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#SustainableTalks: Antonio Buzzi di Federbeton

sustainabletalks antonio buzzi federbeton

Nei #SustainableTalks di oggi parleremo dell'industria del cemento e calcestruzzo, decarbonizzazione e di consumo del suolo con Antonio Buzzi, Vicepresidente Federbeton.

#Sustainabletalks è una rubrica che nasce dalla consapevolezza dell’editore e della redazione di come sia necessario metabolizzare i cambiamenti che l’emergenza sanitaria ha comportato in termini di comunicazione,  identificando nella sostenibilità un driver positivo di ripartenza e crescita personale e professionale. La rubrica continuerà anche nel 2021, sotto forma di interviste realizzate ad esperti di settore e referenti aziendali, con l'obiettivo di scoprire e comprendere quali siano le esigenze attuali in tema di sostenibilità, come vengano soddisfatte, e come vengano rendicontate. Certi che un’esperienza condivisa possa favorire una ripartenza efficace ed efficiente. La rubrica realizzata su base settimanale, pubblicata nella giornata del giovedì, si basa sulla realizzazione di interviste condotte dalla redazione in modo autonomo o a fronte di specifiche richieste. Per informazioni scrivete a redazione@nonsoloambiente.it

Maria Grazia Persico

Quanto è importante per la filiera del cemento e del calcestruzzo intraprendere e portare avanti un percorso di sostenibilità? In cosa consiste?
Il cemento e il calcestruzzo rivestono da sempre il ruolo di attori protagonisti nel mondo delle costruzioni, per questo motivo il loro impiego nella realizzazione di edifici e infrastrutture durature e sostenibili è indispensabile. Il calcestruzzo moderno, in continua evoluzione, risponde dunque alle esigenze di sostenibilità delle scelte architettoniche e ingegneristiche più innovative. Federbeton, consapevole dell’importanza del Green New Deal per il futuro dell’economia europea, è impegnata in prima linea nel proporre prodotti e soluzioni in grado di soddisfare elevati livelli di sicurezza e di crescente compatibilità ambientale e sociale, con evidenti ritorni per la collettività.

Per avere una stima delle risorse impiegate dalla filiera nell’implementazione di processi virtuosi, basti pensare che nel solo triennio 2017-2019 sono stati investiti oltre 110 milioni di euro nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni per minimizzare gli impatti dei processi produttivi e ottimizzare il contributo dei materiali alla sostenibilità delle opere. Impegno che si è tradotto in 311.615 tonnellate di emissioni di CO₂ evitate, con un miglioramento del 11,9% del dato rispetto al 2018, grazie alla biomassa presente nei combustibili di recupero impiegati nella produzione del cemento destinato alla fabbricazione del calcestruzzo.

 

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Ogni quanto viene presentato il rapporto di sostenibilità? Quale la metodologia messa in campo per misurare i risultati in termini di sostenibilità?
Quello presentato è il primo Rapporto di Sostenibilità di Federbeton, nato con l'obiettivo di fotografare e mostrare agli stakeholder le caratteristiche di sostenibilità del settore, fornendo gli elementi per una valutazione oggettiva delle performance e una presa di coscienza delle reali opportunità che esso offre, come partner irrinunciabile per uno sviluppo sostenibile. La fotografia che se ne ricava riflette la strategia di sostenibilità comune a tutta la filiera, con riferimento ai progetti intrapresi e ai risultati conseguiti, mettendo in luce le informazioni relative agli indicatori scelti.

Federbeton ha mappato e identificato i propri stakeholder, individuando le macro-aree e i relativi indicatori che riflettono gli impatti più significativi del settore nell’ambito della sostenibilità economica, ambientale e sociale. Relativamente al cemento, i dati riportati nel Rapporto di Sostenibilità sono rendicontati in modo tale da poter essere comparati con le performance pregresse, presentate nei passati Rapporti di Sostenibilità di Aitec (Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento aderente a Federbeton). Il Rapporto include anche esempi di buone pratiche realizzate dalle aziende del settore, a dimostrazione del costante impegno della filiera verso l’eccellenza.

Avete parlato di ostacoli alla svolta green del settore. Quali sono? La filiera sta attualmente esprimendo appieno le proprie potenzialità in termini di sostenibilità?
La filiera del cemento e del calcestruzzo sta mettendo in campo uno sforzo senza precedenti in termini di progettualità, investimenti, energie e professionalità. A fronte dell‘impegno testimoniato dal Rapporto di Sostenibilità, la filiera si scontra col permanere di ostacoli normativi, burocratici, nonché culturali che allontanano l'industria italiana dal panorama e dagli obiettivi europei rendendo più difficile la strada verso la decarbonizzazione. In questo senso Federbeton, a sostegno di pratiche operative costantemente volte all’Economia Circolare, pone l'accento su due ambiti in particolare: l’utilizzo di combustibili di recupero contenenti biomassa in sostituzione delle fonti fossili, come il CSS (Combustibile Solido Secondario), e l'impiego dei rifiuti da costruzione e demolizione come aggregati per la produzione di calcestruzzo strutturale.

Il primo è uno dei principali strumenti a disposizione dell’industria del cemento per procedere in tempi brevi verso gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dalla UE, contribuendo al contempo alla chiusura del ciclo dei rifiuti. L'industria italiana del cemento, pur avendo una potenzialità pari almeno al 50% come tasso di sostituzione calorica dei combustibili fossili con quelli di recupero, ha raggiunto nel 2019 un livello del 20,3%, a fronte di una media europea del 47%. Per quanto riguarda il secondo aspetto, si potrebbe ottenere un risparmio di aggregati naturali di oltre 15 milioni di tonnellate destinati alla produzione di calcestruzzo.

Vale a dire un mancato conferimento in discarica di materiali di scarto del settore delle costruzioni e demolizioni, pari a circa il 10% del quantitativo totale di rifiuti speciali prodotti in Italia ogni anno. Affinché le potenzialità del comparto possano tradursi in reale opportunità, è necessario dunque sbloccare, a livello autorizzativo e burocratico, la transizione verso un maggior grado di sostenibilità. Per quanto riguarda, invece, gli ostacoli di tipo culturale, è necessario promuovere la conoscenza e la consapevolezza tra i cittadini circa l’importanza e la sicurezza di queste pratiche.

Cementificazione è spesso usato come sinonimo di eccessivo consumo di suolo. È sempre così? Qual è l’impegno della filiera nel discostarsi da questa accezione negativa?
L’errata associazione tra cemento e discutibili modalità costruttive non rende giustizia né ai materiali né alle pratiche virtuose dell’intera filiera: il cemento e il calcestruzzo sono protagonisti nel mondo dell’edilizia, sinonimi di efficienza, sicurezza e durabilità, risorsa indispensabile per la vita quotidiana. Il comparto investe in ricerca e sviluppo per proporre soluzioni innovative, che si oppongono alla cementificazione così come correntemente intesa, nonché in grado di garantire al Paese infrastrutture sicure e durature nel rispetto dell’ambiente. Tra queste vale la pena ricordare calcestruzzi virtuosi quali quello drenante, capace di replicare le modalità con le quali l'acqua filtra naturalmente nel suolo consentendo il flusso delle acque e assicurando maggiore resilienza rispetto a inondazioni o altri eventi metereologici impattanti.

O ancora il calcestruzzo fotoluminescente, che permette di assorbire l'energia solare e restituirla come fonte luminosa di notte, garantendo energia pulita, rinnovabile e sicura; quello fotocatalitico, che accelerando i processi naturali di ossidazione, favorisce una più rapida decomposizione degli inquinanti, o ancora i calcestruzzi ultra performanti (UHPC), scelti per le eccezionali prestazioni che consentono di ridurre le quantità di materia prima impiegata restituendo al contempo prestazioni superiori.  È dunque facile notare come la disinformazione non aiuti a creare una cultura condivisa e costruttiva sui temi della sostenibilità, inquinando le acque di un dibattito che ha bisogno di essere laico, informato e trasparente. Calcestruzzo e cemento sono materiali in grado di contribuire all'abbattimento delle emissioni di CO2, adatti all'economia circolare in quanto totalmente riciclabili e disponibili per destinazioni ancora pressoché sconosciute in Italia.

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Tags: CSR & imprese