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#SustainableTalks: Ilaria Lenzi di Gruppo Sanpellegrino

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Nei #SustainableTalks di oggi parleremo di impronta ecologica, riciclo della plastica e protocolli di sostenibilità con Ilaria Lenzi, CSV Brand Manager del Gruppo Sanpellegrino.

Da mesi Covid-19 domina le nostre giornate in termini di destabilizzazione e necessità di riprogrammazione oltre alla difficoltà nel prevedere quando si tornerà alla normalità e come. In momenti come questo dove la maggior parte dei messaggi combinano drammaticità e speranza al tempo stesso, come editori e redattori il nostro obiettivo è “buttare il cuore al di la dell’ostacolo” consapevoli che il futuro sarà caratterizzato da una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità nella sua accezione più ampia. Per questo motivo abbiamo integrato nel nostro piano editoriale delle interviste, #SustainableTalks - condotte ad esperti di settore e referenti aziendali - con l'obiettivo di scoprire e comprendere quali siano le esigenze attuali in tema di sostenibilità, come vengano soddisfatte e come vengano rendicontate, certi che un’esperienza condivisa possa favorire una ripartenza efficace ed efficiente.


Maria Grazia Persico

Da dove nasce la necessità per l’azienda in cui lavora di intraprendere un percorso di sostenibilità economica, ambientale e sociale?
La sostenibilità fa parte del DNA del Gruppo Sanpellegrino che da sempre gestisce risorse naturali. Per un’azienda che ‘coltiva’ acqua, è importante considerare l’impatto ambientale e sociale di ogni passaggio della catena del valore perché questo diventi una leva di creazione di valore per sé e per tutti gli interlocutori. Ciò è reso possibile da un lato puntando alla riduzione dell’impronta ecologica sui territori nei quali opera, e dall'altro aumentando progressivamente i benefici sociali su queste aree. Questo approccio di sostenibilità non è una scelta: è parte della nostra essenza con l’obiettivo di creare un valore condiviso che generi benefici tangibili sotto il profilo sociale, economico e ambientale, per le persone, il territorio e le comunità. All'interno del gruppo il marchio portavoce del rispetto e della salvaguardia della risorsa acqua e del territorio è Levissima, acqua minerale e simbolo di purezza incontaminata. Levissima nasce in un territorio come la Valtellina e porta ai consumatori la purezza e la qualità dell’acqua di montagna, imbottigliata alla fonte. Per questo Levissima ha una doppia responsabilità: nei confronti del territorio da cui ha origine, ma anche per tutta l’Italia dove si trovano i suoi consumatori, promuovendo attraverso il progetto Regeneration un percorso di riciclo della plastica delle bottiglia a beneficio del territorio locale e nazionale, in un’ottica di economia circolare.

L’adozione di questo percorso che effetti ha generato in termini di comunicazione interna ed esterna?
Il nostro percorso di sostenibilità è parte integrante di tutte le attività, anche dal punto di vista sociale ed economico. Non esiste attività o comunicazione che non abbia al centro la sostenibilità. In alcuni casi, come facciamo con Regeneration, l’obiettivo è diffondere la cultura del corretto riciclo e del riuso delle risorse naturali. Per raggiungere il maggior numero di persone, non solo i nostri consumatori, abbiamo scelto una strategia di comunicazione che prevede partnership ed eventi, in diversi luoghi del territorio italiano, per coinvolgere più cittadini possibili in questo percorso. Lo abbiamo fatto per esempio in occasione della Coppa del mondo di sci maschile a Bormio lo scorso inverno, invitando i cittadini a riciclare la plastica e a scoprire come questa possa diventare una risorsa: nuove bottiglie o addirittura un tessuto per giacche sportive. Più recentemente, abbiamo rinnovato la nostra partnership con la Milano Marathon che - quest’anno in formato digitale MarathOne - ha fatto correre tutta l’Italia. Il nostro impegno è stato quello di rigenerare 1 bottiglia per ogni km percorso dai partecipanti: oltre 47mila km corsi cioè un “monte-bottiglie” di oltre 47 mila bottiglie di plastica che saranno rigenerate e usate per un progetto reale. Al Comune italiano che ha corso di più in questa vera in questa vera e propria gara per la sostenibilità offriremo la riqualificazione di un bene pubblico, usando plastica riciclata e materiali sostenibili, seguendo il principio Ricicla, Rigenera, Riusa.

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Come misurate oggi i vostri risultati in termini di sostenibilità? Disponete di un sistema di reportistica interno? Vi affidate a consulenti esterni?
Dal 2017 abbiamo un report di sostenibilità con cui misuriamo i nostri risultati. Si tratta del Rapporto sulla Creazione di Valore Condiviso, che è consultabile pubblicamente da tutti, sul sito Corporate del Gruppo Sanpellegrino, nella sezione valore condiviso. Dal momento che una rendicontazione annuale non ci sembrava sufficiente per rappresentare attività e progressi, abbiamo anche aperto una pagina LinkedIn dedicata Gruppo Sanpellegrino - The Future We Share che aggiorniamo con tutte le nostre azioni. Non abbiamo agenzie esterne e l’analisi è portata avanti da un gruppo di lavoro multidisciplinare interno al Gruppo.

Con stretto riferimento al settore merceologico in cui opera l’azienda, la sostenibilità viene identificato come driver di crescita o competizione?
Per una categoria come la nostra, la sostenibilità è al centro della nostra strategia. Per questo siamo soci fondatori di Coripet, il consorzio volontario senza fini di lucro, riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, per la raccolta selettiva e il riciclo delle bottiglie in PET. Il Gruppo Sanpellegrino è tra i soci fondatori, ma non siamo da soli: ne fanno parte 19 aziende del settore tra cui imbottigliatori di acqua minerale, come noi e i nostri competitor, e riciclatori con l’obiettivo comune di contribuire attivamente alla raccolta differenziata.

In che misura l’aderire e l’adottare un protocollo di sostenibilità in questo periodo potrà permettere alle imprese di proiettarsi meglio verso la ripresa post Covid-19?
Avere un protocollo di sostenibilità ci ha permesso di essere vicini alle persone, che sono al centro della nostra azienda, fin dalle prime fasi e fino ad oggi. Con azioni di sostegno per i dipendenti, le comunità e gli operatori del settore, per aiutare ad affrontare la crisi e ricominciare anche con un nostro sostegno. Per tutti i propri dipendenti: l’azienda è stata pronta a rispondere alle esigenze e alla sicurezza di tutti i dipendenti, consentendo già dal 24 febbraio 2020 di lavorare dalle proprie case prima che questo diventasse un’indicazione a livello nazionale. L’azienda è stata pronta mentalmente, strutturalmente e digitalmente allo smart working e ad un modello lavorativo diverso che da oltre dieci anni accompagna le persone di Sanpellegrino nel proprio percorso di “smart living” e potrà continuare a farlo. Il Gruppo Sanpellegrino ha intrapreso una serie di iniziative di sostegno alle comunità in cui opera e che sono state maggiormente colpite dalla pandemia.

In una prima fase, il Gruppo ha stanziato 250.000 euro a favore dell’ATS di Bergamo, soprattutto per le attività sociosanitarie extra-ospedaliere sul territorio (strutture di accoglienza per la gestione dei pazienti usciti dalla terapia intensiva o di pazienti con altre patologie) nonché a supporto degli operatori sanitari che hanno svolto anche attività di assistenza domiciliare, nel bergamasco e in particolare nella Val Brembana. Sono state fornite 10.000 mascherine e altri dispositivi di protezione individuale al personale sanitario territoriale e domiciliare della zona. Infine, Sanpellegrino ha garantito la fornitura di acqua nella zona a chi ha affrontato l’emergenza, sia come paziente sia come personale sanitario o interessato all'assistenza. All'inizio dell’emergenza sanitaria, Levissima ha devoluto la propria presenza in tv incoraggiando i cittadini italiani a “restare a casa”, una prova faticosa come scalare una montagna, e il rilancio al sito del Ministero della Salute dove conoscere i comportamenti da adottare.

Nel mese di aprile il sostegno è proseguito sempre con Levissima, brand del Gruppo storicamente presente in Valtellina, che ha sospeso i propri investimenti pubblicitari in TV per donare all’ATS della Montagna e all’ASST Valtellina e Alto Lario un contributo - con il vincolo di investirlo in provincia di Sondrio - del valore di 200.000 euro. Data la crisi che ha colpito i consumi fuori casa, S. Pellegrino ha deciso di essere vicina agli operatori del settore, impegnandosi a supportare chef e ristoranti su scala globale. In Italia è nata la campagna #SupportResturants: una call to action per chi vuole partecipare a un movimento che ha lo scopo di ridare energia al settore della ristorazione profondamente provato dalla crisi. Con SupportResturants in Italia si è scelto di sostenere la fase di riapertura dei ristoranti mettendo a disposizione 1 milione di euro in prodotto omaggio per dare un segnale di solidarietà ai locali con cui il S. Pellegrino intrattiene un rapporto storico e che hanno contribuito a fare del brand un’autentica icona.

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Tags: CSR & Imprese Sostenibili