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Citizen Data per città più smart: intervista a Gianni Dominici, Direttore FORUM PA

Gianni Dominici forum pa - nonsoloambiente

A pochi giorni dall'apertura di Smart City Exhibition 2015 abbiamo cercato di capire come la data revolution sta cambiando le nostre città, la nostra vita di cittadini e il nostro rapporto con la Pubblica Amministrazione.

Mercoledì 14 ottobre si aprirà ufficialmente Smart City Exhibition, manifestazione europea sulle tematiche dell’innovazione nelle città e nelle comunità intelligenti. Quest'anno il focus dell'evento è dedicato interamente al tema dei dati, con un titolo significativo: Citizen Data Festival. Per scoprire come queste informazioni possono servire per governare meglio i territori, abbiamo intervistato Gianni Dominici, Direttore di FORUM PA, l’azienda che da quattro anni organizza la manifestazione assieme a BolognaFiere.

L'edizione 2015 di Smart City Exhibition dedica il proprio focus al tema Citizen Data: perché questo argomento è oggi così importante?

"Oggi viviamo in un mondo complesso e denso di dati, ma grazie al digitale abbiamo per la prima volta a disposizione degli strumenti che ci consentono di analizzare in maniera oggettiva la realtà che ci circonda. I dati possono diventare informazione e anche conoscenza per i cittadini e le PA, ma devono essere affidabili, aggiornati, ben organizzati e possibilmente condivisi. Abbiamo deciso di mettere i dati al centro di SCE2015 perché siamo conviti che essi rappresentino oggi uno degli argomenti più interessanti in tema di smart city. Di questo tema si discuterà a partire dal convegno di apertura Data Driven Decision. Conoscere, decidere e governare nella città dei dati, che aiuterà a capire come chi governa può utilizzare la conoscenza di quello che avviene nel territorio per prendere decisioni efficienti e trasparenti."

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Quali effetti concreti può avere sulla vita dei cittadini un'analisi puntuale dei dati da parte delle PA?

Parlare di dati nella Pubblica Amministrazione significa parlare di trasparenza, politiche consapevoli, servizi efficienti e nuove opportunità di business. La maggiore apertura e trasparenza della PA fornisce ai cittadini una serie di informazioni oggettive su come viene amministrata una città, sulla qualità della vita che offre, su quanti e quali servizi mette a disposizione in cambio delle tasse pagate. Dal punto di vista di chi amministra, l'analisi della grande mole di informazioni di cui disponiamo oggi può servire per migliorare i servizi e la vita di cittadini e imprese. I dati, insomma, sono la vera ricchezza a disposizione di governi, territori, imprese, associazioni di cittadini attivi. Quello che ancora manca e su cui bisogna lavorare è la consapevolezza su cosa si può davvero fare con i dati e le competenze per gestirli al meglio. Per questo è necessario un forte cambiamento culturale, sia a livello amministrativo sia politico.

La Sentiment Analysis è sicuramente uno dei temi più interessanti del momento. Ci sono già in Italia dei casi virtuosi legati a questo innovativo sistema di analisi dei dati?

La Sentiment Analysis è una nuova metodologia di analisi dei dati che scaturiscono dalle interazioni sui Social Media e dai trend di Google. Andando a studiare quello di cui le persone parlano quotidianamente sui propri profili social si può avere una specie di fotografia della città. In questo modo, emergono trend di discussione legati a condizioni meteo, malattie, problemi legati ai trasporti ma anche più in generale sentimenti positivi e negativi legati alla città. Una mole incredibile di informazioni utili per la PA, per le utility pubbliche o per gli operatori turistici, che possono essere elaborate e utilizzate per realizzare modelli predittivi o per capire i gusti e le opinioni del pubblico. In Italia sono stati già realizzati alcuni progetti legati alla Sentiment Analysis. Ad esempio, a Roma ATAC ha realizzato un'analisi dei tweet dei romani legati al servizio di mobilità pubblica. Il Comune di Torino ha invece raccolto i dati sui consumi energetici provenienti da varie realtà municipali, ottenendo una specie di mappa della città dove viene visualizzato l'utilizzo di energia in tempo reale. Esempi simili, ma legati invece alla dimensione turistica, sono stati realizzati anche a Venezia e Firenze.

Anche le app sono diventate uno strumento sempre più utile per la Pubblica Amministrazione.

Navigare con smartphone e tablet è un'abitudine sempre più diffusa: in Italia oltre 60% degli accessi alla rete avviene da mobile. Un segnale che anche la Pubblica Amministrazione deve saper cogliere. Navigando da mobile o utilizzando app specifiche i cittadini possono accedere ad una serie di servizi, in qualsiasi posto e in qualsiasi momento. Allo stesso tempo, diventano anche produttori di dati utili a chi si occupa della cosa pubblica. Questo avviene principalmente secondo due modalità: da una parte abbiamo il crowdsensing, una modalità di raccolta condivisa di dati effettuata utilizzando i sensori presenti su dispositivi comuni, come appunto gli smartphone. Raccogliendo e condividendo dati attraverso il proprio telefono i cittadini diventano produttori di informazioni e possono aiutare la PA a misurare fenomeni di interesse comune, come ad esempio la densità di reti WiFi o il livello di inquinamento acustico. Quando i dati vengono prodotti in maniera consapevole si parla invece di crowdsourcing. Un esempio di questo tipo sono le app che consentono ai cittadini di segnalare agli amministratori i problemi della città, attraverso funzionalità quali la geolocalizzazione e l'invio di foto e altri materiali multimediali. Un tema di cui si parlerà anche in occasione della premiazione di App4Cities, la call lanciata da ForumpaChallenge e Polihub, l'incubatore del Politecnico di Milano, per dare visibilità alle migliori soluzioni innovative realizzate per migliorare la qualità della vita in città e nei territori.

Oltre al tema della gestione complessa dei dati, quali altri trend stanno emergendo per quanto riguarda il futuro delle Smart City?

Uno dei temi dominanti degli ultimi anni è sicuramente quello della sharing economy, che sta trasformando radicalmente gli stili di vita dei cittadini. Esperienze di condivisione legati alla mobilità, all'abitazione, agli spazi di lavoro o anche alle conoscenze che testimoniano un cambiamento culturale che va oltre il semplice risparmio economico. Poi ci sono anche i vantaggi collettivi da considerare, come ad esempio quelli legati all'impatto ambientale, in particolare per quanto riguarda il settore dei trasporti. In questo ambito specifico, sicuramente Milano è la città che in Italia ha realizzato le iniziative più interessanti negli ultimi anni, dalla gestione del bike sharing pubblico al car pooling alle auto elettriche. È interessante notare anche come alcuni dei problemi legati alla gestione dei territori non siano più un monopolio pubblico, come dimostrano ad esempio i numerosi soggetti privati attivi nel settore del car sharing.
Un altro trend emergente è quello del crowdfunding civico, che consente di finanziare opere pubbliche o altri interventi a vantaggio della collettività. Non una semplice supplenza a favore della PA in carenza di risorse, ma un tassello nel più ampio processo empowerment dei cittadini. Il crowdfunding civico aiuta la Pubblica Amministrazione a migliorare la trasparenza e l'interazione con i cittadini, attraverso un processo costante di rendicontazione delle attività svolte. Un'altra opportunità creata dal web, alla base della quale però c'è una nuova forma di partecipazione consapevole e attiva da parte dei cittadini.

Dal 14 al 16 ottobre a Bologna andrà in scena la quarta edizione di Smart City Exhibition. Quali sono le vostre aspettative e quali sono le maggiori novità in programma?

Le aspettative sono sicuramente positive: saranno presenti come relatori tantissimi rappresentanti delle amministrazioni locali. Non solamente tecnici, ma anche esponenti politici con potere decisionale e di pianificazione. Questo significa che le tematiche affrontate nel corso degli anni da Smart City Exhibition stanno diventando sempre più diffuse, nelle grandi città come nei piccoli centri. La classe dirigente italiana dimostra di essere sempre più sensibile al tema dell'innovazione applicata all'amministrazione pubblica, che - oltre a portare numerosi vantaggi per i cittadini - consente spesso un notevole risparmio. Un tema molto caldo, come dimostra anche la decisione di organizzare proprio a SCE2015 il primo incontro nazionale degli Assessori all'Innovazione, promosso da FORUM PA e Osservatorio Nazionale Smart City di ANCI e in programma mercoledì' 14 ottobre.

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Tags: Studi e ricerche