<img height="1" width="1" style="display:none;" alt="" src="https://dc.ads.linkedin.com/collect/?pid=688850&amp;fmt=gif">

La fotografia dell’Italia secondo i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

sdg_goals_a_01 

Dopo la Conferenza di Rio+20 del 2012 per la green economy, l’interesse delle politiche internazionali è volto all’Agenda 2030, un documento di 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile da realizzare entro i prossimi 10 anni.

"Trasformare il mondo" è il progetto ambizioso di Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: una serie di obiettivi da realizzare entro il 2030 grazie alla cooperazione e l'impegno a livello globale di tutti gli Stati. Il documento è stato adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in occasione del Summit sullo Sviluppo Sostenibile del 2015. Si tratta di 17 Obiettivi (SDGs - Sustainable Development Goals), fissati al 2030 per contrastare la povertà, proteggere il pianeta e assicurare prosperità. I 17 Goal si articolano in 169 sotto-obiettivi che fanno riferimento agli ambiti sociale, economico e istituzionale. Nel 2017, la Commissione Statistica delle Nazioni Unite ha adottato una lista di oltre 200 indicatori utili per il monitoraggio dei progressi ottenuti dai paesi nel perseguimento dell’Agenda.

La situazione in Italia

La fotografia dell’Italia al 2017 ritrae una popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale per il 28,9%, in diminuzione rispetto al 2016 (Rapporto SDGs dell’Istat).

In agricoltura continua ad aumentare la superficie investita in coltivazioni biologiche e diminuisce l’impiego dei fitofarmaci, ma aumentano anche le emissioni di ammoniaca e non diminuisce l’impiego dei fertilizzanti.

Quanto alla salute, l’Italia si colloca tra i Paesi con la più bassa mortalità infantile in Europa ma un bambino su tre (6-10 anni) è in sovrappeso. Riprende la diminuzione del tasso standardizzato di mortalità tra 30-69 anni per tumori maligni, diabete mellito, malattie cardiovascolari e malattie respiratorie croniche ma tornano ad aumentare i decessi per incidenti stradali.

L’Italia è ancora agli ultimi posti in Europa per il numero di laureati, tasso di abbandono e competenze, nonostante il tasso di disoccupazione continui a calare. La quota di NEET 25-29enni (giovani che non studiano e non lavorano) nel 2018, raggiunge il più elevato valore nell’UE. In generale, permangono consistenti differenze territoriali a svantaggio del Mezzogiorno.

Relativamente alla parità di genere diminuisce la violenza contro le donne, ma ne aumenta la gravità e rimane stabile la violenza estrema. Riguardo alle donne nei luoghi decisionali, economici e politici, emergono segnali positivi, ma la presenza resta bassa. Per quanto riguarda la salute sessuale e i diritti riproduttivi, è in continuo calo il tasso di aborti volontari.

Cosa pensano gli italiani della sostenibilità? Scoprilo con l'ultimo  Osservatorio sulla sostenibilità!

L’Italia presenta il maggiore prelievo di acqua per uso potabile pro capite tra i 28 Paesi dell’Unione europea. Cresce il contributo delle fonti rinnovabili ai consumi di energia complessivi, ma non per l’energia elettrica.

In ambito rifiuti, diminuisce la quota di rifiuti urbani conferiti in discarica, scesa al di sotto di un quarto negli ultimi due anni (23,4% nel 2017) mentre siamo ancora indietro rispetto ai target di raccolta differenziata stabiliti dalla normativa. L’Italia si colloca in posizione virtuosa in UE per il contenuto consumo di risorse naturali però e si registra una riduzione della spesa pubblica pro capite per la protezione delle biodiversità e dei beni paesaggistici.

Tra il 2012 e il 2015, due istituzioni pubbliche su 10 hanno adottato forme di rendicontazione non finanziaria mentre cresce del 38,1% in tre anni, la quota delle imprese che introducono innovazioni tecnologiche. Nel 2017, le presenze turistiche in strutture a maggiore sostenibilità sono 20 su 100, soprattutto nelle Marche, in Toscana e in Umbria. Nel 2017, è esposto a rischio di frane il 2,2% della popolazione e a rischio alluvioni il 10,4%. Le anomalie di temperatura sono pari a 1,3°C rispetto ai valori climatologici normali. La percentuale di coste marine balneabili è pari al 66,9% ma la maggior parte degli stock ittici è in sovra sfruttamento.

L’Italia rimane dunque molto distante dai target al 2030 stabiliti dall’Agenda.

Paesi OCSE

Per un confronto invece a livello di Paesi OCSE, il Rapporto Measuring Distance to the SDG Targets 2019 mostra che questi ultimi sono, in media, i più vicini al raggiungimento di obiettivi quali: l’accesso ai servizi di base (ad esempio energia, tecnologie dell’informazione e della comunicazione e moderne strutture educative); tassi di mortalità materna, infantile e neonatale; capacità statistica; accesso pubblico alle informazioni; conservazione delle zone costiere.

Sono più lontani da numerosi obiettivi legati alle disuguaglianze (ad es. povertà relativa, disparità nell’istruzione, partecipazione e leadership delle donne); comportamenti sani (consumo di tabacco e malnutrizione); alcuni risultati educativi e occupazionali (istruzione secondaria; capacità di calcolo degli adulti; formazione e occupazione giovanile); violenza e sicurezza (ad es. violenza contro le donne; percezione della sicurezza).

Scarica l'eBook: 4 premi per la sostenibilità ambientale

Tags: Studi e ricerche