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Rhino bond, il bond rinoceronte per tutelare la specie a rischio di estinzione

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Per contribuire a salvaguardare dall'estinzione il rinoceronte nero, interviene la finanza con un nuovo strumento: il rhino bond, o bond rinoceronte.

Come può la finanza mondiale contribuire alla salvaguardia di una specie in via di estinzione? Lo si comprenderà presto dato che, a partire dal primo trimestre del prossimo anno, negli uffici di Wall Street farà il suo debutto il rhino impact bond, o bond rinoceronte.

Nato dalla collaborazione tra la Zoological Society of London e la Conservation Capital, il progetto prevede prestiti obbligazionari da 50 milioni di dollari focalizzati a proteggere 700 rinoceronti neri in cinque aree tra il Kenya e il Sudafrica. Si tratta di un’obbligazione con scadenza a cinque anni e l'intero ammontare raccolto verrà utilizzato per l'operazione di tutela.

Chi investirà nel bond avrà la certezza di riavere indietro il suo capitale iniziale, ma riceverà un rendimento soltanto se, allo scadere del quinquennio, la popolazione di rinoceronti neri sarà aumentata almeno del 10%.

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Il rhino impact bond è il primo strumento finanziario al mondo per la conservazione della fauna selvatica. Trasferisce il rischio del finanziamento dai donatori agli investitori, collegando i risultati dell’opera di salvaguardia degli animali al rendimento finanziario”, si legge inoltre nella nota diffusa da Conservation Capital. “Alla fine del periodo di cinque anni, un valutatore indipendente verificherà se l’obiettivo del bond rinoceronte è stato raggiunto. Il risultato conseguito determinerà il ritorno per gli investitori”.

L’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), che ha inserito il rinoceronte nero nella lista delle specie minacciate, riporta come tale specie fino alla metà del ventesimo secolo contasse addirittura 850mila esemplari. Poi, tra gli anni Sessanta e la metà degli anni Novanta, il bracconaggio -dovuto perlopiù alla ricercatezza del corno e al suo utilizzo nella medicina orientale- ha dilagato senza freni. Risultato: nel 1995 erano sopravvissuti soltanto 2410 rinoceronti neri in tutto il continente.

Fortunatamente, da allora la situazione è faticosamente migliorata, e il censimento del 2010 ha fatto registrare 4.880 esemplari. Il bond rinoceronte intende sopperire alla mancanza di fondi che spesso lamentano le associazioni ambientaliste internazionali, in larga parte fautrici del miglioramento.

"Consideriamo questo come un cambiamento nel modello di finanziamento della conservazione", ha dichiarato Oliver Withers, responsabile della finanza per la conservazione e dell'impresa presso la Zoological Society di Londra. Chissà che non sia la prima di una lunga serie di operazioni finanziarie volte alla salvaguardia della biodiversità animale?

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Tags: Biodiversità