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Smart city: così rinascono le città del Sud

smartdays 2015 - nonsoloambiente

Nonostante i dati parzialmente negativi  del rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno e dell'ICity Rate 2015, il Sud Italia ha iniziato a investire sulla definizione delle best practice da adottare per diventare città più intelligenti, più vicine ai cittadini, più inclusive e più vivibili.

L'Europa intera sta affrontando una crisi economica, politica ed ambientale difficile da decifrare e ancor più da risolvere. Quel che è certo, però è che il tema dell'innovazione tecnologica e delle sue declinazioni applicati alle città è un tema che sta a cuore a molti, soprattutto in Italia. Quanto più a livello mondiale si esprime la volontà che le città diventino laboratorio urbano permanente di innovazione, tanto più in Italia si è fatta strada l'importanza dell'adozione di una strategia di "smartness".

Qui nel Bel Paese, dove la crisi ha generato il pieno disgusto per gli sprechi e per la corruzione e ha alzato il livello di attenzione dei cittadini con il conseguente aumento della domanda di trasparenza, lottando contro uno scetticismo di base legato alla secolare dicotomia Nord-Sud, si è fatta sempre più forte l'idea che una migliore gestione delle città possa consentire una rivitalizzazione delle comunità e la creazione di nuovo valore sia economico che sociale.

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Paradossalmente sembra che siano proprio le città del Mezzogiorno quelle nelle quali vedremo presto la realizzazione di un nuovo modo di vivere. Su tutte le città, infatti, soprattutto quelle del Sud Italia stanno investendo molto sulla raccolta e la definizione delle migliori pratiche per il loro rilancio e per diventare città più intelligenti, più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive e più vivibili.

Nonostante i dati presentati dal rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno e l'ICity Rate 2015, l'indagine annuale realizzata da Forum PA insieme all'associazione Openpolis sulle Smart Cities, presentino una realtà, quella del meridione italiano, complessivamente in ritardo sui temi legati all'innovazione, il Sud si sta muovendo, seppure con difficoltà e con un dinamismo circoscritto a poche città.

Un segnale di risposta attiva arriva da Cosenza, cornice della due giorni "Smartdays2015 Agenda Urbana, Smart City e opportunità per il Mezzogiorno", che ha visto la partecipazione di Ifel/Anci, della città metropolitana di Bari e di Reggio Calabria e dei partner del progetto Resnovae e dove si è fatto il punto sulle priorità del Sud ma anche sulle opportunità da cogliere e quelle mancate in vista dell'avvio del nuovo ciclo di programmazione nazionale e regionale delle istituzioni.

Evitare la stagnazione è possibile, ma non basta un ministro del Sud, o un supercommissario del Sud, serve, semmai, una intera comunità creativa che partecipa e muove verso una profonda ristrutturazione del tessuto sociale e produttivo. Agire nelle aree della salvaguardia ambientale, della riqualificazione delle aree urbane e della logistica, della produzione mediterranea, l'efficienza energetica e del rafforzamento del tessuto sociale e della collaborazione è fondamentale per costruire per il prossimo futuro una crescita più strutturale, limitando il gap con il Nord del Paese, perché smart city significa soprattutto smart community.

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Tags: Studi e ricerche