Da consumatore a consumaTTore per una filiera virtuosa e sostenibile

 
 
EDITORIALE di Maria Grazia Persico
 
Di rientro da un iniziativa promossa da SOS LOG realizzata in occasione di Green Logistics Expo condividiamo qualche utile spunto di riflessione e confronto.

Oggetto della tavola rotonda era il confronto sul tema logistica sostenibile con annesso punto di caduta su quanto il mercato sia capace e pronto a capire l’importanza del cosiddetto “ultimo miglio”.

Se guardiamo alla catena del valore generata dai processi che portano un prodotto dal luogo di produzione al punto di distribuzione, siamo consci di quanto il trasporto costituisca un costo ma non riusciamo a capire quanto il fatto che questo trasporto sia più o meno sostenibile possa costituire un plus o un minus nella vendita del bene.
 
Le motivazioni derivano sostanzialmente da due fattori dicotomici relativi ai rapporti esistenti tra impresa e consumatore:
  • mancata condivisione Valoriale
  • percezione e conoscenza diversa del tema sostenibilità
In relazione alla condivisione, l'impresa troppo spesso lascia agli aspetti oggettivi connessi al prodotto il compito di convincere il consumatore ad acquistare questo o quel prodotto senza soffermarsi adeguatamente sul fatto che l'esternalità non può sostituire in toto la mancanza di una visione aziendale gerarchicamente superiore nel meccanismo d'influenza.
 
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Riguardo al percepito, laddove vi sia una condivisione di significato sul termine sostenibilità ambientale, sociale ed economica, solo l'utilizzo di adeguati strumenti di comunicazione può agevolare la presa di coscienza e la conseguente consapevolezza che l’acquisto di un prodotto sostenibile è tale se l’intera catena del valore rispetta regole e vincoli propri della sostenibilità.
 
A parziale giustificazione degli assunti di cui sopra, l’indagine condotta da noi di Nonsoloambiente nel corso del 2017 (grazie alla ricerca condotta da EMG Acqua su una popolazione di 2000 elettori) ravvisa nel termine sostenibile:
  • rispetto/attenzione all’ambiente e meno inquinamento (33,7% del campione);
  • tema che andrebbe inserito nelle agende del Governo (7,29% del campione con una punta del 69,4% in coloro che ritengono l’aspetto rilevante e determinante);
  • elemento differenziale che avrà sempre più peso (57% del campione), i cui costi andranno suddivisi in egual misura tra tutti gli attori (Stato - aziende - consumatori - 45,5% del campione)

Lato consumatore

Oggi solo il 5,96% sceglie un prodotto anche in base alla sua “sostenibilità”, con un picco del 54,5% nella fascia che gli attribuisce un punteggio compreso tra 6 e 10, mentre i prodotti su cui si presta più attenzione sono - in sequenza - i prodotti alimentari, i prodotti per la casa, i beni durevoli. Base 100, rispetto a qualità, prezzo e marca, la sostenibilità incide nelle decisioni di acquisto per il 10,2%. Il fatto che vi sia ancora molto da fare soprattutto in termini di comunicazione e veicolazione di messaggi coerenti e corretti, lo attesta il 38,3% del campione intervistato che si dice disponibile a riconoscere un prezzo superiore a un prodotto dichiarato sostenibile.

Lato azienda

Non vi è dubbio che oggi la sostenibilità costituisca una leva di comunicazione e di marketing con la conseguenze che aziende realmente sostenibili siano di difficile identificazione. Solo il 3% del campione indagato riconosce alcune aziende italiane come aziende sostenibili (in ordine decrescente:  Barilla, Ferrero, Enel, etc).
 
 
In conclusione, non resta che affermare che la strada è lunga, qualche pioniere l’ha percorsa in toto… qualcuno ha lasciato lungo la strada, qualcun altro arranca. Suggerimento di chi scrive è che dovrebbero coesistere due azioni: un’adeguata disseminazione e sensibilizzazione condotta dalle imprese e dagli organi di informazione, combinata ad una presa di coscienza in ambito governativo e finanziario con annessa attenzione e merito riconosciuto a coloro - imprese pubbliche e private - che attestino di scegliere e intraprendere percorsi reali di sostenibilità sociale, economica e ambientale.
 
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Tags: Filiera sostenibile