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#SustainableTalks: Massimo Mercati di Aboca

massimo mercati ABOCA

Nei #SustainableTalks di oggi parleremo di rapporto con l’ambiente e BCorp con Massimo Mercati, Amministratore Delegato di ABOCA.

#SustainableTalks è una rubrica che nasce dalla consapevolezza dell’editore e della redazione di come sia necessario metabolizzare i cambiamenti che l’emergenza sanitaria ha comportato in termini di comunicazione,  identificando nella sostenibilità un driver positivo di ripartenza e crescita personale e professionale. La rubrica continuerà anche nel 2021, sotto forma di interviste realizzate ad esperti di settore e referenti aziendali, con l'obiettivo di scoprire e comprendere quali siano le esigenze attuali in tema di sostenibilità, come vengano soddisfatte, e come vengano rendicontate. Certi che un’esperienza condivisa possa favorire una ripartenza efficace ed efficiente. La rubrica realizzata su base settimanale, pubblicata nella giornata del giovedì, si basa sulla realizzazione di interviste condotte dalla redazione in modo autonomo o a fronte di specifiche richieste. Per informazioni scrivete a redazione@nonsoloambiente.it

Maria Grazia Persico

Da dove nasce la necessità della vostra azienda di intraprendere un percorso di sostenibilità economica, ambientale e sociale?
Più che una necessità, per Aboca la sostenibilità è una scelta fondante. Prima che mio padre nel 1978 fondasse l’azienda era un imprenditore di successo in un settore totalmente diverso, aveva una serie di concessionarie di veicoli e macchine da lavoro. Abbandonò quel settore non perché non fosse redditizio, ma perché era convinto, già allora, che fosse necessario ripensare il nostro rapporto con l’ambiente. Erano gli anni dei primi movimenti verdi, si diffondeva la consapevolezza che l’equilibrio tra l’uomo e la natura si stava incrinando, e decise di fondare Aboca, di studiare le piante medicinali e di lavorare per la salute dell’uomo.

Oggi in Aboca ci occupiamo di ricercare nella natura soluzioni efficaci e scientificamente validate, sviluppando dispositivi medici a base di sostanze vegetali e integratori Evidence Based, 100% naturali, nel rispetto dell’organismo e dell’ambiente. La sostenibilità permea il nostro lavoro ed è al centro di tutta la nostra filiera, che va dal seme al prodotto finito. Per questo Aboca dal 2018 è divenuta una Società Benefit, una nuova forma di impresa nata negli USA e adottata nel 2016 anche dall’ordinamento italiano (per primi in Europa). Si tratta di un’evoluzione del concetto stesso di azienda, poiché le Società Benefit integrano nel proprio oggetto sociale, oltre agli obiettivi di profitto, lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sulla biosfera. Aboca ha intrapreso questo percorso per sancire legalmente ciò che di fatto era già. Ci ha permesso di esplicitare una serie di finalità che erano tenute in considerazione nelle scelte quotidiane fin dalle origini.

Oltre a questo, Aboca nel 2019 ha ottenuto anche la certificazione BCorp, un’attestazione internazionale che riconosce che un’azienda operi secondo i più alti standard sociali e ambientali. L’azienda si è sottoposta al “BIA”, il Benefit Impact Assesment, un metodo di valutazione che serve a misurare in modo puntuale l’operato dell’impresa. Per essere certificati BCorp è necessario raggiungere gli 80 punti, Aboca ha ottenuto la certificazione con 116,7 punti, anche grazie all’impegno ambientale e a un modello agricolo rispettoso della biodiversità.

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L’adozione di questo percorso che effetti ha generato in termini di comunicazione interna ed esterna? Come misurate oggi i vostri risultati in termini di sostenibilità? Disponete di un sistema di reportistica interno? Vi affidate a consulenti esterni?
Il primo passo, fondamentale, è che questi valori siano condivisi internamente. Recentemente ho pubblicato un libro dal titolo L’impresa come sistema vivente in cui affermo che non dobbiamo vendere per creare valore, ma creare valore per vendere. E questo valore deve essere condiviso internamente, per prima cosa. L’attenzione alla sostenibilità non può essere un elemento accessorio, calato dall’alto. La spinta a operare per il bene comune deve attraversare tutta la nostra attività.

Come Società Benefit siamo tenuti a redigere annualmente una Relazione di Impatto: uno strumento fondamentale, che viene redatto dall’azienda e approvato congiuntamente al bilancio economico. È un atto di trasparenza, che rendiconta tutte le attività svolte e fissa gli obiettivi da raggiungere. Noi abbiamo scelto di confrontarci con i parametri del Benefit Impact Assesment, che permette di misurare in modo rigoroso le attività svolte. In generale, i bilanci di sostenibilità servono a trasmettere al pubblico l’impegno delle aziende per la costruzione del futuro, e avranno sempre maggiore importanza nella vita delle imprese. Per questo abbiamo creato un ufficio apposito per la gestione degli adempimenti legati alla definizione della Relazione di Impatto annuale e per affiancare i vari uffici all’interno di progetti già in atto o da implementare, con lo scopo principale di facilitare l’azienda senza stravolgerne la quotidianità.

Il passaggio a Società Benefit ci ha permesso di coinvolgere maggiormente i nostri collaboratori e avviare un percorso di consapevolezza anche verso l’esterno. Ad esempio, Consumerlab negli ultimi tre anni ha studiato ben 1.127 bilanci di sostenibilità, selezionandone 44 che sono entrati a far parte dell'lndex Future Respect secondo la valutazione di esperti del settore, manager, opinion leader e consumatori. Aboca è tra le aziende presenti nell’indice, e ha ottenuto una menzione speciale per la migliore Relazione d'impatto di Società Benefit”. Si tratta di un riconoscimento esterno, ma è anche il segno che questi valori sono sempre più diffusi. Aboca è impegnata anche in attività di comunicazione e divulgazione, attraverso eventi, mostre e spettacoli, oltre con l’attività di Aboca Museum e con le pubblicazioni della nostra casa editrice, Aboca Edizioni.

Con stretto riferimento al settore merceologico in cui opera l’azienda, la sostenibilità viene identificata come driver di crescita o competizione?
È evidente che non è più possibile pensare a un’economia che segue una crescita infinita in un sistema finito, in cui i soggetti sono in competizione tra loro per dominare il mercato. Il modello di Società Benefit, che combina la ricerca dell’utile economico al beneficio collettivo, assicura all’impresa maggiore resilienza nel lungo periodo. E questo tema è particolarmente attuale in situazioni di crisi come quella che stiamo vivendo. È dimostrato, e finalmente compreso anche dalla finanza, che un’azienda veramente sostenibile è anche più solida e redditizia. Anche perché un’azienda che opera in modo sostenibile stringe legami di fiducia forti, ed ha la capacità di resistere meglio ai periodi di crisi. Questo nuovo paradigma dovrà diventare sempre più centrale per le aziende, a maggior ragione per quelle che operano nel settore della salute, perché è evidente che tutti gli esseri viventi sono interconnessi. Sostenibilità significa salute, non possiamo pensare di curare l’uomo ignorando le malattie del pianeta.

In che misura l’aderire e l’adottare un protocollo di sostenibilità in questo periodo potrà permettere alle imprese di proiettarsi meglio verso la ripresa post Covid-19?
La strada della sostenibilità è la più giusta, quella che garantisce maggiore equità e quella, come detto, che è anche vincente in termini economici. È evidente che in questo momento anche Società Benefit particolarmente virtuose ma operanti in settori messi a dura prova hanno avuto delle difficoltà. Ma ciò non toglie che modelli di questo tipo abbiano nel proprio DNA la capacità di costruire relazioni di fiducia, sono quindi più pronte a reagire.
Sicuramente le persone riconoscono sempre più il valore di chi opera coerentemente determinate scelte, c’è una sensibilità crescente. Sarà compito delle istituzioni però proteggere le imprese che operano davvero a sostegno del bene comune, distinguendo dai frequenti casi di “greenwashing” di aziende che sfruttano il tema della sostenibilità come mera leva di marketing.

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Tags: CSR & imprese