Consulenti finanziari, i prodotti sostenibili vanno al raddoppio
Nel 2025 il peso degli investimenti ESG nei portafogli delle reti salirà dall’attuale 15-20% al 35-40%. Lo mette in luce una ricerca condotta da Assoreti e McKinsey.
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Nel 2025 il peso degli investimenti ESG nei portafogli delle reti salirà dall’attuale 15-20% al 35-40%. Lo mette in luce una ricerca condotta da Assoreti e McKinsey.
Lo rivela un’indagine condotta e presentata da IR TOP Consulting – Osservatorio Euronext Growth Milan (EGM) e LIUC – Università Cattaneo lo scorso maggio. Mancano quattro anni all’obbligo della dichiarazione non finanziare per le PMI, ma solo il 30 per cento ha dichiarato di intervenire con costanza sulle informative dedicate ad aspetti ambientali e di governance. E’ complice l’assenza di standard uniformi.
I criteri di sostenibilità, regolati in UE e negli USA, oggetto dei primi scandali di greenwashing da parte di alcuni big della finanza. Gli analisti chiedono nuove norme a garanzia.
Lo mette in luce il primo rapporto sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici pubblicato da Palazzo Koch: focus sulle strategie adottate per i portafogli non di politica monetaria.
L’indice MIB Esg compirà il prossimo ottobre un anno di contrattazioni in Borsa Italiana. Secondo Standard Ethics i principali titoli italiani stanno crescendo in sostenibilità, ma è necessario prestare attenzione anche alle indicazioni fornite dall’indice di percezione della corruzione elaborato da Trasparency International, secondo cui tutte le attività vicine ai principi ESG hanno bisogno di nuove politiche anticorruzione.
Resta aperto il dibattito sull’ingresso dei titoli legati alla produzione di armi nei portafogli Esg. Da dicembre ad oggi lo scenario si è ribaltato, infatti, se nel 2021 la sostenibilità rischiava di mettere ai margini il mercato delle armi, oggi sono i lobbisti a chiedere l’ingresso nella Tassonomia Ue. L’ago della bilancia è la guerra in Ucraina.
Domanda elevata da parte degli investitori per la seconda emissione verde comunitaria, della durata di 20 anni e del valore di 6 miliardi di euro
L’istituto di via Nazionale pubblica una serie di indicazioni non vincolanti per l’integrazione dei pericoli ambientali nelle strategie degli operatori finanziari
L’istituto di via Nazionale continua ad investire nella ricerca sui rischi ambientali e nel sostegno alla finanza sostenibile, fondamentale nell'influenzare la transizione verso un'economia a basse emissioni
Bruxelles punta su standard e regole comuni per tutti i ventisette paesi dell’Unione per favorire la transizione sostenibile del mercato degli investimenti e combattere il greenwashing
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