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#SustainableTalks: PonyU

luigi strino ponyu sustainable talks

Nei #SustainableTalks di oggi parleremo di flotta elettrica e logistica sostenibile con Luigi Strino, Founder e CEO di PonyU.

#SustainableTalks è una rubrica che nasce dalla consapevolezza dell’editore e della redazione di come sia necessario metabolizzare i cambiamenti che l’emergenza sanitaria ha comportato in termini di comunicazione,  identificando nella sostenibilità un driver positivo di ripartenza e crescita personale e professionale. La rubrica continuerà anche nel 2021, sotto forma di interviste realizzate ad esperti di settore e referenti aziendali, con l'obiettivo di scoprire e comprendere quali siano le esigenze attuali in tema di sostenibilità, come vengano soddisfatte, e come vengano rendicontate. Certi che un’esperienza condivisa possa favorire una ripartenza efficace ed efficiente. La rubrica realizzata su base settimanale, pubblicata nella giornata del giovedì, si basa sulla realizzazione di interviste condotte dalla redazione in modo autonomo o a fronte di specifiche richieste. Per informazioni scrivete a redazione@nonsoloambiente.it

Maria Grazia Persico

Da dove nasce la necessità della vostra azienda di intraprendere un percorso di sostenibilità economica, ambientale e sociale?
Questi temi fanno parte anche della più piccola azione quotidiana nella nostra vita privata. Dall’attivismo nel volontariato all’attenzione per le materie prime di ciò che facciamo in PonyU, dal packaging o semplicemente alla raccolta differenziata, fino alla scelta dei grandi elettrodomestici includendo la classe energetica tra i fattori decisionali. Se siamo così attenti a questi temi nella nostra vita quotidiana, perché non esserlo sul lavoro? È un percorso naturale e spontaneo, ci sembrava normale fare determinate scelte.

L’adozione di questo percorso che effetti ha generato in termini di comunicazione interna ed esterna?
In ogni presentazione che facciamo, le slide includono menzioni alla nostra flotta elettrica, alla nostra attenzione per l’ambiente ed al rispetto di ogni collaboratore. La nostra flotta elettrica, ad esempio, è composta da mezzi a due e quattro ruote ibridi o completamente elettrici e ciò permette ai nostri pony di spostarsi nelle città senza inquinare. Nutriamo un forte rispetto per i nostri collaboratori su strada: essi sono assunti nella flotta “core” oppure sono compensati per le giornate di picco, che riusciamo a prevedere con alcuni giorni di anticipo. Avvisare per tempo secondo noi è fondamentale per un collaboratore occasionale, perché gli permette di organizzarsi al meglio tenendo conto dei suoi impegni. Inoltre, aspetto forse ancora più importante a livello etico, il rischio d’impresa deve essere nostro: dobbiamo essere bravi a prevedere il carico di lavoro e a rispondere impiegando la corretta capacità di pony express. Non possiamo lasciare in strada collaboratori pagati per la singola consegna perché questo significherebbe scaricare su di loro le nostre responsabilità e, inoltre, negare loro la possibilità di svolgere altre attività, sia personali che lavorative.

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Come misurate oggi i vostri risultati in termini di sostenibilità? Disponete di un sistema di reportistica interno? Vi affidate a consulenti esterni?
Ad oggi non abbiamo sistemi di tracciamento della sostenibilità, se non quelli dettati dal buon senso: i veicoli elettrici hanno la priorità nella scelta della flotta dedicata al singolo turno. I collaboratori esterni alla flotta “core” vengono ingaggiati solo quando la loro presenza è necessaria e questo ci permette di essere sostenibili da molti punti di vista. Vogliamo però intraprendere un percorso che ci porti a considerare ancora più a fondo l’impatto sul mondo e sulla vita delle persone che collaborano con noi, in un processo di continuo miglioramento.

Con stretto riferimento al settore merceologico in cui opera l’azienda, la sostenibilità viene identificata come driver di crescita o competizione?
Sempre più aziende sono attente a questi fattori e anche noi siamo fieri di offrirli. Non sono però molte quelle che mettono la sostenibilità tra i fattori decisivi per la scelta del fornitore. Ad oggi i driver fondamentali rimangono il tasso di successo, la qualità del servizio (il pony è l’ultimo touch-point per il cliente e perciò deve essere paziente, cortese, affidabile, disponibile, educato) e la flessibilità nell’adattarsi alle esigenze di servizio richieste caso per caso.

In che misura l’aderire e l’adottare un protocollo di sostenibilità in questo periodo potrà permettere alle imprese di proiettarsi meglio verso la ripresa post Covid-19?
È dimostrato che l’incidenza di mortalità per il Covid-19 è più alta nelle città inquinate. Sembra che il fattore decisivo non sia che le micro-particelle trasportino il virus, ma semplicemente che il sistema respiratorio di chi vive in città sia già indebolito anche a causa dei gas di scarico dei veicoli. Diventa dunque necessario rendere l’aria più respirabile al fine di essere più resistenti alle sollecitazioni della natura ed è fondamentale adottare un protocollo di sostenibilità per tutte quelle aziende i cui manager non sono sensibili a questi temi e necessitano di spunti per rendere le loro attività meno impattanti sull’ambiente. In aziende come la nostra, che magari hanno già intrapreso alcune azioni anche importanti in questa direzione, un protocollo di sostenibilità aiuterebbe a migliorare ulteriormente, fino ad annullare, questo impatto, addirittura rendendolo positivo.

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Tags: CSR & imprese