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#SustainableTalks: 3Bee

sustainabletalk 3bee

Nei #SustainableTalks di oggi parleremo di biodiversità, tecnologia e impollinazione (urbana) con Niccolò Calandri, CEO di 3Bee.

#SustainableTalks è una rubrica che nasce dalla consapevolezza dell’editore e della redazione di come sia necessario metabolizzare i cambiamenti che l’emergenza sanitaria ha comportato in termini di comunicazione,  identificando nella sostenibilità un driver positivo di ripartenza e crescita personale e professionale. La rubrica continuerà anche nel 2021, sotto forma di interviste realizzate ad esperti di settore e referenti aziendali, con l'obiettivo di scoprire e comprendere quali siano le esigenze attuali in tema di sostenibilità, come vengano soddisfatte, e come vengano rendicontate. Certi che un’esperienza condivisa possa favorire una ripartenza efficace ed efficiente. La rubrica realizzata su base settimanale, pubblicata nella giornata del giovedì, si basa sulla realizzazione di interviste condotte dalla redazione in modo autonomo o a fronte di specifiche richieste. Per informazioni scrivete a redazione@nonsoloambiente.it

Maria Grazia Persico

Da dove nasce la necessità della vostra azienda di intraprendere un percorso di sostenibilità economica, ambientale e sociale?

3Bee nasce dall’idea “di portare vero valore” dei due fondatori – inizialmente 3, da cui deriva il nome – Riccardo e Niccolò, entrambi eccezionali Phd “strappati” per scelta alla ricerca in prestigiosi istituti internazionali. Nel 2017 infatti ritrovandosi in provincia di Como, hanno elaborato una soluzione per le api che potesse migliorare il lavoro del allora già apicoltore Riccardo. Come da mantra 3Bee “dall’unione di elettronica e biologia per passare da un approccio basato sulla chimica a uno fondato sui dati”.

L’adozione di questo percorso che effetti ha generato in termini di comunicazione interna ed esterna?

I ricavi nel primo quadrimestre del 2021 sono cresciuti del 260% rispetto allo stesso periodo del 2020. Nell’ultimo anno 43000 persone hanno partecipato al progetto "adotta un alveare", consentendo di proteggere 86 milioni di api, le quali hanno impollinato circa 900 miliardi di fiori. Il progetto ha coinvolto 123 aziende apistiche in Italia a cui abbiamo portato un surplus economico di quasi 1 milione di euro. Il progetto Pollinate the Planet ha coinvolto 50 aziende che hanno adottato 200 alveari. 

Nell’ultimo anno abbiamo spedito i dispositivi a clienti in 15 stati europei: Portogallo, Spagna, Francia, Lussemburgo, Svizzera, Austria, Germania, Repubblica Ceca, Croazia, Serbia, Albania, Grecia, Romania, Cipro e Slovacchia. Adesso siamo arrivati a 3000 dispositivi tra circa 1300 apicoltori in 23 stati e 4 continenti. Team: Il team è cresciuto in un anno da 13 persone a 18 persone. Abbiamo inoltre 5 posizioni aperte per nuove figure che entreranno entro settembre.

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Come misurate oggi i vostri risultati in termini di sostenibilità? Disponete di un sistema di reportistica interno? Vi affidate a consulenti esterni?

Abbiamo un sistema di KPI interno che abbiamo standardizzato fin dall’inizio, che si basa sul numero di api protette e monitorate dai nostri sistemi. L’obiettivo è di aumentare questa valutazione di performance esponenzialmente di anno in anno. Inoltre stiamo valutando un percorso di certificazione B-Corp anche per tutti gli altri parametri di sostenibilità aziendali. Tuttavia essendo 3Bee un’azienda totalmente digital, che non sfrutta stakeholder di produzione massiva, abbiamo un impatto ambientale e sociale relativamente basso.

Con stretto riferimento al settore merceologico in cui opera l’azienda, la sostenibilità viene identificata come driver di crescita o competizione?

Entrambi questi due driver sono alla base delle collaborazioni che 3Bee porta avanti con le aziende.

In che misura l’aderire e l’adottare un protocollo di sostenibilità in questo periodo potrà permettere alle imprese di proiettarsi meglio verso la ripresa post Covid-19?

Come non mai nel passato, la sensibilità verso i temi di impatto ambientale e sociale è fortissima da parte del cliente. Un’azienda che non si adegua a questi standard è costretta a fallire a prescindere dalle restrizioni imposte da Covid-19. L'impegno dovrà essere costante, trasparente e quantitativamente misurabile. Questo permetterà di posizionarsi nel nuovo mercato che sta nascendo dell'impatto.

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Tags: CSR & imprese