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Sipa, lo stabilimento della plastica riciclata troppo moderno per la legge italiana

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Tecnologie innovative, premi e clienti all’estero: lo stabilimento Sipa di Vittorio Veneto è un’eccellenza nel campo del riciclaggio della plastica. In Italia però, non esiste una normativa che permetta la produzione di bottiglie interamente da rPET.

Tecnologie italiane all’avanguardia nel riciclaggio e riutilizzo della plastica ma troppo ‘avanti’ rispetto al panorama legislativo nazionale e per questo motivo senza un mercato in Italia.

È quello che accade a Vittorio Veneto in provincia di Treviso: l’azienda Sipa di Zoppas Industries ha creato infatti Xtreme Renew, un rivoluzionario sistema che permette di produrre bottiglie in plastica interamente da materiale riciclato. Un grosso risparmio per l’ambiente e per l’economia considerando che le bottiglie  sono composte al 100%  da plastica riciclata. Un margine percentuale troppo alto però per la legge italiana che stabilisce per il PET riciclato la soglia del 50%. All’estero la tecnologia ha invece riscosso subito successo grazie all’assenza di tali vincoli normativi.

Il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, in visita alla Sipa lo scorso 31 gennaio, ha definito la normativa italiana “un'anomalia che dev'essere rimossa”. L’obiettivo di  Ciafani sarà “convincere Parlamento e Governo che l’economia circolare si fa anche con normative che semplificano il riciclo perché ci sono troppi ostacoli non tecnologici allo sviluppo dell’economia circolare”.

 

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La tecnologia Xtreme Renew messa a punto da Sipa ha addirittura ricevuto a Rimini, in occasione di Ecomondo 2019, il Premio Sviluppo Sostenibile 2019 nella categoria “circular economy”, mentre la scorsa primavera aveva già ricevuto, per lo stesso processo, il World Star Packaging Award quale miglior “invenzione” 2019.

Nel 2018 l’impianto è stato venduto in Giappone, dove da novembre di quello stesso anno è già funzionante ed è il più performante al mondo. L’impianto è in grado di produrre oltre 300 milioni di preforme all’anno, trasformando le vecchie bottiglie in PET (polietilene teraftalato) in scaglie pulite. Queste, poi, alimentano l’impianto di produzione delle preforme, differenziandosi da altri sistemi sul mercato che, invece, devono partire da materia prima già trattata. Grazie a questo impianto le scaglie di plastica sono completamente decontaminate, e vengono rese quindi adatte a cibi e bevande. Nei prossimi mesi sarà consegnato un secondo impianto sempre in Giappone e un terzo in Brasile.

"Si tratta di una soluzione fortemente innovativa - ha dichiarato Federico Zoppas, direttore generale Zoppas Industries che consente una rilevante riduzione dell’impatto ambientale: grazie alla tecnologia che abbiamo brevettato, infatti, è possibile riutilizzare il 100% di plastica riciclata”.

Inoltre, l’ottimizzazione dei processi di produzione delle preforme, partendo da scaglie di bottiglie riciclate, porta a un risparmio di energia di quasi il 30% e una riduzione delle emissioni di CO2 del 79% rispetto alla produzione di contenitori ottenuti utilizzando materiale vergine. Xtreme Renew consente anche una riduzione del 18% rispetto al sistema tradizionale di produzione di contenitori in PET riciclato in granuli. A questo si aggiunge un efficientamento della gestione del magazzino con una contrazione del 20% dello spazio di stoccaggio.

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Tags: Economia Circolare