Ue, criteri ESG più rigidi. E i fondi si dichiarano meno sostenibili

Salvadori_UE, criteri ESG piu_ rigidi per l a classificazione dei fondiImmagine: Karsten Würth, Unsplash

Dal 2023 il Sustainable Finance Disclosure Regulation ha introdotto standard più stringenti, tanto che i gestori hanno preventivamente declassato nel corso del 2022 i loro prodotti da articolo 9 ad articolo 8. L’analisi di Morningstar.

Sono diversi i fondi declassati dagli asset manager dopo l’introduzione di nuovi parametri più rigidi in Unione europea a partire dal 1 gennaio del 2023 nell’ambito del Sustainable Finance Disclosure Regulation. Il regolamento vincolante è entrato in vigore nel 2021 con l’obiettivo di introdurre una maggiore trasparenza nel profilo di sostenibilità dei prodotti finanziari.

Il SFDR prevede tre categorie per la classificazione dei fondi:

  • Articolo 6 per i fondi non focalizzati sulla sostenibilità;
  • Articolo 8, noti anche come light green, per quei fondi che promuovono politiche ambientali e sociali, ma collocano le risorse finanziarie anche in attività di altro tipo;
  • Articolo 9, i dark green, con le politiche di sostenibilità al centro degli investimenti.

L’Unione europea ha dunque ora introdotto standard più stringenti per la classificazione dei fondi nell’ambito del SFDR, tanto che già nel terzo trimestre del 2022, secondo quanto rilevato dalla società di servizi finanziari Morningstar, proprio in vista della novità e con la consapevolezza che i loro prodotti non sarebbero stati più inquadrati come articolo 9, i gestori di 41 fondi hanno deciso di declassarli ad articolo 8.

E’ il caso ad esempio di AXA IM, che ha già declassato 21 strategie da articolo 9 ad articolo 8 e ha condiviso il suo piano di declassarne altre 24 nel prossimo futuro, ma anche di BlackRock, UBS AM e Amundi.

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I nuovi requisiti

I nuovi standard richiedono ai gestori di divulgare più informazioni sull'approccio ESG dei loro fondi, sui rischi di sostenibilità e sull'impatto nei documenti precontrattuali e nelle relazioni periodiche.

“I requisiti di informativa SFDR di livello 2 dovrebbero aiutare gli investitori a ottenere maggiore chiarezza sulle strategie ESG disponibili”, ha spiegato Hortense Bioy, Global Head of Sustainability Research di Morningstar. “I gestori patrimoniali, però, continueranno ad operare in un contesto normativo incerto e in costante evoluzione. La fine del 2022 ha visto un'ondata gestori declassare i loro fondi dall'articolo 9 all'articolo 8. Questo fenomeno non si fermerà fino a quando la Commissione europea non chiarirà la definizione di investimento sostenibile. Sarà inoltre necessario fare luce sulle metodologie utilizzate per il calcolo dell'esposizione di un portafoglio agli investimenti sostenibili. Le diverse interpretazioni del regolamento SFDR non rendono possibile il confronto dei prodotti con riferimento alla loro percentuale di investimenti sostenibili”.

Il mercato investe di più nei fondi articoli 9

Detto questo, è però anche vero che, sempre nel terzo trimestre, le società di gestione hanno modificato lo status SFDR dei loro fondi soprattutto al rialzo, prova di un’attenzione agli aspetti ambientali e sociali sempre più diffusa nel mondo della finanza. Morningstar ha identificato infatti 315 fondi che sono passati da articolo 6 ad articolo 8, 7 da articolo 6 ad articolo 9 e 20 da articolo 8 ad articolo 9. A fine settembre 2022, il 33,6% dei fondi commercializzati all’interno dell’Unione europea era inquadrato come articolo 8 e il 4,3% come articolo 9 (tutti gli altri non indicano caratteristiche ambientali, sociali e di governance e ricadono quindi nell’articolo 6).

In uno scenario finanziario complicato, inoltre, nel terzo trimestre il mercato ha continuato ad aumentare gli investimenti nei prodotti articolo 9 (con flussi netti attivi per 12,6 miliardi di euro, più del doppio dei 6 miliardi nel secondo trimestre), mentre i fondi articolo 8 hanno registrato un deflusso netto di 8,7 miliardi e gli articolo 6 addirittura di 31,6 miliardi.

Il patrimonio dei fondi articolo 8 e articolo 9 è così cresciuto quasi del 3%, a quota 4.300 miliardi di euro, mentre quello dei fondi articolo 6 è sceso di quasi del 7%. A fine settembre 2022, il 33,6% dei fondi commercializzati all’interno dell’Unione europea era inquadrato come articolo 8 e il 4,3% come articolo 9.

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Tags: Finanza