I numeri del Rapporto Waste Watcher – Caso Italia 2024
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I numeri del Rapporto Waste Watcher – Caso Italia 2024

Rapporto Waste Watcher 2024: l’inflazione influenza le scelte alimentari degli italiani, ma lo spreco di cibo aumenta.

Pubblicato il Rapporto Waste Watcher 2024, presentato in occasione dell’undicesima giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, dal focus “Make the difference, stop #foodwaste”. I dati del report mettono in luce come l’inflazione stia causando l’acquisizione di nuove abitudini alimentari. Un consumatore su 2 ha dichiarato di aver aumentato l’acquisto di cibo online e 4 consumatori su 10 prediligono i prodotti alimentari in promozione quando fanno la spesa.

Nonostante ciò, aumenta lo spreco in Italia. I grammi di cibo buttato sono passati 75 a 81 grammi pro capite causando una spesa di circa 290 euro annui per famiglia. Il fenomeno aumenta nelle città e nei grandi comuni, mentre rimane limitato nei piccoli centri. Inoltre, sprecano di più le famiglie senza figli e ancor di più i consumatori a basso potere d’acquisto. Geograficamente avviene maggiormente a sud e nel totale lo spreco alimentare, non solo domestico, ma anche nella distribuzione e nell’industria, costa allo Stato oltre 13 miliardi di euro.

È l’allarme sociale il dato più preoccupante che emerge. Waste Watcher International ha analizzato per il primo anno il piano della sicurezza alimentare in Italia usando l’indice FIES (Food Insecurity Experience Scale), che misura il livello di accesso delle persone a cibo adeguato e nutriente. Dal punto di vista socioeconomico, il ceto che si autodefinisce “popolare” in Italia conta oltre 5,7 milioni di persone e ha visto un allarmante aumento del 280% di insicurezza alimentare rispetto alla media italiana.

Anche in questo caso sono evidenti le disparità geografiche: il sud ha registrato un aumento del 26% di insicurezza alimentare rispetto alla media nazionale, mentre il nord e il centro hanno mostrano rispettivamente scostamenti negativi del 14% e 7%.

Tendenze di acquisto

Le nuove scelte di acquisto dimostrano un aumento di acquisto del cibo a ridosso di scadenza così come di legumi e derivati vegetali, a scapito del consumo di carne. In diminuzione l’hype per il cibo biologico, ritenuto troppo costoso come anche le grandi marche. Si spreca soprattutto frutta fresca, che è l’alimento più gettato nell’ultima settimana media dei consumatori, seguono cipolle, aglio e tuberi ma anche il pane fresco, le insalate e le verdure.

Come sottolinea il direttore scientifico Waste Watcher, Andrea Segrè «Sono dati che dobbiamo attenzionare con cura perché ci permettono di evidenziare la stretta connessione fra inflazione e insicurezza globale da un lato e ricaduta sociale dall’altro, fra potere d’acquisto in calo costante e conseguenti scelte dei consumatori che non vanno purtroppo in direzione della salute dell’ambiente, ma nemmeno di quella personale».


Lo Sprecometro si evolve 

L’app Sprecometro, nata lo scorso anno per monitorare lo sperpero di cibo, aggiunge ai suoi strumenti anche il rilevatore di sprechi in bar, pizzerie, ristoranti, e per le mense scolastiche ed aziendali. Nasce infatti la possibilità di selezionare l’opzione “fuori casa” oppure “in mensa”. Questo consente di misurare gli sprechi registrati al di fuori dell’ambiente domestico, aumentando quindi la capacità dell’applicazione in modo da offrire una visione completa sulla situazione a livello più ampio.

Fondamentale è la sensibilizzazione che dal 2024 inizierà nelle scuole italiane per favorire maggiore consapevolezza. Il progetto educativo è promosso e organizzato da Camst group e curato dalla squadra di progettazione di Sprecometro.

Agli istituti scolastici verrà fornita l’app con una sezione a loro dedicata, dove gli insegnanti potranno iscrivere le proprie classi per iniziare il monitoraggio alimentare. Verranno misurati, in grammi, gli sprechi attuati dalle singole classi, valutandone l’impatto, in termini di impronta idrica e carbonica, sull’ambiente. Gli insegnanti avranno poi a disposizione materiali informativi – video, schede e quiz – da utilizzare per sensibilizzare i bambini sul tema per prevenire gli sprechi e potenziare le buone pratiche di educazione alimentare.

Camst group aggiornerà poi il database degli alimenti con la stima degli impatti ambientali – CO2 e H2O – dei piatti proposti nelle mense delle scuole. L’obiettivo è abituare anche i più piccoli a compiere scelte alimentari consapevoli e far loro comprendere la portata dell’impatto ambientale che un atto quasi inconsapevole, come quello di gettare via il cibo, può provocare.


Immagine di copertina: Joshua Hoehne

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