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Obiettivi di sviluppo sostenibile, l'Europa rallenta

Obiettivi di sviluppo sostenibile, lEuropa rallenta

Secondo lo Europe sustainable development report, durante il 2021 il progresso degli indicatori degli Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall'Agenda 2030 ha subito un calo. La battuta d'arresto, secondo i ricercatori, è attribuibile in larga parte all'impatto dell'emergenza sanitaria.

Obiettivi di sviluppo sostenibile, a che punto è l'Europa? Secondo lo Europe sustainable development report 2021, pubblicato nel dicembre scorso, durante il 2021 il progresso degli indicatori dei 17 SDGs fissati dall'Agenda non solo si è arrestato, ma ha fatto registrare un leggero calo. E' la prima volta dal 2015.

Il report

Lo Europe sustainable development report offre ogni anno una panoramica sul cammino percorso dai Paesi dell’Ue, dagli aspiranti membri, dal Regno unito e dagli Stati dell’European Free Trade Association verso il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, e sulle azioni necessarie per implementarlo. Secondo lo Europe sustainable development report, durante il 2021 il progresso degli indicatori degli Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall'Agenda 2030 ha subito un calo. La battuta d'arresto, secondo i ricercatori, è attribuibile in larga parte all'impatto dell'emergenza sanitaria. Obiettivi di sviluppo sostenibile, a che punto è l'Europa? Secondo lo Europe sustainable development report 2021, pubblicato nel dicembre scorso, durante il 2021 il progresso degli indicatori dei 17 SDGs fissati dall'Agenda non solo si è arrestato, ma ha fatto registrare un leggero calo. E' la prima volta dal 2015. Redatto da un team di ricercatori indipendenti del Sustainable Development Solutions Network (SDSN), in collaborazione con SDSN Europe e l'Istituto per un ambiente europeo Politica (IEEP), si basa su una metodologia che definisce le soglie di performance per ciascun indicatore e coglie gli impatti che l'Europa genera all'estero, in particolare attraverso il commercio.

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I risultati: pandemia e (in)sostenibilità

Secondo i ricercatori, nel 2021 l'impatto dell'emergenza sanitaria sull’aspettativa di vita, sull’occupazione e sulla povertà non ha risparmiato effetti negativi alla marcia dell'Europa verso gli obiettivi di decarbonizzazione: i 27 Paesi dell’Unione europea hanno, infatti, fatto registrare un leggero calo nel progresso degli indicatori esaminati. Ne consegue che, allo stato attuale, la qualità e la velocità di avanzamento non sono sufficienti e che lasciarsi alle spalle le problematiche legate alla pandemia rappresenta il requisito fondamentale per poter cambiare marcia. Guillaume Lafortune, vicepresidente dell'SDSN e autore principale del rapporto, ha dichiarato: “La pandemia di COVID-19 è una battuta d'arresto per lo sviluppo sostenibile nell'UE e nel resto del mondo. Tuttavia, forti stabilizzatori automatici e politiche deliberate per proteggere l'economia e le persone hanno contribuito a mitigare gli impatti degli SDG di COVID-19 nell'UE rispetto alla maggior parte delle altre regioni del mondo. Porre fine alla pandemia di COVID-19 ovunque è la priorità numero uno per ripristinare i progressi degli SDG nell'UE e nel mondo. Gli SDG e l'accordo di Parigi riflettono i valori dell'Europa e dovrebbero rimanere il punto di riferimento per le politiche nazionali dell'UE e l'azione internazionale".

Le maggiori sfide

Le sfide maggiori che l’Europa si trova ad affrontare riguardano l'alimentazione e l'ambiente. Rispetto al Goal 2 (“Sconfiggere la fame”), emerge come la dieta della popolazione europea sia caratterizzata da un consumo eccessivo di carne e zuccheri. Allo stesso tempo, anche gli indicatori del Goal 12 (“Consumo e produzione responsabili”), del Goal 13 (“Lotta al cambiamento climatico”), del Goal 14 (“Vita sott’acqua”) e del Goal 15 (“Vita sulla terra”) presentano un andamento negativo. Tra il 2019 e il 2020, inoltre, i target del Goal 8 (“Lavoro dignitoso e crescita economica”) e del Goal 1 (“Sconfiggere la povertà”) hanno subito un significativo peggioramento. Nonostante le criticità comuni a tutti i Paesi, sono tuttavia evidenti profonde differenze tra i Paesi del Nord (Finlandia, Svezia e Danimarca sono le più virtuose) e del Sud Europa, nonché tra i Paesi membri dell’Unione europea e quelli candidati all’adesione. Come nel 2020, l’Italia si posiziona al 23esimo posto su 34 Paesi, con un punteggio pari a 68,5, in leggero miglioramento rispetto a quello dell’anno precedente di 67,1.

La strategia: quattro azioni prioritarie

Ribadendo l'impegno dell'Unione europea a raggiungere gli obiettivi dell'Agenda 2030 a dispetto della pandemia da COVID-19, il report intende inviare un messaggio forte alla comunità internazionale, coadiuvato da una serie di raccomandazioni pratiche per rafforzare l'attuazione e la rendicontazione degli SDG. Quattro, secondo gli autori, le azioni prioritarie:  

  1. pubblicare una dichiarazione congiunta da parte della Commissione europea, del Parlamento europeo e dal Consiglio europeo per riaffermare l’impegno dell’Ue per l’attuazione dell’Agenda 2030;
  2. preparare una comunicazione della Commissione europea, individuando modalità, tempistiche e piani con cui l’Ue intende raggiungere gli obiettivi;
  3. coinvolgere la società civile, rinnovando il mandato della Piattaforma multi-stakeholder o instaurando un nuovo meccanismo di mobilitazione;
  4. preparare una Eu voluntary national review della Commissione europea in vista dello SDGs Summit delle Nazioni unite che si terrà a settembre 2023, analizzando le priorità interne, le azioni internazionali e la diplomazia.

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Tags: Agroalimentare, Ambiente