soluzioni innovative con Paolo Costantini, Direttore di White Star.

#SustainableTalks è una rubrica che nasce dalla consapevolezza dell’editore e della redazione di come sia necessario metabolizzare i cambiamenti che l’emergenza sanitaria ha comportato in termini di comunicazione,  identificando nella sostenibilità un driver positivo di ripartenza e crescita personale e professionale. La rubrica continuerà anche nel 2021, sotto forma di interviste realizzate ad esperti di settore e referenti aziendali, con l'obiettivo di scoprire e comprendere quali siano le esigenze attuali in tema di sostenibilità, come vengano soddisfatte, e come vengano rendicontate. Certi che un’esperienza condivisa possa favorire una ripartenza efficace ed efficiente. La rubrica realizzata su base settimanale, pubblicata nella giornata del giovedì, si basa sulla realizzazione di interviste condotte dalla redazione in modo autonomo o a fronte di specifiche richieste. Per informazioni scrivete a redazione@nonsoloambiente.it

Maria Grazia Persico

Da dove nasce la necessità della vostra azienda di intraprendere un percorso di sostenibilità economica, ambientale e sociale?

White Star nasce per seguire un percorso di ricerca e sviluppo inerente soluzioni a problematiche quotidiane. L’osservazione della nostra ricerca si è sempre soffermata su come l’erronea gestione dei rifiuti fosse (ed è) uno dei maggiori gap da colmare nella organizzazione sociale di un gruppo di persone. L’esponenziale quantità di rifiuti prodotti da un singolo consumatore, oggi, ci ha fatto comprendere come fosse indispensabile intervenire proprio in questa prima fase, ossia all’origine della creazione del rifiuto o nelle fasi ancora iniziali della sua “creazione”. Tutto questo, senza dover necessariamente svilire l’economia del commercio e della produzione di taluni generi, comunque ad alto tasso di inquinamento. E le capsule di caffè porzionato, uno dei rifiuti indifferenziati che più si generano nelle nostre abitudini quotidiane, è uno di quei problemi che abbiamo voluto provare a risolvere.

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L’adozione di questo percorso che effetti ha generato in termini di comunicazione interna ed esterna?

Come tutte le innovazioni, abbiamo dovuto affrontare un generale rifiuto da parte dei media, in quanto argomento sconosciuto e poco sostenuto nei grandi temi della sostenibilità. In generale, abbiamo riscontrato come la nostra soluzione “innovativa” fosse inizialmente percepita come un “costo” e quindi un elemento di disturbo nell’economia di scala di una impresa che avesse utilizzato la nostra soluzione. Solo quando la normativa è divenuta più stringente su certi temi e l’adozione di una soluzione fosse l’unica opzione percorribile, abbiamo iniziato ad ottenere timidi riscontri. Noi, all’interno, abbiamo sempre sostenuto un messaggio di opportunità, mentre all’esterno venivamo percepiti come una “eventualità” necessaria.

Come misurate oggi i vostri risultati in termini di sostenibilità? Disponete di un sistema di reportistica interno? Vi affidate a consulenti esterni? 

Se parliamo del nostro sistema separa capsule, la reportistica è generata da un apposito software che monitora le nostre macchine, generando un dato aggregato che ci consente di misurare come il mercato reagisce a questa innovazione. Infatti le nostre macchine sono dotate di software dedicato e di un sistema di telemetria che le rende “visibili” durante il loro ciclo di impiego. Possiamo dire, ad esempio, che un negozio di medie dimensioni che vende capsule di caffe, monomarca o plurimarca e che si è dotato della nostra macchina separa capsule, lavora in media 2000 capsule al giorno. Vuol dire che almeno 20 clienti hanno portato indietro in negozio 100 capsule usate, per poterle riciclare. Lo riteniamo un eccellente risultato.

Con stretto riferimento al settore merceologico in cui opera l’azienda, la sostenibilità viene identificata come driver di crescita o competizione?

La sostenibilità, intesa come obiettivo di una società come la nostra, è senza dubbio un driver di crescita. Infatti riteniamo che nello specifico settore, ossia la ricerca e lo sviluppo per l’individuazione di soluzioni sostenibili, la condivisione delle innovazioni sia un fattore determinante e che quindi strida terribilmente con il termine competizione. Non può esistere competizione nel creare uno strumento che migliora l’ambiente, perché deve essere diffuso quanto più possibile, condiviso, non reso esclusivo.

In che misura l’aderire e l’adottare un protocollo di sostenibilità in questo periodo potrà permettere alle imprese di proiettarsi meglio verso la ripresa post Covid-19?

Noi, in White Star, crediamo nei progetti di sostenibilità da molto prima che tutto ciò accadesse (pandemia da Covid -19). Oggi tutti parlano di una economia che dovrà “cambiare colore” per poter far ripartire il mondo, e tutto questo ci piace. Ma riteniamo che la bontà di un progetto prescinda dalle circostanze in cui viene generato.

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Tags: CSR & imprese