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REcube, recupero e rigenerazione per l'edilizia in cemento armato

REcube, recupero e rigenerazione per ledilizia in cemento armato

REcube, programma universitario finanziato dal programma ERASMUS+, nasce con lo scopo di recuperare e rigenerare in chiave sostenibile il patrimonio edilizio europeo in cemento armato.

REcube: REthink, REvive, REuse. In una parola, REcube, progetto finanziato dal programma ERASMUS+ e linea KA220 (partenariati di cooperazione europei per l’innovazione), che intende favorire e trasmettere conoscenze per una rigenerazione sostenibile del patrimonio europeo in cemento armato. Un modo innovativo di pensare all'architettura del nostro recente passato, investendola del ruolo di preziosa risorsa, da recuperare e valorizzare in termini di sostenibilità.

Il programma formativo

Iniziato il primo dicembre 2021, il progetto REcube è rivolto agli studenti di laurea magistrale e di master dei corsi di studio in ingegneria e architettura delle università partner. Si tratta di un corso intensivo virtuale su tematiche scientifiche innovative, seguito da un’esperienza progettuale in presenza, nell’ambito della quale si affronteranno la riqualificazione e il recupero architettonico-strutturale di opere realizzate da Pier Luigi Nervi, maestro del calcestruzzo armato. Nel corso dei tre anni di durata del progetto, i trentatré studenti selezionati annualmente riceveranno una formazione che prevede lo svolgimento di un MOOC (Massive Online Open Course) espressamente realizzato per REcube, propedeutico alla partecipazione a due workshop annuali.

I partner

Il programma è stato concepito e realizzato da un composito partenariato europeo universitario, di cui il capofila è il Politecnico di Milano con il Laboratorio Nervi del Polo Territoriale di Lecco. Arricchiscono, inoltre, le fila del progetto: Budapest University of Technology and Economics (Ungheria), Delft University of Technology (Paesi Bassi), Hafencity Universität Hamburg (Germania), Middle East Technical University (Turchia), Politecnico di Torino (Italia), Universidad Politécnica de Madrid (Spagna), Università degli Studi di Napoli Federico II (Italia), Université Libre de Bruxelles (Belgio), University of Minho (Portogallo) e Università di Roma La Sapienza (Italia). REcube vede anche la partecipazione della Fondazione Pier Luigi Nervi Project di Bruxelles, da oltre dieci anni impegnata nello studio e nella divulgazione dell’opera del grande progettista e costruttore italiano, e di ICOMOS Italia, il chapter italiano dell’associazione advisor dell’UNESCO che mira a promuovere la conservazione, la protezione, l’uso e la valorizzazione di monumenti, complessi costruiti e siti.

Competenza e condivisione delle risorse

I materiali realizzati nel corso dei tre anni saranno resi pubblici e disponibili online su una piattaforma open sourceSeguendo la stessa logica, la metodologia proposta agli studenti sarà codificata nelle “Linee Guida REcube”, pubblicate alla conclusione del progetto.

Vision e mission

Strutture e edifici in calcestruzzo armato hanno plasmato la modernità europea, dando vita ad una cultura architettonica condivisa che ha segnato il nostro continente con uno linguaggio costruttivo comune” si legge sul sito della Fondazione Pier Luigi Nervi ProjectCodificare e diffondere buone pratiche unificate per proteggere in modo sostenibile questo patrimonio è un modo per rafforzare la nostra identità europea, aprendo al contempo nuove possibilità creative per giovani progettisti, costruttori e urbanisti”. In questo senso, il programma formativo di REcube mira a creare e implementare una nuova mentalità nell'ambito dell'edilizia sostenibile contemporanea. Da un lato, valorizzando un prezioso bene comune fatto di immobili materiali e competenze acquisite, dall'altro favorendo l'impiego di nuove tecnologie e conoscenze allo scopo di riutilizzare le risorse esistenti in modo corretto e sostenibile. Un tema di estrema attualità” continua la nota, “visto che per molti paesi europei, entro il 2050 l’80% dell’architettura sarà costituito da patrimonio edilizio preesistente, di cui il 97% dovrà essere ristrutturato ed eventualmente riqualificato.

Tags: Edilizia, Sostenibilità