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La mobilità sostenibile cambia il modo di muoversi in città

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App per condividere i mezzi di trasporto, rivitalizzazione dei Piani Urbani della Mobilità e infrastrutture urbane soft. Così si rivoluzionano le strategie e i modi di muoversi in città.

Sharing mobility, App e PUMS. Sono solo alcuni degli ingredienti per lo sviluppo di una green mobility, di un trasporto cioè, sia pubblico che privato, che rispetti l’ambiente e non produca emissioni nocive. Anche quest'anno dal 16 al 22 settembre si è svolta la Settimana Europea per la Mobilità Sostenibile, promossa dalla Commissione Europea, con lo slogan “Scegli, cambia, combina”, perché per arrivare a una mobilità sostenibile bisogna ripensare completamente i propri stili di vita.

La riduzione degli spostamenti individuali in auto e moto sotto la soglia del 50% entro i prossimi tre anni per arrivare al 35% nel 2050 è possibile. Come? Innanzitutto con la mobilità condivisa: dal car sharing al park sharing, dal bike sharing al car pooling. La sharing mobility, infatti, è il nuovo modo di muoversi in città. Secondo la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in Italia sono presenti più di 100 iniziative di bike sharing, con oltre 10.000 bici disponibili, circa 6000 auto in car sharing (erano 700 nel 2011) con 500.000 utenti nei primi mesi dell’anno e una proiezione al 2020 di 12 milioni di utenti nel mondo per un fatturato di 6,2 miliardi di euro.

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La crescita dell’utilizzo dell’auto condivisa è dovuta soprattutto alle soluzioni free float modalità grazie alla quale le auto, invece di avere una postazione di parcheggio fissa, possono essere prese e riconsegnate ovunque all’interno di un’area stabilita. Car2Go ed Enjoy ed Enjoy, presenti a Milano, Roma, Firenze e Torino, sono le due realtà più note con un totale di quasi 4.000 auto in condivisione e rispettivamente 180.000 e 270.000 utenti iscritti.

Non solo spostamenti dentro la città. A essere condivisi possono essere anche i viaggi “fuori porta” grazie a BlaBlaCar, un servizio di ride sharing basato su un network di automobilisti che mettono a disposizione la propria vettura per condividere una parte del viaggio con altre persone. In 24 mesi, grazie a questa applicazione, sono state risparmiate 500mila tonnellate di carburante e 1 milione di tonnellate di CO2 non è stato immesse in atmosfera.

E, se fatto in compagnia, anche andare a lavoro può essere più piacevole. Lo dimostra il successo di Jojob, un servizio di car pooling aziendale che mette in contatto i colleghi di una stessa azienda, o di aziende limitrofe, per condividere in auto il tragitto casa-lavoro. Un'iniziativa che oggi, in Italia, coinvolge oltre 50 aziende di grandi dimensioni e che nel solo 2015 ha ridotto di 30 tonnellate le immissioni di CO2 in atmosfera.

App sul car sharing e sul car pooling, sul ride sharing e sul bike sharing. Ormai la mobilità sostenibile è a portata di click. Lo smartphone diventa, infatti, lo strumento per organizzare il proprio spostamento fisico grazie a numerose app che forniscono in tempo reale le informazioni sulla mobilità.

Un punto di partenza importante per migliorare la mobilità delle città italiane, infatti, sono anche i Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS), ora volontari. Una maggiore diffusione dell’adozione dei PUM può rappresentare, infatti, un valido apporto allo sviluppo della green economy, incrementando i veicoli e i carburanti a ridotto impatto ambientale, i servizi informatici che contribuiscono a razionalizzare gli spostamenti in ambito urbano, nonché le tecnologie in grado di ridurre la necessità di spostarsi attraverso l’utilizzo di applicazioni informatiche.

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