Rapporto Waste Watcher – Caso Italia 2023: quanto cibo si spreca e come evitarlo
Ambiente

Rapporto Waste Watcher – Caso Italia 2023: quanto cibo si spreca e come evitarlo

Immagine: Simon Peel, Unsplash

La Giornata Mondiale di Prevenzione dello spreco alimentare del 5 febbraio ha fornito l'occasione per presentare i dati dell'osservatorio Waste Watcher - Caso Italia 2023, che offre una panoramica dello spreco di cibo nel Belpaese e nel mondo.

Com'è ormai consuetudine, anche quest'anno il 5 febbraio si è celebrata la Giornata Mondiale di Prevenzione dello spreco alimentare. Giunta alla decima edizione, si è concentrata sul tema “2030 > moving on”, a sottolineare che la deadline per trasformare in realtà gli Obiettivi di sostenibilità fissati dall’Agenda delle Nazioni Unite è sempre più vicina.

Un focus declinato su differenti livelli: dallo spreco alimentare domestico - che incide per oltre il 50% sulla filiera dello sperpero nazionale e internazionale - alle perdite in campo, alla dispersione alimentare nei passaggi precedenti all’acquisto, la gestione e il consumo del cibo nelle case. Con un obiettivo comune: sensibilizzare la società sulla stretta connessione esistente fra lo spreco alimentare e il suo impatto ambientale per comprendere come cittadini, scuole, aziende, istituzioni possano appropriarsi degli obiettivi dell'Agenda e metterli quotidianamente in pratica.

Un'app antispreco

L'edizione 2023 è stata, inoltre, l'occasione per il lancio di un'app - ideata e sviluppata dall’Osservatorio Waste Watcher International - sul tema cibo e sostenibilità. Si chiama Sprecometro e misura in grammi lo spreco alimentare di singoli e gruppi, valutandone la perdita economica (Euro), l’impronta carbonica (C02 e km percorsi da un auto) e l’impronta idrica (H20 e bottiglie di acqua da 0.5 l).

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In base ai risultati della rilevazione, l'app propone contenuti educativi video, schede e quiz che aiutano l’utente a ridurre quantitativamente e qualitativamente lo spreco.

I dati del rapporto Waste Watcher- Caso Italia 2023

In vista della decima edizione della Giornata Mondiale di Prevenzione dello spreco alimentare, sono stati presentati i dati dell’Osservatorio Waste Watcher International e del “Caso Italia” 2023. Si tratta di un’indagine- promossa dalla campagna Spreco Zero in sinergia con l’Università di Bologna e IPSOS- dedicata allo spreco di cibo e alle abitudini nella sua gestione.

Andrea Segrè, direttore scientifico degli eventi, fondatore della campagna Spreco Zero e Direttore scientifico Waste Watcher International, ha sottolineato ancora una volta il paradosso alla base dell'attuale sistema di gestione del cibo: “Oggi lo spreco alimentare in Italia vale oltre 9,2 miliardi solo per il cibo gettato nelle case: una stima che sale a 15 miliardi se includiamo il costo dell’energia utilizzata per la produzione del cibo. Eppure, sempre in Italia, oltre 2,6 milioni di persone faticano a nutrirsi regolarmente a causa dell’aumento dei prezzi e dei rincari delle bollette e 5,6 milioni di individui (il 9,4% della popolazione) versano in condizione di povertà. Per questo, a livello globale ma anche locale, diventa essenziale mettere al centro dell’azione politica la food policy come strategia sociale, economica e di sviluppo sostenibile”.

Come riporta il rapporto, nel corso del 2022 lo spreco alimentare degli italiani è passato su base settimanale da 595,3 grammi pro capite di febbraio a 674,2 grammi nel mese di agosto.

Il World Foodwaste Report – un progetto della campagna Spreco Zero su monitoraggio Ipsos – ha, inoltre, monitorato i comportamenti dei cittadini di 9 Paesi del mondo: Italia, Spagna, Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Sudafrica, Brasile, Giappone.

Sudafrica e Giappone si sono rivelati i Paesi più virtuosi, perché nelle loro case si spreca circa la metà di cibo rispetto all’Italia (324 e 362 grammi a settimana), mentre in Europa è la Francia il Paese più virtuoso con 634 grammi settimanali.

Gli Stati Uniti guidano la classifica mondiale dello spreco, con 1.338 grammi di cibo gettato a settimana.

L'analisi dello spreco alimentare è chiamata a tenere conto anche degli sprechi dell’energia per produrre il cibo, così come dell’acqua e delle altre risorse non immediatamente visibili. In particolare, l’impronta idrica dello spreco alimentare domestico in Italia vale 1/10 del fabbisogno idrico dell’intero continente africano, ed è pari a 749,7 miliardi di litri di acqua annui. Dal punto di vista energetico, lo spreco nascosto nel cibo destinato alle pattumiere delle nostre case nel 2022 vale ben 6,4 miliardi €.

Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco alimentare, origini e storia

La Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare venne celebrata per la prima volta in Italia il 5 febbraio 2014. Istituita dalla Campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero con l’Università di Bologna e con il Ministero dell’Ambiente, per iniziativa del coordinatore PINPAS Andrea Segrè, è diventato un importante appuntamento periodico, utile a una riflessione costante e alla diffusione di nuovi dati da parte dell’Osservatorio Waste Watcher International. 
La Giornata si svolge ogni anno per iniziativa della campagna Spreco Zero di Last Minute Market, con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Transizione Ecologica, dei Ministeri della Salute e del Lavoro e dell’ANCI, di RAI per la Sostenibilità e con la media partnership di Rai Radio2.

È possibile visionare la registrazione dell'evento streaming di presentazione della 10^ Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare e dei dati dell'Osservatorio Waste Watcher a questo link.

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