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#SustainableTalks: Sapi

sara ferreri sapi sustainable talks

Nei #SustainableTalks di oggi parleremo di informatica per la tutela dell'ambiente, economia circolare e rigenerazione con Sara Ferrreri, Key Account Director di Sapi service Srl.

#SustainableTalks è una rubrica che nasce dalla consapevolezza dell’editore e della redazione di come sia necessario metabolizzare i cambiamenti che l’emergenza sanitaria ha comportato in termini di comunicazione,  identificando nella sostenibilità un driver positivo di ripartenza e crescita personale e professionale. La rubrica continuerà anche nel 2021, sotto forma di interviste realizzate ad esperti di settore e referenti aziendali, con l'obiettivo di scoprire e comprendere quali siano le esigenze attuali in tema di sostenibilità, come vengano soddisfatte, e come vengano rendicontate. Certi che un’esperienza condivisa possa favorire una ripartenza efficace ed efficiente. La rubrica realizzata su base settimanale, pubblicata nella giornata del giovedì, si basa sulla realizzazione di interviste condotte dalla redazione in modo autonomo o a fronte di specifiche richieste. Per informazioni scrivete a redazione@nonsoloambiente.it

Maria Grazia Persico

Da dove nasce la necessità della vostra azienda di intraprendere un percorso di sostenibilità economica, ambientale e sociale?

Fin dalla sua nascita nel 1993 la direzione di Sapi appare chiara: lavorare nel settore dell’informatica per la tutela dell’ambiente. Negli anni Sapi cresce, si specializza e amplia la sua offerta, creando un modello alternativo di consumo basato sulla logica del riutilizzo, in opposizione a quella più diffusa dello smaltimento. I consumabili esausti o inutilizzati e i dispositivi di stampa dismessi da privati e aziende non diventano rifiuti, ma la base per la creazione di prodotti e servizi intelligenti,senza sprechi. Siamo nati con un obiettivo ambizioso: sviluppare un modello di consumo alternativo ed ecosostenibile, nel rispetto delle persone e dell’ambiente.

Creiamo valore in maniera responsabile verso le persone e il mondo che ci circonda, realizzando prodotti di elevata qualità a costo inferiore rispetto all’originale, ma a parità di performance. Sapi si impegna ogni giorno per la salvaguardia dell’ambiente e rappresenta un’alternativa affidabile nel mercato del printing. Ogni anno in Italia circa 30 milioni di cartucce a getto d’inchiostro e 10 milioni di cartucce toner finiscono nelle discariche; acquistare un prodotto rigenerato vuol dire fare un’azione concreta per il nostro futuro. Rigenerato non è sinonimo di scarsa qualità, ma di una scelta di vita eticamente corretta, nel rispetto della salute umana, della conservazione delle specie animali e vegetali, dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio culturale e del lavoro sul territorio.

Come misurate oggi i vostri risultati in termini di sostenibilità? Disponete di un sistema di reportistica interno? Vi affidate a consulenti esterni?

Per verificare l’effettiva convenienza ambientale del processo di rigenerazione, LCA-lab (spin off ENEA), in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia, ha condotto uno studio per confrontare gli impatti ambientali di una cartuccia rigenerata da Sapi con una cartuccia originale. I risultati mostrano come l’indicatore globale di danno ambientale di una cartuccia Sapi è pari a “-83,99%” rispetto a una cartuccia originale. Un’ulteriore e differente LCA, curata da SCF International, è stata dedicata al confronto tra il ciclo di vita di una stampante nuova e una rigenerata da Sapi, dimostrando come la rigenerazione abbia un impatto minore rispetto al ciclo tradizionale di acquisto di una nuova stampante, nonostante i benefici legati al recupero dei materiali che la compongono dopo il primo utilizzo e avvio a fine vita.

L’impatto del ciclo di vita di una nostra stampante ricondizionata è circa 1/5 di quello della stampante nuova. Non solo, sulle cartucce abbiamo anche ottenuto la certificazione EPD che attesta la sostenibilità ambientale di un prodotto considerando l’impatto ambientale di tutte le fasi. Ogni anno monitoriamo i dati sempre con una consulente esterna rinnovando la certificazione. Abbiamo, inoltre, un sistema ISO integrato 9001, 14001 e 45001 sempre con l’aiuto di una consulente esterna, e ,infine, abbiamo recentemente conseguito la certificazione Remade in Italy che attesta la quantità di materiale rigenerato nei prodotti. Molti dei nostri prodotti sono certificati Nordic Swan. Inoltre abbiamo anche sviluppato un sistema RFID per garantire tutta la tracciabilità della filiera.

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Con stretto riferimento al settore merceologico in cui opera l’azienda, la sostenibilità viene identificata come driver di crescita o competizione?

Il settore della stampa non può più ignorare la sostenibilità, infatti sono stati dati impulsi sul tema sia da parte dell’Europa con la richiesta di sottoscrizione da parte dei produttori originali di un accordo volontario con le aziende rigeneratrici, e , se questo non dovesse accadere regolamenteranno il tema. Non solo, una grossa spinta è stata data anche dallo stato italiano con l’obbligo di acquisto da parte delle stazioni appaltanti del prodotto rigenerato almeno in misura del 30% dei consumi, e la richiesta di valutare il prolungamento della vita delle stampanti e la loro rigenerazione. Prima la situazione era ben diversa, il fatto che il prodotto fosse rigenerato era una componente negativa e l’unica variabile interessante del prodotto era il prezzo. Oggi invece l’attenzione del consumatore è cambiata, la componente che riguarda l’ambiente è diventata molto più importante e tutti iniziano a trovare strade per essere verdi, perché solo chi è veramente sostenibile potrà sopravvivere in questo settore nel tempo. Noi lo siamo fin dalla nostra nascita.

In che misura l’aderire e l’adottare un protocollo di sostenibilità in questo periodo potrà permettere alle imprese di proiettarsi meglio verso la ripresa post covid-19?

L'Europa, e l'Italia in prima linea, sta cercando di accelerare sempre più la transizione ecologica attraverso un modello di consumo sempre più sostenibile. La Green Economy non deve essere affrontata come un costo da sostenere, ma considerata una scelta responsabile per utilizzare le risorse in modo più efficiente, garantendo un considerevole risparmio alle imprese e riducendo nel contempo le emissioni annue del gas ad effetto serra. La pandemia ha sicuramente accelerato tutto questo processo e per questo adottare una filosofia Green è oggi una priorità nell’ambito delle politiche aziendali e un inderogabile impegno etico per tutti. In un ambito vasto come quello degli interventi per la sostenibilità che ogni azienda può attuare, le stampanti e i consumabili possono contribuire significativamente, senza sconvolgere o creare disservizi. Crescere in maniera sostenibile e rimanere competitivi sul mercato è dunque possibile. Affidarsi alla tecnologia verde significa ottenere un ritorno positivo e misurabile in termini ambientali, sociali ed economici.

La scelta di un servizio circolare nel mondo della stampa consente di ottimizzare la filiera del recupero e del riutilizzo favorendo la creazione di economie circolari a livello locale, con vantaggi economico-occupazionali territoriali oltre che ambientali, considerato il necessario accorciamento della filiera – visto che i trasporti incidono tantissimo sul tema della sostenibilità - in perfetta sintonia con il principio del GlocalWorking. Si viene a creare un "appalto circolare" in grado di contribuire alla chiusura dei cicli dell'energia e della materia nell'ambito delle catene di fornitura minimizzando o evitando gli impatti negativi ambientali e la creazione di rifiuti lungo l'intero ciclo di vita. Aumento dell'efficienza delle risorse: ogni anno in Italia infatti vengono avviati in discarica o bruciati più di sette milioni di chili di cartucce usate.

Riutilizzare questi prodotti vuol dire evitarne lo smaltimento prematuro, la dispersione di energia e l’emissione di diossina e gas nocivi conseguenti all’incenerimento. Un modello di consumo circolare nel printing ridurrebbe notevolmente l'impronta ecologica dei processi aziendali. Scegliere un prodotto rigenerato significa diminuire drasticamente i rifiuti nel nostro Paese. Rigenerare infatti evita lo smaltimento prematuro, le dispersione energetica, l’emissione di sostanze nocive e l’uso di nuove risorse. Scegliere un prodotto rigenerato in Italia significa scegliere un prodotto italiano che sostiene il lavoro e il territorio.

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Tags: CSR & imprese