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Economia circolare e Green Deal, il nuovo pacchetto di proposte della Commissione europea

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Il 30 marzo scorso la Commissione europea nell'ambito del Green Deal ha proposto un nuovo pacchetto di misure per rendere i prodotti europei maggiormente rispettosi dell’ambiente. Le nuove disposizioni interessano diversi settori merceologici e prevedono regole ad hoc per responsabilizzare i cittadini nell’utilizzo più consapevole delle risorse. Sono state inoltre varate nuove regole per rendere i tessuti più durevoli, riparabili, riutilizzabili e riciclabili al fine di contrastare il fenomeno della fast fashion. Scopo delle misure: ridurre l'impatto ambientale e la dipendenza dell'Unione europea dalle materie prime importate.

La progettazione ecocompatibile dei prodotti

Numerosi studi hanno evidenziato che circa l'80% dell'impatto ambientale di un prodotto è definito nella fase progettuale. Le nuove misure previste dalla Commissione europea stabiliscono nuovi requisiti per rendere i prodotti più durevoli, riparabili e riutilizzabili e nuovi criteri di informazione specifici del prodotto che consentiranno ai consumatori di conoscere l'impatto ambientale dei loro acquisti; tra le novità previste vi è difatti l’introduzione di un passaporto digitale per i prodotti. La Commissione europea ha inoltre previsto l’adozione di un piano per l’etichettatura energetica 2022-2024 per i prodotti elettronici di maggior consumo quali smartphone, tablet e pannelli solari.

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La diffusione di prodotti tessili sostenibili

Il settore tessile è considerato tra i settori maggiormente inquinanti. La strategia europea per i tessili sostenibili e circolari prevede che entro il 2030 i prodotti tessili immessi nel mercato europeo siano riciclabili, realizzati con fibre riciclate, privi di sostanze pericolose e prodotti rispettando sia i diritti sociali che l’ambiente. Il nuovo pacchetto di misure prevede che verrà ampliato il principio di responsabilità estesa del produttore e ridotto al minimo l'incenerimento e il conferimento in discarica dei tessuti. Numerose sono dunque le iniziative per ridurre gli impatti del settore tessile sull’ambiente. A tal proposito giova ricordare come in Italia a partire dal 1 gennaio sia diventata obbligatoria la raccolta differenziata dei rifiuti tessili.

Le novità per il settore edilizio

Il settore edilizio impiega circa 25 milioni di soggetti e coinvolge oltre 5 milioni di aziende, generando un fatturato di circa 800 miliardi di euro. Gli edifici però al tempo stesso sono responsabili di circa 40% del consumo energetico dell'UE e del 36% delle emissioni di gas serra. I nuovi requisiti prevedranno che i prodotti da costruzione siano progettati e fabbricati in base allo stato dell'arte per essere più durevoli, riparabili, riciclabili e più facili da rifabbricare. Saranno inoltre previste soluzioni digitali per ridurre gli oneri amministrativi, tra cui la banca dati dei prodotti da costruzione e il passaporto digitale dei prodotti.

 

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Tags: Rubriche, Monitoraggio Legislativo Ambientale