La prima coltivazione di alga spirulina grazie alla geotermia
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La prima coltivazione di alga spirulina grazie alla geotermia

Enel Green Power ha realizzato la prima serra al mondo per la coltivazione di alga spirulina alimentata da una centrale geotermica.

Quando il cibo tradizionale non basta più, ecco che arrivano i supercibi a salvare il mondo: nonostante il nome possa sembrare buffo, stiamo in realtà parlando di alimenti naturali particolarmente ricchi di proprietà nutritive e, per questo, in rapida riscoperta negli ultimi anni.

Uno di questi è l’alga spirulina, già conosciuta in antichità e largamente consumata in America Centrale e Africa Centrale. Ricchissima di proteine e di proprietà antibiotiche e antivirali, l’alga spirulina è stata recentemente riscoperta come valido integratore alimentare.

In antichità, questa particolare alga veniva coltivata in particolari fattorie acquatiche. Oggi, in Italia, una tecnologia innovativa sta per rivoluzionare la coltivazione di questo supercibo e, forse, aprendo la strada della coltivazione a basso impatto ambientale anche per altri importanti alimenti.

 

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La presenza di una delle principali centrali geotermiche della Toscana a Chiusdino ha fatto sì che proprio qui in questo piccolo Comune toscano Enel Green Power realizzasse la prima serra al mondo per la coltivazione di alga spirulina con il calore geotermico. L’impianto pilota, realizzato in collaborazione con Co.Svi.G (Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche), è strutturato come una serra di piccole dimensioni, nella quale l’alga spirulina viene coltivata grazie al calore geotermico e alla CO2 carbon free, prodotta dal processo di produzione geotermico.

La serra ha una dimensione di 125mq circa, con vasche aperte e fotobioreattori a pannello verticale. La sperimentazione si concluderà a inizio estate 2018, quando la raccolta dati potrà fornire numeri concreti utili a valutare lo sviluppo di altre coltivazioni ad alto valore commerciale in Italia e nel mondo sfruttando la geotermia.

Obiettivo della sperimentazione non è solo la messa in opera di un sistema colturale a basso impatto ambientale, ma anche l’ulteriore valorizzazione delle centrali geotermiche, con positive ricadute commerciali, economiche ed occupazionali. Il modello, se efficace, potrà essere riprodotto in adiacenza a qualsiasi centrale geotermica italiana. Inaugurata nel 2011, la centrale geotermoelettrica di Chiusdino consente di evitare l’immissione di 100.000 tonnellate di CO2 ogni anno, con una potenza installata di 20 MW: la coltivazione parallela sarebbe quindi un prezioso valore aggiunto estendibile a tutte le centrali.

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