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La 14ª edizione del Salone della CSR e dell'innovazionesociale sceglie “Andare oltre” come tema. In un momento in cui le imprese sono chiamate a rendere conto di impatti, rischi e risultati, la vera sfida non è più dichiarare la sostenibilità ma dimostrarla.
Dire che un'impresa è sostenibile è diventato relativamente semplice. Più difficile è spiegare che cosa cambia davvero quando la sostenibilità entra nelle decisioni.
Quanto cambia un processo produttivo? Quanti investimenti vengono spostati? Quali fornitori vengono coinvolti? Quali emissioni vengono effettivamente ridotte? E soprattutto: quali risultati possono essere misurati?
È da queste domande che acquista significato il tema scelto per la 14ª edizione del Salone della CSR e dell'innovazione sociale, in programma dal 6 all'8 ottobre 2026 all'Università Bocconi di Milano: Andare oltre. Gli organizzatori lo presentano come un invito a cambiare prospettiva, superare le apparenze e trovare un equilibrio tra sostenibilità economica, ambientale e sociale.
Ma, letto dal punto di vista delle imprese, “andare oltre” significa soprattutto passare dalla sostenibilità raccontata alla sostenibilità praticata.
La nuova domanda non è più “quanto sei sostenibile?”
Negli ultimi anni la sostenibilità è entrata sempre più nei sistemi di gestione delle imprese. La normativa europea ha contribuito a spostare il tema dal terreno volontario a quello della misurazione e della trasparenza.
La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) richiede alle imprese interessate di rendicontare informazioni sui rischi e sulle opportunità legati alle questioni ambientali e sociali e sugli impatti delle proprie attività sulle persone e sull'ambiente.
E il quadro sta continuando a cambiare. Il 3 luglio 2026 la Commissione europea ha adottato gli ESRS rivisti, con l'obiettivo di alleggerire gli oneri amministrativi mantenendo la qualità delle informazioni. La revisione riduce di oltre il 60% i datapoint obbligatori e di oltre il 70% il numero complessivo di datapoint; la Commissione stima, inoltre, una riduzione dei costi di reporting superiore al 30% per azienda.
Il dato è interessante perché cambia anche la domanda da porsi.
Se il sistema di reporting diventa più snello, che cosa resta al centro? Restano le decisioni.
Perché raccogliere meno dati non significa avere meno responsabilità: significa, piuttosto, dover capire quali informazioni sono davvero utili per guidare un'organizzazione.
260 organizzazioni, 530 relatori e una domanda comune
Il Salone arriva a questa edizione con numeri importanti: 260 organizzazioni protagoniste, 530 relatori e circa 6.000 presenze attese nei tre giorni, secondo i dati ufficiali dell'organizzazione.
Il programma non concentra però la sostenibilità in un unico ambito.
I sei percorsi scelti per il 2026 sono Vivere la comunità, Gestire le organizzazioni, Ridisegnare le relazioni, Rigenerare il pianeta, Ripensare la finanza e Rinnovare il mondo dello sport.
È una scelta che dice qualcosa di preciso: la sostenibilità non è più soltanto una questione ambientale. Riguarda come un'organizzazione viene gestita, come distribuisce le risorse, come costruisce relazioni, come misura il proprio impatto e come prende decisioni. Ed è proprio qui che il tema del Salone si incrocia con una trasformazione più ampia del mondo delle imprese.
Il problema degli slogan
Per anni la comunicazione della sostenibilità ha avuto un ruolo fondamentale nel portare questi temi al grande pubblico. Ma oggi comunicare non basta.
Un obiettivo climatico senza un piano di investimenti rimane un obiettivo. Una strategia sulla diversità senza indicatori rimane una dichiarazione. Una politica sulla filiera senza il coinvolgimento dei fornitori rimane un documento. Un progetto ambientale senza una misurazione dell'impatto rimane difficile da valutare.
È anche per questo che il programma del Salone mette insieme temi apparentemente diversi: organizzazione, finanza, territorio, relazioni e impatto.
La sostenibilità, infatti, diventa credibile quando produce conseguenze concrete sul modo in cui un'impresa funziona.
Dalla strategia all'impatto: il punto è misurare
Uno degli appuntamenti che più rappresentano questa impostazione è il Premio Impatto, arrivato nel 2026 alla quinta edizione.
Il premio nasce proprio per valorizzare progetti capaci di misurare, valutare e raccontare l'impatto generato, prendendo in considerazione metodologia, risultati, indicatori e coinvolgimento degli stakeholder. La partecipazione è aperta a imprese, organizzazioni non profit e pubbliche amministrazioni.
Nelle prime quattro edizioni, come ricorda il materiale del Salone, sono arrivate 356 candidature e sono state premiate oltre 20 organizzazioni.
Il messaggio è semplice, ma tutt'altro che scontato: non basta avere un progetto. Bisogna essere in grado di capire cosa ha prodotto.
E questo vale tanto per una grande impresa quanto per un'amministrazione pubblica o un'organizzazione del Terzo settore.
La sostenibilità si gioca anche fuori da Milano
“Andare oltre” significa anche uscire dai confini dell'evento.
Durante il 2026 il Salone ha sviluppato otto tappe territoriali - Udine, Treviso, Bologna, Torino, Taranto, Varese, Rimini e Padova - coinvolgendo reti d'impresa, Camere di Commercio e università. I temi affrontati vanno dalla rigenerazione urbana alla ricerca di talenti, dall'imprenditoria femminile alla sostenibilità della catena di fornitura.
È un aspetto tutt'altro che secondario. Perché una transizione può essere progettata a livello nazionale o europeo, ma si realizza nei territori: nelle aziende, nelle filiere, nelle città, nelle comunità. Ed è lì che gli obiettivi devono confrontarsi con costi, competenze, infrastrutture, persone e risultati.
Andare oltre significa togliere una parola dalla frase: “sostenibile”
Forse la provocazione più interessante del tema 2026 è proprio questa.
Sostenibile come? Per chi? Con quali risorse? Con quali risultati? In quanto tempo? E misurato come? Sono domande meno comode di uno slogan, ma molto più utili.
Perché la prossima fase della sostenibilità aziendale potrebbe essere proprio questa: non convincere qualcuno che un'impresa è sostenibile, ma metterlo nelle condizioni di verificarlo.
Il Salone della CSR arriva così alla sua 14ª edizione con un tema che, al di là dell'evento, intercetta una questione centrale per le imprese: quanto siamo disposti ad andare oltre ciò che dichiariamo per arrivare a ciò che facciamo davvero? Ed è probabilmente lì che comincia la parte più difficile della sostenibilità ma anche quella più interessante.
Nonsoloambiente.it Media Partner del Salone della CSR 2026
Nonsoloambiente.it sarà Media Partner della 14ª edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale, in programma dal 6 all’8 ottobre 2026 all’Università Bocconi di Milano. Una collaborazione che permetterà di seguire da vicino i temi e i protagonisti di questa edizione, dedicata al tema “Andare oltre”.
E quest’anno saremo presenti al Salone anche fisicamente, con due momenti dedicati al racconto e al confronto.
Le pillole video di Nonsoloambiente.it
Realizzeremo brevi pillole video dedicate ai temi e alle novità del Salone, per raccogliere voci, spunti e riflessioni direttamente dalla manifestazione.
Vuoi partecipare alle pillole video? Puoi confermare la tua partecipazione attraverso il link dedicato.
La moderazione del convegno sulle certificazioni
Il 7 ottobre alle ore 12, Nonsoloambiente.it sarà inoltre protagonista della moderazione del convegno “Le certificazioni, un asset strategico per la sostenibilità”.
Un appuntamento che si inserisce perfettamente nella riflessione più ampia sull'andare oltre le dichiarazioni: come possono le certificazioni diventare uno strumento concreto per accompagnare e dimostrare il percorso di sostenibilità delle organizzazioni?
Ci vediamo al Salone della CSR 2026.
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