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Agricoltura idroponica: a che punto siamo in Italia?

Agricoltura idroponica a che punto siamo in Italia

L’agricoltura verticale sta diventando sempre più comune, anche in Italia. Ecco alcuni progetti per l’efficientamento delle risorse e un approccio più sostenibile all’agricoltura.

L’agricoltura idroponica continua a crescere, anche nel nostro Paese. I suoi benefici sono innegabili: questo approccio all’agricoltura permette di risparmiare acqua e, allo stesso tempo, non utilizzare pesticidi per la coltivazione dei prodotti. Anche se l’agricoltura idroponica è uno degli argomenti più attuali quando si parla di sfruttamento della terra e risparmio delle risorse idriche, le sue origini si basano su un metodo molto antico. Il suo funzionamento è semplice: si tratta di una forma di agricoltura “fuori suolo”, dove il terreno viene rimpiazzato con vari substrati, dove convergono soluzioni nutritive necessarie per lo sviluppo delle piante. I substrati possono essere anche eliminati, utilizzando semplicemente una soluzione a base di acqua arricchita di sostanze nutritive.

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Quali sono i benefici dell’agricoltura idroponica?

I vantaggi dell’idroponico sono moltissimi, tanto da rappresentare una reale risorsa per l’agricoltura del futuro. Con l’agricoltura idroponica, infatti, si può risparmiare fino al 90% di acqua rispetto alle colture tradizionali, aumentando la produttività fino al 20%In più, con questo approccio è possibile coltivare in ogni periodo dell’anno, senza utilizzare pesticidi e altre sostanze chimicheSecondo i dati riportati dal Sole 24 Ore, il settore può vantare tassi di crescita superiori al 20% medio annuo fino al 2026. Senza considerare che il mercato agricolo verticale mondiale raggiungerà i 9,9 miliardi di dollari entro il 2025 (contro l’1,2 miliardi di dollari nel 2015).

Chi investe in agricoltura idroponica in Italia?

In Italia, ad oggi, l’agricoltura idroponica viene scelta perlopiù da startup, che si avvicinano in modo sperimentale a questo nuovo approccio all’agricoltura. I primi dati che emergono dalle loro attività, però, sono davvero incoraggianti.

I pomodori nickel free di Sfera Agricola

Parlando di progetti che investono in agricoltura idroponica in Italia, Sfera Agricola è sicuramente tra i più interessanti. L’azienda è nata nel 2016 a Gavorrano, in provincia di Grosseto, da un’idea di Luigi Galimberti. All’interno dello stabilimento vengono prodotti due varietà di pomodori e una serie di insalate ed erbe aromatiche. Tutti i prodotti di Sfera Agricola sono certificati “nickel free” e “residuo zero”, poiché completamente privi di metalli pesanti. In più, il sistema di raccolta e sfruttamento delle acque reflue permette all’azienda di risparmiare circa il 90% del consumo idrico rispetto alle coltivazioni al suolo.

Planet Farms, la vertical farm più grande d’Europa

Altro interessante progetto italiano è Planet Farms, che sorge a Cavenago, alle porte di Milano. Si tratta di una struttura di oltre 9mila metri quadrati, che produce insalata in foglia ed erbe aromatiche. I fondatori hanno anche in programma di aprire altri cinque stabilimenti di produzione in Europa. I prodotti Planet Farms sono privi di sostanze nocive e pesticidi, vengono coltivati tutto l’anno e tutelano il consumo di acqua, senza intaccare le proprietà nutritive.

la sostenibilità nella filiera agroalimentare

Tags: Agroalimentare, Ambiente